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Come memorizzare un discorso con la tecnica del “Palazzo della Memoria”

Ci sono molte occasioni in cui è utile ricordare un discorso a memoria: per esempio, durante un’interrogazione in classe, un comizio, un congresso o un’intervista in TV. Il problema è come riuscire a farlo senza impazzire. Per fortuna una soluzione c’è e consiste nell’avvalersi di un metodo antico ma ancora oggi molto efficace: la tecnica del Palazzo della Memoria. Scopriamone di più. La capacità di comunicare accomuna tutti gli esseri viventi e, spesso, è determinante per la loro stessa sopravvivenza. Anche per gli esseri umani è così: una comunicazione corretta, infatti, ha un’influenza positiva sui nostri rapporti sociali, definendo il nostro ruolo all’interno della comunità. Pensiamo alla scuola per esempio: uno studente brillante è tale non solo perché studia bene dedica tempo e risorse a immagazzinare nozioni, ma anche perché è in grado di esprimerle al meglio durante esami e interrogazioni. Insomma, per usare un gioco di parole, uno studente valido è quello capace di far capire ciò che ha capito. Anche in politica, saper comunicare bene è sempre una strategia vincente, perché gli elettori sono più propensi ad accordare il proprio voto (e, di conseguenza, la propria fiducia) a chi riesce a convincerli, a dare espressione ai loro problemi e a presentare le soluzioni più valide per risolverli. Tutto questo presuppone saper parlare. E non necessariamente “a braccio”. Anzi, è molto raro che un discorso venga bene se pronunciato di getto, senza alcuna preparazione. Nel 99% dei casi, al contrario, uno speech viene accuratamente studiato e preparato a tavolino, scegliendo con molta attenzione ogni singola parola. Il problema, però, è riuscire poi a ricordarlo. E qui entrano in gioco le tecniche di memorizzazione, di cui una delle più efficaci è quella che prenderemo qui in esame, chiamata tecnica del Palazzo della Memoria o tecnica dei loci. Leggere e ripetere?…

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Procrastinare : Come smettere grazie alla Pianificazione!

Il mese di Febbraio è già iniziato e una parte diligente della popolazione avrà già impostato da tempo gli obiettivi del 2019 , tutti gli altri invece continuano a rimandare. Il lavoro, la famiglia, lo studio, la palestra, le varie attività, gli amici. La vita é frenetica e le nostre giornate sono pienissime di impegni, nessuno lo può negare. C'é sempre qualcosa da fare che ci spinge a rinviare.  Eppure più rimandiamo e maggiore é la frustrazione mista a senso di colpa che cresce in noi. Perché accade tutto ciò? Se siamo ben sicuri di non aver tempo in fondo non dovremmo sentirci così. Forse se sentiamo questa sensazione é perché le scuse che inventiamo per rimandare i nostri propositi possono convincere gli altri ma non noi stessi! L´arte del procrastinare soprattutto di questi tempi é molto diffusa. Non c´é da sentirsi soli e di scuse ne troveremo sempre. Possiamo dunque stare tranquilli. Ma siamo sicuri che vogliamo proprio questo? Ci accontentiamo delle nostre scuse che non riescono a mascherare il senso di colpa che proviamo o tentiamo di cambiare? Io preferisco pensare che vuoi considerare la seconda ipotesi! Ma come fare? Come Smettere di Procrastinare in pochi passi Il primo passo é scrivere i propri obiettivi e, visto che l'anno é da poco cominciato non può esserci un momento migliore! Verba volant scripta manent ...Scrivere i propri obiettivi é già un ottimo inizio. I nostri obiettivi devono essere realistici, chiari, stimolanti. Dobbiamo essere possibilisti ma anche realistici perché se mi pongo obiettivi impossibili proverei solo frustrazione. Con questo cosa intendo? Faccio un esempio. Voglio imparare a dipingere perché é un mio desiderio ma mi sento una frana e questo mi scoraggia. Se spero di riuscirci da solo e in un mese allo scadere dei 30 giorni mi ritroverò sconcertato e sconfortato…

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Mappe per la Scuola: il Metodo per Studiare Facile e Veloce

Cosa fa la differenza tra uno studente frustrato e apparentemente incapace di apprendere e uno brillante che riesce a studiare senza il minimo sforzo a scuola? A questa domanda si possono dare una miriade di risposte, ma forse quella che conta davvero è una sola: il metodo di studio. Migliaia di pagine sono state scritte a riguardo e negli ultimi anni sono stati introdotti concetti molto innovativi sul metodo di studio. Nonostante ciò, ancora oggi insegnanti, genitori ed educatori si ostinano a proporre sistemi di apprendimento che oltre a non adeguarsi a tali scoperte sono da considerare talvolta inattuali. In una situazione simile, le mappe per la scuola possono essere ancora ritenute efficaci come metodo di apprendimento? La risposa è: dipende. Al momento negli istituti scolastici viene imposto principalmente l’utilizzo delle classiche mappe concettuali. Tuttavia, il campo delle mappe per la scuola si è molto rinnovato negli ultimi anni. Sono nati metodi stupefacenti che permettono di creare mappe in maniera molto più creativa e stimolante. Presenteremo il nuovo metodo più avanti e spiegheremo come applicarlo per studiare in maniera facile, veloce e divertente. Prima però, un piccolo approfondimento sulle mappe concettuali è doveroso. Cosa sono le Mappe concettuali? Fin dalle elementari ci hanno insegnato a fare le mappe concettuali, strumento schematico e lineare utilizzato per studiare i più svariati argomenti. Lo scopo di una mappa concettuale è proprio quello di mettere in relazione singoli concetti unendoli insieme all’interno di uno schema razionale e facile da seguire. La mappa concettuale è utile se riesce a organizzare i concetti sulla base delle relazioni che intercorrono tra loro. Questo permette allo studente di disporre di un quadro completo dell’argomento da studiare che viene così riassunto al minimo, utilizzando soltanto i concetti chiave messi in relazione da simboli come riquadri e frecce. Dunque, la…

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Mappe mentali per riassumere un libro

Quando leggo un libro non mappo tutto (in alcuni casi non leggo nemmeno tutto) ma, prima di iniziare a leggerlo, mi pongo la domanda: “Perché lo sto leggendo? Che soluzioni/insegnamenti sto cercando?” A questo punto inizio a leggerlo in modo molto selettivo e vado a considerare solo le parti utili per me: in questo modo risparmio moltissimo tempo, leggo più libri e imparo più cose. Quindi, sulla mappa ci saranno solo le cose utili per me. E’ un po’ come studiare una nuova lingua… non ha senso annotare le parole che già si conoscono. Come esempio qui c’è una mappa che mi ha mandato il lettore Miguel Scordamaglia. In questo modo si può riassumere un libro intero con una o due mappe. Vuoi sapere tutto ma proprio tutto sulle mappe mentali? “Metti il turbo alla tua mente con le mappe mentali” è il manuale che Matteo Salvo ha ideato per spiegare come usufruire delle mille potenzialità delle mappe mentali. Il manuale è suddiviso in cinque parti   Nel libro è incluso un DVD che ha lo scopo di aiutarti a conoscere le mappe mentali nel dettaglio, costruirle in modo efficace e applicarle al meglio nel tuo settore. Ecco il programma del DVD nel dettaglio: cosa sono le mappe mentali come si costruiscono applicazione delle mappe: studio, appunti, tenere discorsi, brain storming, pianificare obiettivi, prendere decisioni, creare progetti Dvd e libro sono pensati per chi ha disturbi specifici nell’apprendimento, come dislessia e disgrafia, ma anche per professionisti, studenti e imprenditori che vogliono ottenere risultati straordinari. Con le mappe mentali rivoluzionerai il tuo modo di pensare e metterai il turbo alla tua mente!

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