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Come le Metodologie di Studio possono aiutare i Bambini con Dislessia

Riprendiamo l’intervento di Matteo durante le due giorni sulla dislessia in occasione del 4° Convegno Nazionale, progetto patrocinato dalla Regione Lombardia e dalla FIDA (Federazione Italiana Dislessia Apprendimento)  in collaborazione con l’Associazione il Laribinto Onlus.
Partecipazione e coinvolgimento da parte del pubblico non sono mancati, lo hanno dimostrato una sala gremita di pubblico e i numerosi interventi che si sono alternati nelle due giornate. Dopo tutto la dislessia ha “infestato” i giorni di scuola di molte persone e continua ad “attanagliare” molti studenti che vivono lo studio come un vero e proprio ostacolo.
Una delle ragioni, anche per chi soffre in prima persona di dislessia, sta proprio nella mancanza nel metodo di studio su misura. E l’intervento di Matteo Salvo al Convegno ha sottolineato proprio questo aspetto.

Metodologia di Studio e Dislessia

La dislessia è un fenomeno che può essere arginato e finanche superato (quando le condizioni lo permettono) utilizzando gli strumenti giusti: dalle mappe mentali alle tecniche di memorizzazione. Uno dei punti più importanti da cui partire è infatti insegnare ai dislessici a ragionare in termini visivi e creativi, uscendo dai classici schemi lineari. Questo consente di spostare l’attenzione dal dettaglio al quadro generale, un aspetto importante per chi soffre di DSA. Grazie a questo approccio si gettano infatti le basi per poter cominciare un percorso grazie al quale l’apprendimento diventi “sostenibile”, fattibile. Lo dimostrano le vite e i risultati dei dislessici più famosi: da Albert Einstein a Jack Nicholson, solo per citarne alcuni.

dislessia

Le tecniche che possono aiutare gli studenti ci sono e funzionano, ma purtroppo sono sconosciute ai più. “L’assurdo – dice Matteo – è che i metodi di apprendimento mancano proprio nell’ambiente scolastico, il posto che ne avrebbe più bisogno. Non certo per cattiva volontà degli insegnanti ma, semmai, perché il nostro sistema scolastico non è ancora adeguato e pronto ad accogliere metodi che all’estero sono sicuramente più diffusi e compresi”.

L’intervento di Matteo, infatti, si è rivolto soprattutto ai docenti e ai dirigenti scolastici: “Pur correndo il rischio di apparire scomodo, ci sono cose che devo dirvi” e ha citato un proverbio giapponese che dice: “Quando l’allievo è pronto, il maestro appare”. Ma può capitare che il “maestro” non appaia, oppure si nasconda, perché usa dei metodi di insegnamento non efficaci o non adatti all’allievo. Per spiegare meglio questo concetto “difficile da digerire” Matteo ha presentato una carrellata rapida e (in)dolore di immagini sull’evoluzione dell’uomo dagli anni ’80 ad oggi:

  • dal cellulare allo smartphone
  • dalla Fiat 126 alle auto di oggi dotate di ogni tipo di confort e sistemi di controllo elettronico
  • dai primi computer lenti e giganteschi con sistema operativo DOS a quelli ultrasottili e velocissimi di ultima generazione

E per quel che riguarda lo studio? “Trent’anni fa si studiava su un libro (sottolineato o evidenziato) e oggi… si studia ancora su un libro che va sottolineato o evidenziato. L’unica cosa che sembra essersi evoluta è l’ergonomia dell’impugnatura  dell’evidenziatore. E’ evidente che abbiamo perso qualcosa per strada: noi siamo cambiati, la tecnologia è cambiata con noi ma le tecniche di apprendimento no“.

Matteo consiglia, quindi, l’introduzione di metodi di studio più coinvolgenti e attivi che non si fermino al semplice ascolto passivo di un docente che parla. Inoltre, è importante la pianificazione settimanale e mensile dello studio: bandita l’improvvisazione sia in classe che a casa. Puntiamo all’efficienza e alla minimizzazione degli sforzi. Soprattutto per coloro che di sforzi ne compiono già molti. E’ il caso di chi soffre di dislessia, appunto.

E’ ovvio che le mappe mentali o le tecniche di memorizzazione non sono la cura miracolosa in tutti i casi. Ma per molte persone affette da DSA il metodo spiegato da Matteo Salvo è il punto di partenza che fa la differenza in un percorso che è sempre stato in salita.

Il convegno sulla dislessia: estratto video.

Il convegno sulla dislessia è durato due giorni e le nostre telecamere hanno ripreso tutto quanto. Qui ti proponiamo un breve estratto dell’intervento di Matteo che ti metterà subito in condizione di comprendere da dove partire. Nei prossimi giorni saranno disponibili anche le versioni integrali dell’intero convegno.

Mappe Mentali e Mappe Concettuali

La parte finale la vorrei dedicare a chiarire un dubbio in merito alle mappe concettuali. In molti hanno dei dubbi o confondono le mappe concettuali e le mappe mentali, cercherò in queste poche righe di fare chiarezza a riguardo.
Le mappe concettuali hanno un orientamento molto cognitivo e razionale mentre le mappe mentali, fanno leva sulla creatività, sulla manualità e i colori, per questo hanno un’essenza evocativa ed emozionale che è fondamentale per la memorizzazione delle parole e dei concetti.

 

Se hai dei dubbi sulle varie  metodologie di Studio sarò felice di aiutarti, inviaci i tuoi dubbi dal nostro form.

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