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La memoria fotografica

Di fatto, per la maggior parte della propria storia su questo pianeta, l’uomo ha imparato prevalentemente grazie alla memoria visiva.

Per quasi 2 milioni di anni, infatti, non si avvaleva della scrittura e faceva affidamento su di un vocabolario parlato molto limitato, eppure ricordare ciò che vedevano ha permesso ai nostri più antichi antenati di evitare pericoli, approfittare delle opportunità, imparare dall’ambiente circostante, sopravvivere così a lungo da affinare, poi, quel linguaggio verbale e creare vere civiltà.

Lo sviluppo, nella nostra specie, di un linguaggio complesso ha certamente accelerato il nostro progresso, ma ha anche un po’ inibito alcune nostre efficacissime capacità primordiali. Proprio per ragioni evolutive, dunque, utilizzare la memoria visiva per studiare potrebbe essere estremamente efficace, poiché si tratta di una tecnica naturale e istintiva, che, se affinata con metodo, risulta d’immensa praticità.

Per eventuali approfondimenti consultare il libro “Il segreto di una memoria prodigiosa”

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COS’È LA MEMORIA FOTOGRAFICA

La memoria visiva, detta a volte memoria fotografica, è appunto l’abilità mnemonica che consente di conservare le impressioni visive: parole, linee, forme, colori, fisionomia di una persona incontrata una sola volta, e così via.  Scattarne un’istantanea.

In realtà, i nostri occhi non interagiscono davvero con l’ambiente come se fossero un obiettivo fotografico, ma in modo complesso, operando in frazioni di secondo una serie di processi selettivi e analitici.
Anche se questi processi dipendono in larga misura da automatismi, possono essere cambiati, influenzati e trasformati dalle nostre strutture cerebrali superiori. Questo significa che, con una serie di accorgimenti, puoi migliorare la memoria visiva sia delle immagini reali che vedi, che delle immagini mentali che crei.
E quindi usarla per studiare meglio.

Le parole sono esse stesse delle immagini, ma ricordarle con la memoria fotografica è difficile, perché sono immagini poco caratterizzate.

Da un punto di vista meramente ottico cioè, fra parole come “corona” e “collina” c’è molta meno differenza che fra l’immagine di una corona e quella di una collina. E quindi ricorderai meglio i due concetti vedendo le loro immagini, di quanto faresti leggendo le due parole scritte sulla carta. Il primo passo dunque per utilizzare la memoria visiva per studiare è quello di trasformare il flusso di parole in un flusso di immagini.

Si tratta di un’attività che ha, allo stesso tempo, un alto contenuto sia logico che creativo. Logico, perché la conversione non avviene parola per parola, ma con immagini che rappresentano interi gruppi di parole. Questo tipo di immagini  può essere creato partendo da un testo solo se lo hai compreso e sintetizzato. Creativo, perché dare forma e immagine a un pensiero, a una descrizione, a un concetto, richiede uno sforzo da parte del tuo emisfero destro.

Come conseguenza, convertire il flusso di parole in un flusso di immagini aumenta moltissimo la qualità del tuo studio.

E predispone il cervello a una migliore memorizzazione. Infatti le principali tecniche di memoria, come per esempio la tecnica di loci, non sono altro che sequenze ordinate di immagini a cui collegare ulteriori immagini. Sfruttano, insomma, la memoria fotografica mentale.

MEMORIA FOTOGRAFICA E MEMORIA EIDETICA

Nel linguaggio corrente, però, il termine “memoria fotografica” viene spesso utilizzato come sinonimo della memoria eidetica e ciò può essere fuorviante, causare confusione. Si rende, quindi, necessario chiarire la differenza tra le due.
La memoria eidetica (termine coniato dallo psicologo tedesco Erich Rudolf Jaensch nel 1929, dal greco “εἶδος”, che significa “forma”) è un’abilità innata. È la capacità naturale di visualizzare mentalmente le immagini dopo averle viste solo per pochi istanti, con grande precisione e nitidezza per un breve periodo dopo la visione, senza utilizzare alcuna tecnica mnemonica specifica.

Anche se i termini memoria eidetica e memoria fotografica sono comunemente utilizzati in modo intercambiabile, sono in realtà distinti: con memoria eidetica ci si riferisce, appunto, alla capacità di ricordare immagini molto vivide di uno stimolo o esperienza, nonostante sia stati esposti ad esso per un brevissimo periodo di tempo, e con memoria fotografica alla capacità di ricordare pagine di testo, di numeri o concetti, in grande dettaglio e a lungo termine. Acquisire e trattenere informazioni grazie alla vista e a tecniche di memorizzazione.

La memoria eidetica non si limita agli aspetti visivi: l’esempio più eclatante fu il grande Mozart. Senza aver mai visto lo spartito del “Miserere” di Gregorio Allegri, solo dopo averne ascoltato due esecuzioni corali fu in grado di trascriverlo a memoria, di fatto riproducendolo per intero.

É, insomma,  una straordinaria, ma rara, abilità innata, spesso dipinta in maniera fuorviante nei media per via del suo fascino al limite del “superpotere”.

Alcune serie TV si basano letteralmente sull’assunto che il protagonista sia un prodigio nato con questa capacità: Patrick Jane, della serie The Mentalist, ricorda persino tutte le persone a cui ha stretto la mano nel corso della propria vita.

Il protagonista di Psych ha una memoria eidetica che utilizza per risolvere crimini, fingendosi un sensitivo.

Nella serie televisiva Suits, Mike Ross viene assunto in uno studio legale quando dà dimostrazione della sua memoria “eidetica”… anche se, in realtà, ciò di cui dà sfoggio è, per quanto un po’ irrealistico,  molto più vicino alla memoria visiva, poiché recita a memoria brani di libri letti anni prima.

La memoria eidetica non rende infallibili computers né è un qualcosa che si possa studiare o acquisire con l’allenamento. La memoria fotografica o visiva, invece, si può allenare attraverso esercizi e tecniche di memorizzazione (ad esempio la tecnica PAV) per sviluppare una maggiore attenzione nei confronti dei dettagli.

Memorizzare alla perfezione leggi e codici come gli avvocati di Suits, insomma, non dipende da un dono innato, ma è un qualcosa che si può imparare, grazie ad una allenata memoria visiva, prezioso strumento degli studenti come dei principi del Foro.

FOTOGRAFIE MENTALI: L’IMPORTANZA DELL’INTENZIONE

Per sviluppare la memoria visiva, bisogna innanzitutto rieducare gli occhi a guardare sul serio. Non limitarsi a un riconoscimento superficiale dell’oggetto, ma assimilarne i dettagli, i particolari. Non basta vedere la presenza dell’oggetto, occorre guardare le sue caratteristiche, osservare.

Perché la memoria visiva funziona molto meglio per “intenzione” che per ripetizione. Se non c’è, cioè, uno sforzo cosciente e mirato per ricordare, anche cento ripetizioni, cento riletture di un testo o sguardi ad un oggetto, serviranno a ben poco.

Proviamo a concentrarci su un’immagine che vogliamo memorizzare:

  1. Segmenta l’immagine. Scomponendo l’immagine iniziale in 3-4 parti, sei costretto a concentrarti per cercare delle linee di confine fra una parte e l’altra. Queste linee svelano differenze, simmetrie e pattern all’interno dell’immagine stessa, aumentandone così l’impressione mnemonica.
  2. Individua i colori dominanti. Le sfumature di colore all’interno di un’immagine possono essere moltissime, ed è impossibile pensare di ricordarle tutte. Focalizzati, quindi, sulle 2 o 3 macchie di colore più rilevanti all’interno di essa.
  3. Individua le forme geometriche. Il nostro cervello sembra avere una predilezione innata per ciò che è geometrico. Quando hai guardato l’immagine, probabilmente non ci hai fatto caso. Tornaci un attimo sopra, e guarda quanti triangoli, quadrati, rettangoli e rombi sono facilmente individuabili in essa.
  4. Conta gli elementi importanti. Contare costringe a individuare precisamente i dettagli all’interno dell’immagine stessa, soffermandoti per un attimo su ciascuno di essi.

Se necessario, ripeti il processo su scala più piccola, come se facessi uno zoom dentro all’immagine, ciascuno dei passaggi che abbiamo appena visto. Aumenterai la quantità di informazioni che sei in grado di ricordare. Imparerai la grande differenza tra guardare e osservare e quanto questo incida sullo studio e la memorizzazione.

Questo mio allievo ha raggiunto risultati eccezionali, semplicemente grazie a metodo e concentrazione, sviluppando un’ottima memoria visiva:

CONSIGLI PRATICI PER AUMENTARE LA MEMORIA FOTOGRAFICA

Nella trasformazione del flusso di parole in flusso di immagini, possiamo allora individuare 3 regole fondamentali per rendere memorabili le “foto mentali”:

  • Aggiungere contenuti emotivamente rilevanti
  • Incorporare azioni, dinamismo
  • Osservare l’immagine da una prospettiva il più possibile interna ad essa, per sentirsi parte della situazione o del concetto

Una volta creata una fotografia mentale ben delineata, si può procedere a fissarla grazie al metodo P.A.V. accennato in precedenza. È l’acronimo di Paradosso, Azione, Vivido: elementi in grado di stimolare profondamente la nostra emozione, vero e proprio fissatore dei ricordi.

  • Per Paradosso si intende qualsiasi cosa che esca fuori da schemi abituali e logica.
  • L’Azione sarà sempre necessaria, in quanto la nostra mente ricorda meglio qualcosa che si muove piuttosto che elementi statici.
  • Tutto dovrà essere appunto immaginato come se lo stessimo vivendo in prima persona, cioè in modo Vivido.

Corso Memoria Prodigiosa Digital

 

✔Sei pronto a rieducare i tuoi occhi?.
✔Sei pronto ad imparare la differenza tra guardare e osservare?.
✔Sei pronto ad apprendere che non basta vedere la presenza dell’oggetto, ma occorre guardare le sue caratteristiche, i dettagli, i particolari per ricordare?.
✔Sei pronto a fissare le tue fotografie mentali con metodo e elementi in grado di stimolare la tua emozione, l’unico vero fissatore di ricordi?.
✔Sei disposto ad allenare la memoria visiva sia delle immagini reali che vedi, sia di quelle mentali che crei?.
✔Sei disposto ad allenarti per acquisire e trattenere informazioni grazie alla vista e alle tecniche di memorizzazione e raccogliere così prestazioni migliori nello studio e nel lavoro?

Smettila di leggere e rileggere, con ripetizioni continue un testo o guardare un oggetto!.
La tua memoria visiva non sa che farsene delle ripetizioni, lei si alimenta di intenzioni. Serve uno sforzo cosciente e mirato per ricordare.

Il Corso Memoria Prodigiosa Digital sarà un itinerario di scoperta in cui renderemo memorabili le tue “foto mentali”.
Sarà un percorso avventuroso fatto di diverse tappe, dalle metodologie di studio alle tecniche di memoria, dalle tecniche di rilassamento alle mappe mentali.
In questo viaggio, io sarò il tuo primo in cordata.
Verso le vette di una memoria che si fa immagine.

Ti aspetto in aula virtuale!


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