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Peer Education: Nuova Didattica

In ambito educativo sono numerose le strategie utilizzate per favorire l’apprendimento nei ragazzi. Il metodo didattico più conosciuto ed utilizzato è la lezione frontale nella quale l’insegnante spiega ai propri allievi gli argomenti in modo unidirezionale;  è possibile però utilizzare anche i progetti, gli esperimenti, il role playing, il brainstorming e molti altri. Tra i metodi educativi possibili è emersa negli ultimi anni l’importanza della peer education.

Cosa’è la Peer Education

Il termine significa letteralmente “educazione tra pari”.

La peer education consiste infatti in una proposta educativa nella quale alcuni giovani vengono formati per svolgere il ruolo di educatori per un gruppo di pari cioè coetanei.

Questi peer educator sono percepiti dai ragazzi come simili per una serie di motivi che possono essere l’età, gli interessi, le esperienze, il contesto sociale e culturale…ed è proprio questo il valore aggiunto di questo metodo.
La consapevolezza delle potenzialità in ambito educativo della formazione tra pari è ancora un po’ sottovalutata ma in realtà rappresenta un metodo molto efficace ed efficiente. Soprattutto in caso di adolescenti, la fonte dell’informazione è fondamentale per favorire l’ascolto. Si pensi ad esempio ad un professore adulto che utilizza metodi tradizionali per spiegare un argomento importante, anche a livello sociale, come ad esempio informare per disincentivare l’uso di droghe. I suoi metodi sicuramente hanno rappresentato un ottimo metodo di studio in passato ma non sono “aggiornati” e proprio per questo motivo, oltre alla differenza di età ed interessi, non riescono a raggiungere l’interesse dei ragazzi. Sarebbe invece diverso per gli studenti se a spiegare quel determinato concetto fosse un loro coetaneo o qualcuno che considerano al loro stesso livello. Con questo esempio non si vuole sottolineare il fatto di dover introdurre solo insegnanti giovani nelle scuole ma semplicemente rendere consapevole l’importanza anche di progetti di peer education ovvero formazione tra pari.

Il rapporto tra studente ed insegnante è spesso asimettrico ovvero una delle due parti (in questo caso l’insegnante) ha un ruolo “superiore” rispetto all’ alunno che invece si trova ad un livello “inferiore”. Si parla di livelli in termini di potere nella relazione: in questo caso una persona è quella che ha le capacità di insegnare ad un’altra persona che invece si pone nella posizione di ascoltare ed imparare. Nel caso invece della peer education il rapporto si trasformerebbe in simmetrico poiché l’educatore e colui che viene formato sono sullo stesso piano e questo è dovuto alla percezione di similarità tra i due. L’educatore però deve aver effettuato prima un percorso di formazione che riguarda più che altro una preparazione personale a livello di esposizione e consapevolezza.
Il contenuto degli incontri ha sicuramente un’importanza rilevante ma ciò che va curato prima di tutto è la comunicazione e preparazione. Già per un adulto infatti può essere difficile riuscire a parlare in pubblico e gestire l’interazione con altre persone quindi potrebbe succedere lo stesso ad un giovane, portando ad uno stato di agitazione e ad essere sopraffatto dall’ansia. Per essere performante necessita quindi di una formazione da parte di un gruppo di esperti, i quali devono essere in grado di dare i giusti consigli per affrontare la situazione. A questo proposito è possibile insegnare tecniche di respirazione e rilassamento per imparare a gestire la tensione, dare consigli relativi alla comunicazione non verbale ed inoltre fornire strumenti per la gestione del gruppo attraverso suggerimenti pratici o di giochi di gruppo.

Un esempio di questa didattica è rappresentata dalla formazione che avviene nei MemoCamp.

Le lezioni tenute da una persona che viene vista come “insegnante” sono importanti ma si lascia anche spazio a quello che può essere definito un aiuto tra coetanei. Negli anni ci siamo infatti resi conto che se le indicazioni venivano fornite da una persona più adulta e autorevole spesso non avevano lo stesso effetto di un aiuto fornito da un pari. Proprio per questo motivo a volte si cerca di favorire questo tipo di insegnamento. Alcune persone appositamente formate, ma che i ragazzi percepiscono come simili, sono infatti sempre a loro disposizione. Inoltre se nel gruppo-classe un ragazzo non ha compreso un concetto mentre un altro ha già capito e terminato quel compito allora si dà la possibilità di aiutare il compagno. In questo ultimo caso non si tratta di vera e propria peer education ma il principio alla base è lo stesso e continuiamo a promuoverlo perché i feedback sono sempre stati positivi. L’importante in ogni tipo di didattica, ma in particolare la peer education, è sempre tenere in considerazione i pareri dei ragazzi coinvolti perché  il loro ascolto è ciò che permette di raggiungere un ottimo risultato migliorandosi.

Nei MemoCamp vi è anche una parte dedicata alla cura della comunicazione non verbale in quanto fondamentale per essere maggiormente performanti nell’ esposizione. In particolare questi interventi sono mirati all’ambito scolastico, ad esempio durante le interrogazioni orali, ma allo stesso tempo possono essere applicati più in generale a vari aspetti della vita. Lo scopo è imparare infatti a valorizzare i propri punti di forza, lavorare sui limiti ed assumere una corretta postura, un tono della voce adeguato al contesto e uno sguardo convinto. Tutto ciò porta ad una maggiore sicurezza personale e migliori risultati. Questi insegnamenti saranno utili anche in futuro in ambiti lavorativi o contesti sociali. Anche in questo caso i consigli che vengono dati da persone che il ragazzo considera come simili, che possono essere il formatore o il compagno osservato, danno maggiori risultati.

 

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Peer To Peer: Nuova Didattica e Ambiti di Applicazione

Si tratta di un approccio utilizzato nella società moderna ma con origini nel passato in diversi ambiti di studio. In campo antropologico si fa riferimento ad alcuni riti di passaggio molto antichi, durante le cerimonie di iniziazione, basate su concetti molto simili a quelli della peer education attuale. Anche negli studi sociali e psicologici tale concetto è molto diffuso. Inizialmente si sviluppò il concetto di tutoring nel quale vi era un mentore che aveva il compito di seguire ed istruire un’altra persona. Sulla base di alcuni studi psicologici (di autori quali Piaget e Vygotskij) si iniziò a comprendere l’importanza dell’interazione e dialogo tra pari nel processo di apprendimento. Intorno agli anni Settanta del Novecento la Peer Education venne utilizzata negli USA in ambito sanitario ed in particolare per interventi rivolti ad adolescenti per sensibilizzare alla conoscenza delle conseguenze dell’abuso di droghe, alcol, tabacco e la prevenzione di malattie sessualmente trasmissibili (come l’Hiv).

La peer education permette un coinvolgimento completo delle persone coinvolte, favorendo un rapporto basato sulla reciproca comunicazione ed accrescimento personale.

Oggi è una tecnica educativa molto sviluppata grazie agli ottimi risultati che ha permesso di raggiungere in vari ambiti. Nel contesto scolastico è utilizzata ma non ancora ampiamente diffusa. Viene utilizzata molto anche in Italia per promuovere interventi a sostegno dei comportamenti a rischio tra adolescenti. Negli ultimi tempi ha però raggiunto una larga diffusione per prevenire i disagi e problematiche legate al Web come ad esempio l’uso compulsivo di Internet o il cyber-bullismo. La speranza è che questa nuova didattica diventi un metodo educativo sempre più diffuso ed in grado di aiutare molte persone, aumentando le prestazioni in ambito dell’apprendimento ma anche promuovendo una maggiore consapevolezza per quanto riguarda i disagi legati alla società moderna.

Adolescenti e Peer Education

L’adolescenza è un momento molto particolare e delicato della vita di ogni individuo. Si tratta infatti di un periodo di transizione dal mondo della fanciullezza a quello degli adulti e questo comporta una serie di cambiamenti a livello non solo fisico ma anche psicologico. È il periodo in cui i ragazzi iniziano a formare la propria identità e sicuramente un punto cruciale per questo passaggio è il confronto con i pari. A questo proposito si inserisce l’importanza, in ambito dell’ apprendimento, della peer education intesa non solo come metodo educativo ma anche come incentivo al cambiamento. I coetanei rappresentano per i ragazzi un punto fondamentale nella loro crescita perché permettono di fare esperienze insieme, sperimentandosi e mettendosi alla prova, socializzare e confrontarsi con l’altro.

Spesso da adolescenti è difficile comprendere l’importanza delle regole e invece è proprio nel gruppo che è possibile sperimentarne l’esistenza, il loro vero significato e la necessità di applicarle.
La peer education, essendo una proposta educativa nella quale un gruppo di ragazzi viene formato per svolgere un ruolo di tutor per i pari, aiuta a migliorare le relazioni all’ interno del gruppo e favorire un rapporto di reciproca educazione tra i membri.

Si è parlato di peer education come di un incentivo al cambiamento proprio perché il suo ruolo non è solo un miglioramento a breve termine ma a lungo termine. Per alcuni ragazzi il contesto sociale potrebbe essere fondamentale per la costruzione della propria identità e personalità ed inoltre la possibilità di vivere bene all’ interno di un gruppo di pari permette di affrontare meglio alcune “difficoltà” legate all’ età. Nel caso di progetti di peer education  è fondamentale sempre creare un buon programma in modo da avere ben chiari gli obiettivi da raggiungere e procedere in modo efficiente. Inoltre bisogna formare un gruppo di lavoro costituito da diverse figure professionali in modo che ci sia una preparazione completa sul tema e si possa intervenire in caso di necessità con competenze specifiche. Sono infatti necessarie sia persone che già fanno parte del contesto scolastico e quindi lo conoscono e possono dare consigli su come “muoversi” in certe situazioni ma allo stesso tempo anche professionisti esterni che sono in grado di dare pareri su altri livelli. In progetti in ambito scolastico la selezione dei peer educator può avvenire in diversi modi. L’autocandidatura da parte degli allievi è sicuramente la più consigliata in quanto il ragazzo sarebbe spinto da una motivazione intrinseca , ovvero i casi in cui la scelta è partita da lui e non motivata da fattori esterni; ma in alcuni casi avviene tramite suggerimenti da parte degli insegnanti con una valutazione di caratteristiche personali e buone capacità ad organizzarsi lo studio (che quindi non sottraggono tempo utile allo studente). Si cerca di effettuare di solito un bilanciamento tra maschi e femmine per creare una coppia di formatori anche se questo non sempre è possibile. L’importante è che i ragazzi che si propongono come peer educator siano ben formati da professionisti e motivati al punto giusto in modo da trasmettere l’entusiasmo ma allo stesso tempo consapevoli della responsabilità che il loro ruolo comporta. La formazione di questi ragazzi da parte di figure adulte di riferimento riguarda non solo gli aspetti legati alla buona esposizione, adeguata gestione del gruppo e delle argomentazioni ma vengono anche trasferite delle conoscenze più pratiche.

Ad esempio vi sono numerosi giochi che, se conosciuti in anticipo, possono servire per gestire situazioni complesse o anche solo aiutare a favorire il dialogo e cooperazione tra le persone.

Si pensi alla difficoltà di rompere il ghiaccio in un gruppo che ancora non si conosce. In questo caso il peer educator potrebbe proporre un gioco dei nomi o presentazione con la palla o attraverso l’utilizzo di oggetti; tutti possono sembrare giochi banali ma in realtà in quel contesto aiutano a creare un clima di armonia e favoriscono la conoscenza reciproca. Vi sono alcune competenze che inevitabilmente devono essere trasferite dall’adulto, e proprio per questo esiste il ruolo del formatore adulto, ma ci sono alcune abilità che possiedono solo i ragazzi. Ed è proprio sul principio di trasferimento di informazioni tra pari, grazie alla similarità e capacità compatibili ed innate, che si basano i progetti di peer education.


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