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Le Nuove Metodologie di Studio e le Mappe Mentali sono di Grande aiuto Bambini con Dislessia

Cerchi un modo per aiutare nello studio i bambini con Dislessia? Con grande piacere personale e professionale ti posso dire che sei nel posto Giusto   Ora vedremo i miei interventi in occasione dei Convegni Nazionale sulla Dislessia, progetto patrocinato dalla Regione Lombardia e dalla FIDA (Federazione Italiana Dislessia Apprendimento)  in collaborazione con l'Associazione il Laribinto Onlus. Indice Pagina Intervento 7° Convegno Nazionale sulla Dislessia Come aiutare Bambini con dislessia con le Tecniche di memorizzazione Come Insegnare ai bambini dislessici Insegnare le tabelline ai bambini dislessici Dislessia e Mappe Mentali Materiale Didattico Intervento 7° Convegno Nazionale sulla Dislessia Come aiutare Bambini con dislessia con le Tecniche di memorizzazione Ad oggi  molti studenti con problemi di dislessia vivono lo studio come un vero e proprio ostacolo. Una delle ragioni, anche per chi soffre in prima persona di dislessia, sta proprio nella mancanza nel metodo di studio su misura. La dislessia è un fenomeno che può essere arginato e finanche superato (quando le condizioni lo permettono) utilizzando gli strumenti giusti: dalle mappe mentali alle tecniche di memorizzazione. Uno dei punti più importanti da cui partire è infatti insegnare ai dislessici a ragionare in termini visivi e creativi, uscendo dai classici schemi lineari. Questo consente di spostare l'attenzione dal dettaglio al quadro generale, un aspetto importante per chi soffre di DSA. Grazie a questo approccio si gettano infatti le basi per poter cominciare un percorso grazie al quale l'apprendimento diventi "sostenibile", fattibile. Lo dimostrano le vite e i risultati dei dislessici più famosi: da Albert Einstein a Jack Nicholson, solo per citarne alcuni. Le tecniche che possono aiutare gli studenti ci sono e funzionano, ma purtroppo sono sconosciute ai più. “L’assurdo è che i metodi di apprendimento mancano proprio nell'ambiente scolastico, il posto che ne avrebbe più bisogno. Non certo per cattiva volontà degli insegnanti ma, semmai, perché il nostro sistema scolastico non è ancora…

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Aiuto allo Studio per Bambini Dislessici

Indice Articolo Cosa è la dislessia Sintomi della dislessia nei bambini Metodo studio bambini dislessici Cosa è la dislessia La dislessia è conosciuta anche con il termine di disturbo della lettura, e consiste in una condizione che si caratterizza per l’insorgenza di problemi relativi alla lettura, pur essendo in presenza di soggetti in possesso di una capacità intellettiva assolutamente normale. La dislessia e' uno stato minoritario, una variante normale all'interno della specie che non deve mai essere associata ad una patologia, è semplicemente una caratteristica particolare. La modalità caratterizzante la dislessia è decisamente varia, in quanto i problemi si possono manifestare con la difficoltà nella pronuncia delle parole durante il processo di lettura ad alta voce, nella velocità di lettura , nella comprensione di ciò che viene letto, nella scrittura a mano o disgrafia, che è un disturbo specifico della scrittura il quale da luogo ad una scrittura poco fluida e/o di qualità grafica ridotta, oltre al maggior grado di affaticamento del soggetto scrivente, ed infine con difficoltà di calcolo, la discalculia, disturbo specifico della abilità aritmetiche, un deficit che può riguardare sia il sistema della cognizione numerica (Intelligenza numerica basale), sia le procedure esecutive e del calcolo. La dislessia è considerata un disturbo cognitivo e non un problema intellettivo, in grado però di originare un impatto emotivo e psicologico molto pesante sui soggetti che ne sono affetti, in quanto si tratta di un fenomeno assolutamente involontario a fronte del desiderio di apprendimento e di riuscire a concretizzare positivamente la propria attività di studio. Per quanto concerne le cause della dislessia, sono coinvolti sia fattori di tipo genetico che ambientali, mentre i meccanismi determinanti dal punto di vista fisiologico sono relativi a problematiche dei processi linguistici del cervello. Si ritiene che la dislessia possa essere originata da due tipi di…

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Consigli Metodo di studio Dislessia

Ciao Matteo, esiste qualche libro, audiolibro o affini che possa aiutarmi nell’apprendere un metodo di studio per me che sono dislessico? Hai qualche consiglio da darmi? Spero davvero tanto che il tuo corso di tre giorni possa darmi quella marcia in più di cui ho molto bisogno per laurearmi in Ingegneria. Ciao Mattia, la lettura del libro può essere d’aiuto per dare una visione d’insieme e capire quali sono i principi che stanno dietro al metodo. Frequentare un corso dal vivo è un’altra cosa in quanto porterai le tue materie e vedremo come applicare il metodo direttamente a quelle. Venire al corso avendo letto il libro ti permetterà di fare domande mirate. Se una persona venisse senza averlo letto è come se andasse a scuola guida per imparare a guidare la macchina, conoscendo già le tecniche e avendole in parte applicate è come fare un corso di guida sicura dopo aver già preso la patente. Chiaramente dipende da te la scelta. Secondo me è l’approccio più veloce e che porta a risultati più duraturi nel tempo. Inoltre avendo fatto anche io ingegneria so perfettamente di cosa parli e al corso ti trasferirò tutta la mia esperienza. Secondo me tra le varie possibilità il corso è quella più indicata. L’alternativa potrebbe essere l’acquisto del MemoCamp Digital. Questo prodotto è assolutamente valido anche per adulti. Permette di comprendere e imparare ad utilizzare il Metodo di studio e le tecniche di memoria. Inoltre essendo in formato video, potrà essere per te uno strumento più semplice da comprendere e applicare immediatamente alle tue esigenze. Spero di averti aiutato nella tua decisione. Buona giornata Matteo

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5° Convegno Nazionale sulla Dislessia, il contributo di Matteo Salvo

Il 7 Novembre 2015, alle ore 9:00 presso il AtaHotels Expo Fiera di Milano, si è tenuto il "5°CONVEGNO NAZIONALE DISLESSIA - DSA: Un'opportunità per l'innovazione didattica". Matteo consiglia da sempre l’introduzione di metodi di studio più coinvolgenti e attivi che non si fermino al semplice ascolto passivo di un docente che parla. Inoltre, è importante la pianificazione settimanale e mensile dello studio: bandita l’improvvisazione sia in classe che a casa. Puntiamo all’efficienza e alla minimizzazione degli sforzi. Soprattutto per coloro che di sforzi ne compiono già molti. E’ il caso di chi soffre di dislessia, appunto. E’ ovvio che le mappe mentali o le tecniche di memorizzazione non sono la cura miracolosa in tutti i casi. Ma per molte persone affette da DSA il metodo spiegato da Matteo Salvo è il punto di partenza che fa la differenza in un percorso che è sempre stato in salita. Qui ti proponiamo l’intervento di Matteo che ti metterà subito in condizione di comprendere da dove partire. Buona visione!

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4° Convegno Nazionale sulla Dislessia, il workshop con Matteo Salvo

Il 4° Convegno Nazionale sulla Dislessia, un progetto dell’Associazione il Laribinto Onlus, della Regione Lombardia e della FIDA (Federazione Italiana Dislessia Apprendimento) che si è tenuto a Milano lo scorso 18 e 19 ottobre, ha riscosso grande successo e ha fornito informazioni utili che potranno alleviare le fatiche nello studio di molti alunni, anche quelli affetti da dislessia. Nel precedente articolo vi abbiamo presentato la prima parte di questo evento con l’intervento di Matteo Salvo al Convegno. Oggi, invece, parleremo della seconda parte, cioè quella dedicata ai workshop ideati per conoscere alcune tecniche che forniscono strumenti concreti per studiare. L’intervento di Matteo Salvo al Convegno voleva sottolineare come spesso il primo scoglio da superare per studiare in maniera efficace sia la mancanza di un metodo. Anzi, di un metodo “su misura” per ogni studente. Una volta imparato quello, non tutta, ma gran parte della fatica si ridimensiona. Infatti, un alunno dislessico può leggere e scrivere come tutti, ma a differenza degli altri può riuscirci ma con uno sforzo più alto. I dettati in lingua straniera, per esempio, sono una delle attività più frustranti che possano incontrare in classe. Infatti, il rischio che si corre ogni volta è che il bambino si stanchi molto prima dei compagni e che si sforzi di andare più veloce per stare al passo con loro, collezionando un errore dopo l’altro. Scoraggiandosi. Inutile dire che con questi metodi la strada sia sempre in salita e che la bassa autostima sia sempre in agguato. Capita, infatti, che molti di loro una volta finita la scuola dell’obbligo “scappino a gambe levate” dallo studio. Ed è un peccato, perché questi bambini sono intelligenti, intuitivi e creativi esattamente come tutti gli altri. "Proprio per questo ci tengo che tu possa avere la testimonianza di una persona nota sicuramente a tutti i genitori e che dice delle cose fondamentali. Si tratta di un estratto video…

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