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Se l’Esame è Andato male e lo Studente deve risostenerlo: Indicazioni di Metodo per Superare l’Ostacolo

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Durante la carriera di molti studenti è frequente che uno o più esami debbano essere risostenuti in quanto al primo (o ai primi) tentativi lo studente non ottiene un esito soddisfacente.

In primis, è necessario operare una fondamentale distinzione tra il caso in cui lo studente debba riaffrontare l’esame perché nel/i precedenti/i non aveva raggiunto la sufficienza e l’ipotesi in cui lo
studente ha ottenuto una valutazione sufficiente ma per lui non soddisfacente e, quindi, ha deciso di rifiutarla (ad es. 20 ma avendo
una media del 27 ciò sarebbe stato penalizzante) e di risostenere la prova.
Naturalmente, si tratta di due fattispecie profondamente diverse tra loro: nella prima lo studente non ha ancora una preparazione
ritenuta sufficiente, nella seconda la preparazione non è ancora al livello desiderato ma già idonea a condurre al superamento della prova.
Nel presente contributo, ci si concentrerà sul caso in cui lo studente debba risostenere l’esame perché non ha raggiunto la sufficienza, operando in conclusione del presente contributo qualche considerazione sull’altra ipotesi (studente che non ha ottenuto la
votazione desiderata).
Solitamente uno degli errori più comuni è non ragionare sulle ragioni del fallimento, alimentando pretesti di questo tipo:

  • sono stato sfortunato nelle domande”;
  • mi è stato chiesto l’unico argomento che non mi ricordavo”;
  • il docente mi ha fatto una domanda che non fa mai”;
  • ho risposto bene, ma il professore non era soddisfatto della mia risposta
  • il professore mi ha chiesto un argomento che non era nemmeno sul libro /o non l’ha affrontato a lezione”.

Come spiegato anche sul libro “Professione: studente 30 e lode. Il metodo rivoluzionario per affrontare l’università con successo” nessuno nega che ci sia un’alea che lo studente non può dominare
(domande a cui saprà rispondere più agevolmente, altre meno; quesiti più complessi di altri, anche se nulla è facile o difficile in assoluto ma tutto è relativo).
Tuttavia, lo studente prima di ogni esame deve ridurre al minimo questa alea e ciò è raggiungibile solo tramite una preparazione il più possibile ampia e approfondita.
Indi, accampare scuse del tipo di quelle sopra menzionate non è per nulla produttivo.
Di converso, lo studente strategico agirà diversamente, e cercherà di trarre insegnamenti dagli errori.
Con onestà, si porrà queste domande:
Ho commesso errori? Quali?
Dove posso migliorarmi per superare l’esame?
Un’analisi degli errori più frequenti che conducono ad un esito negativo porta a ritenere che questi siano:

  • mancata conoscenza di un argomento (la famosa “scena muta”di fronte a una domanda);
  • conoscenza solo superficiale di alcuni argomenti (appena il docente approfondisce con alcune domande, lo studente non riesce a rispondere);
  • sovrapposizione di alcuni temi e confusione tra diversi argomenti/temi;
  • scarsa capacità argomentava e di analisi critica.

Comprendendo questi errori, lo studente sarà in grado di impostare la strategia corretta per superare l’esame ad uno degli appelli successivi.
Con ordine.

Mancata conoscenza di un argomento (la famosa “scena muta” di fronte a una domanda)

Spesso tale situazione, che solitamente conduce ad essere immediatamente respinti, si crea perché lo studente non ha studiato tutto il programma dell’esame ma ha “saltato” parti di testo o di programma.

È sempre bene studiare tutti le parti del programma, “saltarne” alcune oltre al rischio di non riuscire minimamente a rispondere ad una domanda, nasconde una insidia più subdola.
Lo studente non riuscirà a collegare le varie parti del programma, i nessi logici. In sintesi è come costruire il primo piano di un palazzo, senza costruire il secondo: impossibile e devastante.

Perciò se durante il primo tentativo diesame fallito, ci si è resi conto di aver commesso tale errore (anche se questo non è stato la causa dell’esito negativo), è bene rimediare prontamente studiando le parti mancanti e rivedere l’intero programma.

È uno degli errori più comuni: limitarsi a uno studio solo superficiale, senza addentrarsi in profondità. Così lo studente di fronte ad una domanda più specifica da parte del commissario non riuscirà a rispondere.
Lo studente strategico diversamente, lo si ricordi, deve studiare sempre per mirare al massimo del risultato, mai alla sola sufficienza.
Quindi, con una buona dose di autocritica, se l’esame non ha avuto gli effetti sperati è bene studiare con maggior cura e più in profondità.
La causa dell’approccio superficiale nella maggior parte dei casi è una: la pianificazione errata.
Lo studente si avventura spesso a sostenere un esame con alle spalle un tempo di preparazione poco congruo rispetto alla difficoltà della prova, quindi è essenziale prestare una particolare attenzione all’aspetto dettagliatamente affrontato nella parte quarta del volume.

È frequente che talvolta a mancare sia la chiarezza, la padronanza di un argomento. Talvolta ciò si crea in quanto lo studente, avendo appreso molte e molte nozioni, non ha avuto il tempo per sedimentarle e, quindi, ha una “gran confusione” nella mente.
Così alla domanda del commissario, egli darà una risposta poco centrata, sovrapporrà argomenti differenti, non colpirà nel segno e sarà incapace di approfondire.

Le cause di tale insuccesso sono principalmente due:

  1. incapacità di pianificare;
  2. tecniche di studio inidonee;

Sul primo aspetto già si è detto supra: presto e bene sono due concetti che spesso in ambito universitario non sono compatibili.
Indi, non è possibile pretendere di preparare un esame in poco tempo o farlo mentre si è distratti da altro (la gara sportiva da affrontare, il saggio musicale da preparare: attività lodevoli ma che sottraggono tempo allo studio).
Sul secondo, come ampiamente ha spiegato Matteo Salvo nel volume, vi sono tecniche che aiutano incredibilmente la chiarezza mentale,
quali le mappe mentali; di converso, gli appunti lineari, come si è approfondito nel libro, sono da sconsigliare.

Alcuni studenti di fronte al commissario d’esame ripetono i concetti “a memoria” senza dimostrare capacità critica e di ragionamento.
Diversamente, il docente universitario apprezza sempre un approccio costruttivo, quindi, se l’esame ha avuto un esito negativo perché lo studente ha dimostrato poca capacità di ragionamento è bene
correggere la rotta per il futuro. Come? L’argomento è troppo complesso da affrontare in questa sede ove ci si limita a dire che è importante sempre studiare mediante un approccio attivo, porsi domande e mai subire nozioni e concetti acriticamente.

Posta questa panoramica, si ritiene utile sottolineare che talvolta gli studenti che hanno affrontato un esame con esito negativo tendono a risostenerlo nell’appello immediatamente successivo e, quindi, a
distanza di soli quindi giorni/ un mese circa.
Ciò è un errore grave in quanto se le lacune sono importanti in un lasso di tempo così breve sarà difficile colmarle e, quindi, ci si espone al rischio di un altro fallimento.
Perciò come si diceva all’inizio, lo studente deve ragionare con onestà sulla sua situazione, se lo studio è effettivamente scarso è inutile ripresentarsi dopo pochi giorni senza che lo studio sia stato sufficientemente fortificato.
Diverso, come specificato in premessa, è il caso dello studente che rifiuta il voto perché non rispondente alle proprie aspettative: in tal caso, alcune volte, si tratta solo di limare lo studio, di fortificare
uno studio già robusto o di affinare il linguaggio specifico:ovviamente molto dipende dal divario tra il livello in cui ci si trova e quello che si intende raggiungere.

Elisabetta Galli, dopo la laurea con lode in Scienze Giuridiche (vincitrice del premio per la miglior tesi di laurea), ha conseguito la laurea Magistrale in Giurisprudenza con lode (e menzione speciale per la tesi di laurea) presso l’Alma Mater Studiorum Università di Bologna, usufruendo del c.d. “percorso breve”
Successivamente, ha acquisito il Ph.D. in Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Padova, discutendo una tesi in diritto penale sulla responsabilità delle persone giuridiche, e l’abilitazione all’esercizio della professione forense.

È autore di pubblicazioni scientifiche su diversi temi, tra cui la responsabilità degli enti e delle società, la responsabilità medico-chirurgica ed il potenziamento cognitivo.

È consulente aziendale, in particolare nel settore dei sistemi di gestione – con funzione anche di auditor – della responsabilità sociale delle persone giuridiche, della sicurezza sul lavoro e dei processi di implementazione del business.

È istruttore certificato da Tony Buzan per insegnare le Mappe Mentali ®.

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