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Metodi Didattici nella Scuola Italiana

Indice Articolo


⇒Rapporto tra i Metodi Didattici e la Metodologia di Studio

Il termine didattica affonda le sue origini nel greco didàskein, che indica l’acquisizione della pratica dell’insegnamento e del mostrare. La didattica è quindi la scienza che si occupa della comunicazione e della relazione educativa allo scopo di ottimizzare l’apprendimento.

Scopo della teoria didattica è:

  • Migliorare l’efficacia didattica del docente
  • Ottimizzazione dell’apprendimento da parte dell’allievo, riducendo il tempo di applicazione allo studio a parità di performance ottenuta.

La didattica deve quindi sempre tenere conto dell’inseparabile interazione fra insegnamento ed apprendimento, il tutto armonizzato nel contesto educativo con gli aspetti psicologici degli allievi, della preparazione tecnica e pedagogica dei docenti, del contesto culturale e sociale, nonché degli strumenti e sussidi più efficaci.

⇒Individuazione delle strategie

La didattica utilizza diverse strategie, che fanno parte dei modelli di istruzione; alcune di esse sono prevalentemente centrate sul docente, altre fanno leva principalmente sull’allievo.
Vediamole in dettaglio:

  • Lezione frontale: è la forma di didattica più utilizzata e più antica in cui l’insegnante espone in maniera unidirezionale gli argomenti; in questo caso la trasmissione dei concetti è legata all’abilità comunicativa del docente
  • Dimostrazione: si basa sul principio dell’imitazione ed è l’insegnante che deve fornire la dimostrazione pratica di come si usa un certo strumento o di come si applica una determinata procedura
  • Approccio tutoriale: si tratta dell’immediata verifica, con domande mirate agli studenti, inerenti alla comprensione dei concetti appena esposti, allo scopo di personalizzare l’apprendimento
  • Discussione: consiste in un confronto di idee tra due o più persone (formatore-allievo e tra allievi). Questo metodo trae le sue origini dalla maieutica di Socrate, che avvicina la realtà attraverso un processo dialettico, appunto il dialogo. Durante la discussione il ruolo del formatore diviene essenzialmente quello di coadiuvatore, aiutando lo studente nel suo apprendimento
  • Studio del caso: è una strategia metodologica basata su riflessioni in relazione ad una situazione reale o verosimile, su cui avanzare ipotesi e possibili soluzioni.
  • Apprendimento di gruppo: con questa strategia si cerca di ottimizzare la collaborazione ed il sostegno reciproco tra gli allievi
  • Problem solving: basato sull’insegnamento della scuola deweyana e di quella gestaltica, che pone la propria attenzione sull’apprendimento per scoperta o per intuizione e si basa sull’analisi del problema allo scopo di individuarne la soluzione
  • Simulazione: in questo caso vengono simulate situazioni concrete con cui interagire, in ambiente protetto, controllato e privo di rischi
  • Role playing: si tratta di un particolare tipo di simulazione, nell’ambito del quale gli studenti interpretano in modo attivo un determinato ruolo
  • Progetto: si basa su di un’integrazione di tecniche le cui basi teoriche sono state formulate da autori come Dewey e Kilpatrick
  • Brainstorming (Tempesta di Idee): rappresenta il metodo di apprendimento che conferisce maggiore libertà al discente, che può esprimersi in modo del tutto privo di vincoli e senza il rischio di ricevere critiche, in relazione ad un determinato argomento

⇒Campi applicativi della didattica

La didattica scolastica è la forma più nota di didattica, generalmente si rivolge a giovani e bambini, ed è caratterizzata da un forte legame tra docente ed allievo, dall’astrazione dai contesti reali di apprendimento, dalla valutazione da parte del docente nell’ambito di un percorso curricolare

La didattica universitaria è caratterizzata da interesse sempre crescente per il mondo della ricerca e della cultura disciplinare. Nuove tipologie d’insegnamento si affiancano a quelle tradizionali, ossia corsi intensivi o compatti, ricerche guidate e corsi on-line; in particolare l’e-learning ed il programma di studio Erasmus, che permette di trascorre periodi di studio nell’ambito di facoltà universitarie dell’Unione Europea

Tra i metodi educativi ancora oggi più diffusi, spetta un posto di primo piano a quello di Maria Montessori (1870-1952), frequentemente utilizzato sia in Italia che nel Mondo.
Altrettanto noto è anche l’approccio educativo elaborato dal filosofo ed esoterista Rudolf Steiner (1861-1925), sviluppatosi in un periodo storico quasi contemporaneo a quello di Maria Montessori, ed il metodo delle sorelle Agazzi (Rosa Agazzi, 1866-1951; Carolina Agazzi, 1870-1945).

Vediamo allora le principali caratteristiche di questi 3 diversi metodi storici, ancora oggi presenti nella loro versione più ‘pura’, vicina cioè alle indicazioni degli studiosi che li hanno messe a punto.

metodo montessori

⇒Metodo Montessori

Il Metodo Montessori è adottato in oltre 20.000 scuole di ogni ordine e grado, a partire dall’asilo nido sino alle superiori in ogni parte del mondo.

Il metodo prevede la presenza di classi di età mista (0-3; 3-6; 6-12; 12-18 anni) e tende a favorire la socializzazione e la collaborazione degli allievi allo scopo di favorire l’apprendimento.

Ciascun allievo è libero di poter scegliere il proprio percorso educativo nell’ambito di un gruppo di opzioni proposte dal docente. Il tempo di applicazione didattica si basa su step prolungati, della durata di circa 3 ore consecutive, nell’ambito del quale il discente potrà dedicarsi alle attività scelte e ripartire liberamente il tempo da dedicare alle medesime.

Tutte le attività educative sono organizzate in modo da favorire l’apprendimento attraverso la “scoperta e la costruzione” a partire dagli elementi formativi disposti nelle vicinanze del luogo didattico, seguendo il modello psicopedagogico costruttivista.
Questo metodo si basa sul principio che in un ambiente a sua misura, predisposto scientificamente, ogni bambino possiede una “mente assorbente”, in grado di acquisire correttamente le proprie esperienze. Il materiale educativo accompagna l’allievo verso la scoperta di qualcosa di nuovo, aiutandolo a sviluppare l’auto-correzione dell’errore e la concentrazione. Molto importanti sono quindi le attività di tipo senso-motorio, la libertà di scegliere a cosa dedicarsi, mentre l’intervento dell’insegnante – educatore sarà limitato solo al momento in cui il comportamento del bambino può divenire pericoloso per sé stesso o per i suoi compagni, garantendo nel medesimo ordine rispetto ed autodisciplina.

Nelle scuole Montessoriane non si utilizzano voti numerici di valutazione, ma si offrono strumenti utili per auto valutarsi e per correggere autonomamente l’errore.

Per i genitori, invece, lo strumento che consente di verificare i progressi dei figli è costituito dalla relazione che gli insegnanti consegnano loro. Si tratta di un documento caratterizzato dal maggior grado di dettaglio possibile, basato sull’osservazione dei bambini da parte degli insegnanti, e che riporta tutte le loro fatiche, successi e gli obiettivi raggiunti. Quindi l’idea di fondo del metodo Montessoriano è quella di promuovere l’autonomia del bambino adeguando ai suoi bisogni l’intera struttura didattica. Celebre è la frase ‘Aiutiamoli a fare da soli’ con cui Maria Montessori riassume in suo Metodo.

⇒Metodo Steiner

Il metodo Steiner, punta ad esaltare lo stimolo al gusto di apprendere ed alla propria individualità; per questo motivo il metodo di insegnamento non si basa su regole ferree, ma ciascun insegnante deve trovare la chiave per ottimizzare il proprio rapporto con il singolo alunno. Il Metodo Steiner, mira in contemporanea sia all’affinamento dei sensi ed all’elaborazione del pensiero del bambino sia a svilupparne la creatività ed espressività. Molto importanti risultano le attività di gruppo e di socializzazione, che portano il bambino a vivere in comunità rispettando gli altri.

Gli obiettivi perseguiti dal Metodo Steiner mirano allo sviluppo armonico di tre grandi ambiti:

  1. Pensiero, stabilendo nessi logici e imparando a formulare giudizi
  2. Sentimento, perseguendo la maturazione emotiva per ottimizzare la gestione delle situazioni
  3. Volontà, di fondamentale importanza per progredire

Il percorso pedagogico che caratterizza il Metodo Steiner e la sua scuola, conosciuta con il nome di scuola Waldorf, offre una concreta risposta ai bisogni della società e fonda le sue basi sull’antroposofia, il cui significato deriva dalle radici greche ànthropos (uomo) e sophìa (conoscenza), che pone l’accento sulla visione dell’uomo, sulle sue fasi di crescita e sul suo rapporto con il cosmo. In quest’ottica, le materie di studio rappresentano il mezzo attraverso il quale formare il senso morale degli uomini del futuro. La visione antropologica di Steiner si sviluppa in cicli della durata di sette anni, periodo necessario al ricambio completo di tutte le cellule di un essere umano.
Il periodo di sette anni, determina cioè i cicli di crescita:

1) Da 0 a 7 anni si ha la costruzione del proprio corpo, quindi si preferisce proporre attività di tipo fisico, evitando quelle che stimolano il pensiero, ma curando invece il rafforzamento della volontà.

2) Dai 7 ai 14 anni si assiste invece allo sviluppo delle forze vitali, sia dell’anima che del corpo, ed in questa fase si pone molta attenzione alla cura del legame tra insegnanti ed allievi ed al rapporto con le materie di studio, per favorire il massimo entusiasmo possibile nell’apprendimento.

3) Dai 14 ai 21 anni, si va verso l’acquisizione della propria identità e da quel punto in poi, l’organismo completo potrà proseguire il proprio cammino nella Vita.

La scansione delle attività, persegue lo scopo di adattarsi al ritmo di apprendimento degli allievi, così che il carico didattico delle ore crescerà con l’aumentare dell’età dei discenti.
La giornata formativa prevede durante la mattinata giochi basati sul ritmo, canto, musica e si ripetono insieme tutti i concetti che devono essere appresi a memoria. Tutto ciò migliora la sintonia della classe e dopo questa fase di risveglio, si procede con la parte dedicata alle spiegazioni che riguardano una determinata materia organizzata secondo cicli di lezioni definite come Epoche, in cui ad esempio per quattro settimane si affronterà l’italiano, nelle quattro settimane successive la matematica e così via; in pratica si predilige un approccio di tipo immersivo, cioè dedicato ad una singola disciplina scolastica per tempi lunghi. Nel caso dell’italiano e della matematica sono previste nell’arco della settimana delle ore di esercitazione per migliorare la padronanza dei concetti oggetto di studio. In alcune ore della giornata, viene lasciato spazio ad attività di tipo artistico ed alle tecniche artigianali, che consentono lo sviluppo della volontà. Un altro aspetto chiave della pedagogia del Metodo Steiner è rappresentato dall’auto educazione degli insegnanti attraverso il loro lavoro individuale a cui si aggiunge quello svolto settimanalmente in collaborazione con i colleghi. L’obiettivo principale consiste nel rimuovere qualsiasi ostacolo all’apprendimento. Possibilmente si cerca di mantenere in medesimo insegnante dalle scuole elementari sino al termine delle scuole medie, a discrezione della singola scuola che adatta il Metodo Steiner; in questo modo l’insegnante può seguire in modo più completo ciascun allievo, divenendo una figura formativa di assoluto riferimento, sia dal punto di vista educativo che emotivo. Dalle superiori, invece, si assiste alla comparsa di insegnanti specialisti in ciascuna materia di studio. Negli anni della scuola primaria, non vengono utilizzati voti o giudizi sugli allievi, ma il docente deve coadiuvare l’assimilazione dei concetti degli allievi, proponendo soluzioni personalizzate, ritagliando il tempo necessario affinché tutti gli allievi possano ottimizzare l’apprendimento.

⇒Metodo delle sorelle Agazzi

Si basa sul favorire:

  • Attività di vita pratica, quali giardinaggio, preparazione della tavola, igiene personale e così via
  • Educazione estetica: armonia e bellezza nel disegno e nella recitazione
  • Educazione sensoriale: ordinare per colore, materia e forma gli oggetti raccolti dai bambini-adulti.
  • Educazione al canto: attraverso il canto il bambino si libera dal peso dei lavori manuali e ne favorisce la serenità.
  • Istruzione intellettuale: con essa si cerca di favorire la percezione dei concetti a partire dall’esplorazione del mondo naturale.
  • Educazione del sentimento contro l’aggressività: praticando religione, educazione fisica e morale.

In pratica la scuola pubblica odierna è organizzata facendo riferimento su di un complesso mix di metodi e teorie pedagogiche, che traggono origine dagli studi e dalle esperienze del novecento. Il rapido divenire della conoscenza, necessita sempre di più l’acquisizione e la messa in opera di modelli formativi fluidi e dinamici, in grado di adattarsi al meglio alle esigenze di apprendimento, che per tipologia, varietà di contenuti e livello di specializzazione, richiede approcci metodologici sempre più evoluti ed efficaci…

metodo di studio matteo salvo