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Memoria eidetica e autismo

La memoria è la capacità mentale più importante dell’uomo perché i ricordi ci permettono di prendere decisioni ed agire. Nel corso degli anni numerosi sono stati gli studi su questo tema e varie sono le tipologie di memoria che sono state distinte ma in questo articolo approfondiremo la memoria eidetica con particolare riferimento all’autismo.

La memoria Eidetica e Visiva

Con il termine memoria eidetica facciamo riferimento ad un’abilità naturale del cervello di trattenere in memoria immagini anche se visualizzate per poco tempo.

Bisogna fare però attenzione a non confonderla con la memoria fotografica in quanto possono sembrare simili ma in realtà si basano su concetti diversi.

La memoria visiva consiste infatti nella capacità di ricordare impressioni di realtà, che trasformiamo in fotografie mentali, e ripristiniamo quando ci serve.

Si pensi ad esempio al paesaggio che abbiamo visto dopo una giornata in montagna con gli amici. In questo caso avremo la nostra immagine mentale ma il ricordo sarà “generale” senza ogni minimo dettaglio.
Questa è la differenza principale tra le due tipologie.

La memoria eidetica infatti fa riferimento alla capacità di ricordare un’immagine in modo molto accurato anche dopo averla vista per pochi secondi e le persone che la possiedono sono in grado di riprodurre ogni singolo particolare.

L’altro elemento che le distingue è il fatto che la memoria fotografica la si può allenare attraverso esercizi e tecniche di memorizzazione (ad esempio la tecnica PAV) per sviluppare una maggiore attenzione nei confronti dei dettagli; invece

la memoria eidetica è una vera e propria dote!

Questo vuol dire che non la si può sviluppare nel tempo con l’esperienza ma o la si possiede oppure no. Si tratta di un tipo di memoria che si sviluppa nella prima infanzia e non è legata né ad un livello di intelligenza né di istruzione ma semplicemente ad un fattore di predisposizione. Con il passare del tempo si attenua ed infatti le percentuali di adulti che la possiede è molto bassa ed in questi casi si applica solo ad alcuni ambiti specifici.

Alcuni studi sulla Memoria Eidetica

Il primo studioso che si occupò di memoria eidetica fu Ralph Haber con alcuni studi su studenti in età scolare ed i risultati dimostrarono che il 4% dei bambini possedeva questa abilità (Haber, 1964).

Successivamente altri studiosi approfondirono il tema senza però riuscire mai a trovare una giustificazione scientifica ai fatti ottenuti.

Nel 1970 Charles Stromeyer pubblicò un articolo sulla rivista Nature nel quale parlava di una studentessa che era in grado di riconoscere 10000 punti casuali osservando un’immagine ed inoltre il giorno dopo, osservandone un’altra, era in grado di ricordarle e costruire un’immagine tridimensionale con l’unione di entrambe (Stromeyer, Harvard University, 1970).

La scienza non ha trovato ancora delle spiegazioni teoriche per descrivere tale fenomeno.

Memoria eidetica e autismo

Vi sono inoltre altri riferimenti a casi di memoria eidetica sviluppata soprattutto in persone con disturbi autistici.

Un caso noto è quello di Kim Peek, dal quale i registi di Rain Main si sono ispirati per realizzare il personaggio di Raymond Babbitt (protagonista interpretato da Dustin Hoffman). Questo uomo statunitense, morto nel 1970, aveva un dono speciale e cioè era in grado di memorizzare una pagina di un libro per sempre in pochissimo tempo. Inoltre era in grado di leggere ad una velocità compresa tra gli 8 e i 12 secondi e che sarebbe stato difficile anche ad una persona esperta nella lettura veloce.

A Stephen Wiltshire venne invece diagnosticata la sindrome di Asperger all’età di 3 anni e fino ai 5 anni non iniziò a parlare e fu allora che compresero che era in grado di utilizzare una forma differente di comunicazione, basata sull’utilizzo dei canali non verbali e grazie all’ausilio di carta e matita. A soli 11 anni riuscì a riprodurre l’intera cartina di Londra dopo aver sorvolato una sola volta la città con un elicottero.

L’immagine non mostrava alcuna differenza con la mappa originale ed erano stati inseriti anche i più piccoli dettagli. Oggi, grazie al suo talento, la sua fama ha raggiunto livelli internazionali.

Questi sono due casi che dimostrano come

 la memoria eidetica, in casi di bambini affetti da sindromi da autismo, sia una grande dote e non un limite!

Sindrome di Asperger

In particolare si è notato come la predisposizione a tale forma di memoria sia sviluppata soprattutto in soggetti affetti da Sindrome di Asperger ed in diversi settori quali musicale, matematico, tecnico, informatico ecc.

La Sindrome di Asperger può essere definita come una forma più “lieve” di autismo in quanto riguarda i soggetti ad alto funzionamento.
Si differenzia dalle altre tipologie per il fatto che vi è una difficoltà comune nelle relazioni e norme sociali ed inoltre sono presenti comportamenti di tipo ripetitivo e schematico ma l’intelligenza e il linguaggio sono nella norma.
Sono in grado di sviluppare significative capacità attraverso interessi specifici. Le cause sono ancora poco note ma gli scienziati le attribuiscono principalmente ad una predisposizione genetica.

Questi comportamenti poco comprensibili o di chiusura non devono però essere visti solo in senso negativo in quanto sicuramente tendono a “isolare” l’individuo ma allo stesso tempo permettono di sviluppare enormi capacità grazie alle doti che possedute.

La memoria eidetica è sicuramente una di queste perché permette al ragazzo di esprimere al meglio le sue potenzialità. Ognuno di noi ha delle abilità, spesso che rimangono nascoste, ma è importante saperle valorizzare e trasformarle in elementi positivi a proprio vantaggio.

Allo stesso modo accade per i ragazzi che sviluppano la memoria eidetica ed è compito anche delle famiglie sostenerli ed accompagnarli nello sviluppo di questa dote.

Libro sul Metodo di Studio

Nonostante alcuni ragazzi possiedano delle capacità mnemoniche particolari, bisogna ricordare che una buona memoria non è sempre sufficiente per avere successo lungo il percorso formativo ma è fondamentale avere un buon Metodo di Studio.

Si fa riferimento ad esempio all’associazione di concetti per immagini, al metodo dei Loci Ciceroniani, alla lettura veloce e ad un buon metodo di studio basato sulla corretta organizzazione e l’utilizzo di mappe mentali. Tutte queste tecniche sono approfondite nel libro “Studiare è un gioco da ragazzi”.



Questo manuale è composto da 5 parti

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