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10 Domande da Fare ad un Colloquio di Lavoro

L’esito di un colloquio di lavoro non è detto che abbia sempre esito positivo in quanto esso dipende da diversi fattori ma un’adeguata preparazione ed una buona pianificazione ci permette di arrivare con le idee chiare e focalizzati sui nostri obiettivi.

Quali accorgimenti è necessario tenere in considerazione nel momento in cui ci si prepara per un colloquio?

La Preparazione di un Colloquio di Lavoro

Per quanto riguarda la preparazione di un colloquio è necessario tenere in considerazione le diverse fasi, con le rispettive caratteristiche e accorgimenti, che lo contraddistinguono.

La prima fase è quella di APERTURA nella quale l’intervistatore deve accogliere il candidato, facendolo accomodare e dandogli il benvenuto, e cerca di creare un clima di sintonia facendo alcune domande iniziali (come è arrivato lì, il tempo, il traffico ecc).
In questa fase si inizierà ad osservare il linguaggio utilizzato e la gestualità; questi saranno i primi indizi che però non devono condizionare l’intero incontro. Segue poi una presentazione del selezionatore e di conseguenza quella del candidato. E’ necessario tenere in considerazione di assumere un atteggiamento neutro in modo da non condizionare il selezionato e farlo sentire a proprio agio.

La fase CENTRALE si basa invece su domande mirate a rilevare le conoscenze, le capacità e le caratteristiche comportamentali del soggetto. L’indagine prosegue cercando di capire le motivazioni che hanno spinto a cambiare lavoro o cercare quel tipo di impiego, descrivendo inoltre il ruolo ricercato per capire se può corrispondere alle aspettative del candidato. In questa fase si cerca di concentrarsi sull’analisi della fluenza del discorso e la capacità del soggetto di relazionarsi e di gestire l’ansia.

Nella fase di CHIUSURA il selezionatore deve accompagnare il discorso verso una conclusione dell’incontro assicurandosi di aver raccolto tutte le informazioni a lui utili per la compilazione della scheda. Verrà spiegato al candidato che è necessario un tempo per la valutazione della sua eventuale idoneità e si spiega come avverrà il successivo contatto. Viene dato uno spazio al candidato per effettuare domande in caso di bisogno di ulteriori chiarimenti.

Infine un aspetto importante e non trascurabile da parte del selezionatore è quello del CLIMA EMOTIVO che si crea dalla relazione tra intervistatore e intervistato. La buona riuscita dipende dall’intervistatore il quale deve essere in grado fin dall’inizio di creare un ambiente agevole; essendo un processo dinamico si può anche trasformare durante l’incontro. È un elemento fondamentale in quanto rappresenta un requisito di base per il successo del colloquio.

La preparazione del colloquio è compito dell’intervistatore ma quali sono le caratteristiche che deve avere un buon candidato?

Il Candidato

L’intervistato è inteso come un soggetto attivo in quanto è in grado di influenzare l’andamento dell’incontro in base alle proprie caratteristiche e competenze.
Un’area di indagine sul quale il candidato deve avere le idee ben chiare è la motivazione: un incontro con un candidato con motivazione intrinseca (propria) è differente da un soggetto che è stato obbligato a parteciparvi.

Per questo motivo è necessario aver ben in mente anche gli obiettivi e le aspettative circa la posizione di lavoro per la quale ci si candida in modo da focalizzare e indirizzare il discorso; l’intervistatore ha infatti sempre un obiettivo da raggiungere ma anche il candidato ne ha e quindi deve essere in grado di orientare il discorso verso di esso.
Importante è anche la gestione dell’emotività in quanto oggetto di indagine: un forte stato di tensione o ansia potrebbe influenzare l’andamento del colloquio compromettendone il successo. Riuscire invece a mantenere la calma, attraverso tecniche di respirazione, rilassamento e focalizzazione sugli obiettivi potrebbe aiutare a superare in modo positivo il colloquio. Anche il controllo del linguaggio verbale e non verbale è importante. Infine una marcia in più è data dalla consapevolezza dei propri punti di forza e di debolezza in modo da essere pronti nel caso in cui vengano proposte mansioni per le quali non si è proprio portati oppure si è il candidato perfetto.

La fase del colloquio può essere un momento di forte impatto emotivo sia per il candidato che per l’intervistatore e proprio per questo motivo è necessario arrivare ben preparati.

Ecco le 10 Domande da Fare durante il Colloquio

  1. Parlami di te. Questo è uno “strumento” utilizzato per rompere il ghiaccio e iniziare una piacevole conversazione, quindi quando si tratta di rispondere, non iniziare a raccontare tutta la tua esperienza di lavoro, ma sii gentile e dai brevi risposte.
  2. Perché vuoi lavorare con noi? Per rispondere, devi prima indagare sull’azienda, sulla sua situazione sul mercato, sui suoi possibili concorrenti e altri per dimostrare interesse per la posizione e giustificare con successo le tue dichiarazioni.
  3. Avrò possibilità di carriera?” Cosi dimostrerai la volontà di un impegno a lungo termine presso l’azienda che ti sta valutando.
  4. Perché vuoi cambiare lavoro? Qui è importante che la tua risposta sia sempre ottimista e incoraggiante al fine di evidenziare come questo lavoro possa contribuire alla tua crescita professionale.
  5. Ti piace lavorare in gruppo? Non esitate mai a rispondere a questa domanda in modo affermativo e sostenerlo con alcuni esempi.
  6. “Quali saranno con esattezza le mie mansioni?” Gli annunci di ricerca del personale elencano le mansioni da svolgere in maniera molto generica. È bene chiedere nel dettagli quale dovrebbe essere il tuo lavoro
  7. Sei mai stato licenziato ? Non è consigliabile mentire e, peggio ancora, inventare una “vita falsa”. Rispondi alla domanda di una forma diplomatica ed evita di criticarla.
  8.  Quali sono i tuoi punti deboli?  Non dire mai i tuoi difetti e scegli semplicemente di commentare quelli che sono molto generali e che diventano virtù
  9. Quando saprò quando sarò scelto?
  10. Posso contattarvi? Alla fine chiedi se e come potrai ricontattarli, cosi da dimostrare un reale interesse

 

Utilizzo delle Mappe Mentali

Fondamentale è l’utilizzo della mappa mentale per ottimizzare il tempo a disposizione, per migliorare l’esposizione e per dare un ordine alle idee ed eventualmente poterle consultare (anche solo scorrerle mentalmente) in un momento di “vuoto” durante l’incontro. È utile effettuarle prima dell’incontro inserendo al centro l’idea principale che solitamente consiste nell’argomento del colloquio o con il ruolo che si andrà a ricoprire.
Per quanto riguarda i rami si può costruire la mappa dividendola in due parti: nei rami genitori sulla destra si inseriscono gli obiettivi mentre su quelli di sinistra le aspettative. Durante il colloquio è possibile completarla inserendo nei rami figli le risposte corrispondenti. È importante ricordarsi di effettuarla sempre con un criterio di ordine, chiarezza espositiva e grafica ed essendo consapevoli della possibilità di estenderla sempre in base all’andamento del discorso. La mappa mentale infatti non è statica bensì dotata di dinamicità in quanto è possibile in ogni momento revisionarla ed ampliare i suoi contenuti.

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