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Mappe Mentali Geografia

In basso proponiamo una serie di Mappa Mentale sulle geografia ma prima vediamo insieme perchè dovremmo usare le Mappe Mentali piuttosto che le Mappe Concettuali.

Indice Articoli

⇒Differenza Mappa Mentale e Mappa Concettuale

Mappe mentali e mappe concettuali vengono spesso confuse in quanto considerate molto simili ma in realtà non lo sono. Il concetto di base è lo stesso ovvero sintetizzare un testo molto approfondito ma la modalità e le finalità sono differenti.

Una mappa concettuale è una rappresentazione grafica di un insieme di concetti collegati da linee partendo da un concetto chiave. Ha una struttura di tipo reticolare ovvero lineare e spesso monocolore. Il fine di tali mappe è quello di comprendere poiché un argomento vasto viene suddiviso in varie parti, per poi essere studiato in modo più semplice. Per crearla si procede scegliendo l’argomento e ponendolo al centro del foglio; attraverso l’utilizzo di ramificazioni e frecce lo si divide in micro-argomenti, connessi da nessi logici, inserendoli ad un livello inferiore in base al grado di importanza. Le mappe concettuali sono composte dai nodi i quali contengono le parole chiave o frasi e si inseriscono all’interno di figure geometriche e da relazioni associative ovvero frecce che collegano i vari nodi e i nessi logici che si creano. È possibile inoltre inserire delle etichette sui collegamenti.

La struttura di una mappa mentale è invece di tipo radiale perciò la collocazione dei rami segue un ordine di importanza ed i collegamenti vengono effettuati in modo creativo e logico. Vi è un concetto chiave posto al centro del foglio e da questo partono una serie di rami genitori ed eventualmente rami figli per inserire ulteriori informazioni relative all’argomento. lo scopo dell’utilizzo delle mappe mentali è non solo la comprensione ma anche la memorizzazione. Grazie infatti all’insieme di vari elementi che la caratterizzano e contraddistinguono dalla mappa concettuali o un semplice schema o riassunto, permette di trasferire e trattenere le informazioni a lungo termine. Prima di tutto la forma dei rami non è lineare bensì curvilinea e questo è un fattore che agevola la memoria in quanto il nostro pensiero è curvo, così come lo sono i neuroni che trasportano le informazioni. Utilizzare delle linee rigide limita infatti il pensiero e non permette di trattenere le informazioni a lungo. La strutturazione delle informazioni avviene in modo gerarchico ed associativo; vi è inoltre la possibilità di creare connessioni tra i rami in caso di concetti collegati tra loro. In questo modo è possibile avere una visione più panoramica e semplificata dell’argomento trattato. Nelle mappe mentali infatti si collocano sui rami solo parole chiave e non intere frasi, in questo modo il cervello elabora l’informazione e trattiene in memoria.
È importante inoltre utilizzare sempre gli stessi criteri; ad esempio usare un ramo artistico a forma di striscia pedonale per indicare le conseguenze. Ciò che però contraddistingue maggiormente la mappa mentale è la presenza di una componente emotiva e una creativa che permettono un maggior coinvolgimento e di conseguenza apprendimento.
L’utilizzo delle immagini e dei colori, che deve essere effettuato in modo personale, attiva una scelta soggettiva che ricollega quel concetto a esperienze personali ed aumenta il ricordo.
Imparare ad effettuare tali mappe implica allenamento in quanto inizialmente potrebbe entrare in gioco la resistenza al cambiamento e perciò l’utilizzo di un nuovo strumento di studio potrebbe creare alcune difficoltà durante il lavoro; con il tempo invece si ridurranno fatica e tempistiche aumentando invece la produttività.

⇒Mappe Mentali Montagne

La superficie terrestre non è u territorio uniforme ma vi sono alcune zone di rilievo e quelle che superano i 600 metri di altitudine vengono chiamate montagne. Con il termine altitudine si fa riferimento all’altezza prendendo come punto di riferimento il mare.

Vi sono due principali categorie di montagne sulla base della loro origine:

  • VULCANICA: la fuoriuscita di lava da un vulcano e la sua solidificazione ha dato origine ad un rilievo montuoso;
  • TETTONICA: in seguito allo scontro tra due zolle si è creato un innalzamento della crosta terrestre.

La montagna è costituita da diverse parti:

  • PIEDE: è la parte inferiore in cui il rilievo montuoso finisce ed inizia la valle;
  • VETTA: è la parte più alta; in alcune zone, tra le vette più alte, è possibile trovare accumuli di ghiaccio solidificato detti ghiacciai;
  • SOTTOCIME: quando non vi è l’altezza adatta per definirle cime (o vette) allora si chiamano sottocime;
  • VERSANTE: è il fianco della montagna;
  • PASSO: è il punto più basso tra due montagne vicine.

 

⇒Mappe Mentali Vulcano

Il vulcano è una naturale apertura della crosta terrestre dalla cui cima fuoriesce magma.

E’ costituito da diverse parti:

– la BOCCA: è collocata nella parte superiore e permette alla lava di scorrere all’esterno; se l’apertura è molto grande allora si chiama cratere.

– la CAMERA MAGMATICA: è collocata nella parte inferiore ed è dove avviene l’accumulo di lava;

– il CAMINO VULCANICO: collega la parte superiore a quella inferiore e costituisce il passaggio che percorre la lava per fuoriuscire.

Vi sono varie tipologie di vulcano:

– VULCANICO: produce eruzioni molto violente con esplosione carica di gas e ricca di lava molto densa. Un esempio è il Vesuvio;

-HAWAIANO: caratterizzato da esplosioni tranquille e senza forti scosse. I gas vengono liberati in modo tranquillo e quindi la lava scorre liscia. Un esempio sono i vulcani presenti nelle isole Hawaii;

– STROMBOLIANO: le eruzioni sono moderatamente esplosive e provocano il lancio di materiali e frammenti di lava semi-consolidata. Un esempio è Stromboli;

– PELEANO: l’esplosione è violenta ed avviene in modo orizzontale; la lava è così viscosa da creare protusioni solide. Un esempio è Martinica.

                                                                   

⇒Mappe Mentali Economia

Nella società odierna vi è una suddivisione delle attività economiche sulla base delle loro caratteristiche comuni.

Tali settori produttivi sono:

  1. PRIMARIO: si chiama in questo modo poiché fa riferimento alle prime attività economiche svolte dall’uomo. Utilizza le materie prime che si trovano in natura. Comprende: agricoltura (coltivare la terra per ottenere prodotti genuini destinati ad una sana alimentazione), pesca (raccolta di pesci, sia di acqua dolce che salata), allevamento (custodia e riproduzione di animali per ricavarne alimenti e pellame), attività estrattiva (in riferimento alle risorse minerario ed energetiche) ed attività boschive (taglio e lavorazione del legno).
  2. SECONDARIO: rappresenta il secondo stadio dello sviluppo economico ed infatti trasforma le materie prime per poi creare prodotti da vendere; comprende le attività economiche a livello industriale. Nella produzione fa utilizzo spesso della tecnologia moderna e si sviluppa in concomitanza con lo sviluppo economico della società. Include i settori della: metallurgia (lavorazione dei metalli), chimica (plastica), metalmeccanica (autovetture), industria tessile (abbigliamento), industria agroalimentare (prodotti agricoli in prodotti da vendere a livello industriale) ed edilizia (edifici, impianti).
  3. TERZIARIO: si tratta del settore che comprende le attività e servizi rivolti a famiglie e imprese. È detto terziario in quanto avviene in seguito ai due precedenti settori. Implica i servizi: destinati alla vendita (commercio, alberghi, trasporti ecc) e quelli non destinati alla vendita (servizi domestici e amministrazioni pubbliche).
  4. QUATERNARIO: introdotto di recente, rappresenta il quarto settore produttivo dell’economia. Fa riferimento all’ambito tecnologico che contribuisce allo sviluppo della società.

 

 

UNIVERSO

La Terra non è l’unico pianeta ad esistere ma è circondata da uno spazio chiamato Universo e composto dalle galassie, le stelle, i pianeti, l’energia e la materia. Ad occhio nudo non è possibile vederlo ma grazie alle nuove tecnologie è possibile utilizzare il telescopio.

Per quanto riguarda l’origine dell’Universo la teoria più conosciuta e condivisa è legata al modello del Big Bang proposto dallo scienziato Georges Lemaître. Il termine Big Bang deriva dall’inglese e fa riferimento ad un “grande scoppio” che diede origine all’Universo, che inizialmente era composta da un gas caldissimo di particelle.

Le stelle sono corpi celesti dotati di luce propria visibili principalmente la notte e si formano per condensazione di polveri unite a gas interstellari (soprattutto idrogeno). La stella più vicina alla Terra è il Sole. La sfera terrestre è stata suddivida in 88 parti in modo da poter classificare le stelle; le più facilmente riconoscibili nel nostro emisfero sono l’Orsa Maggiore, l’Orsa Minore, la costellazione di Pegaso ma ne esistono anche molte altre che sono osservabili magari solo da alcuni punti della Terra.

Le stelle, unite alle polveri ed ai gas grazie alla forza di gravità, formano le galassie. La galassia di cui fa parte il nostro sistema solare è detta Via Lattea; i primi studi risalgono ai filosofi dell’Antica Grecia ma la conferma arrivò nel 1610 quando Galileo Galilei studiò questo ammasso di stelle grazie al telescopio.

I pianeti del sistema solare sono: Mercurio, Venere, Terra, Marte, Giove, Saturno, Urano e Nettuno. Nel 2006 è stato aggiunto Plutone, che viene classificato dall’Unione Astronomica Internazionale come pianeta nano.

 

ITALIA

La Repubblica Italia si colloca nella parte meridionale del continente europeo.

Ha una popolazione di circa 60,4 milioni di abitanti e risulta concentrata soprattutto nelle aree urbane.

La capitale è Roma e si trova al centro dello “stivale” (nome attribuito all’Italia per la sua particolare forma). La differenza di climi e vegetazione è dovuta proprio alla particolare forma allungata: mentre il Nord, con al presenza delle Alpi, è caratterizzato da climi più rigidi, il Centro-Sud si contraddistingue per temperature più miti e calde.

L’Italia è una Penisola e per questo motivo a Nord confina con Francia, Svizzera, Austria e Slovenia mentre il resto del territorio è circondato da acqua: Mar Ligure, Mar Tirreno, Mar di Sardegna, Mare di Sicilia, Mare Ionio e Mare Adriatico.

Il territorio italiano è costituito da 20 regioni e può essere suddiviso principalmente in tre grandi aree:

– continentale: è la zona che non è toccata dal mare e collega l’Italia con il resto d’Europa. Della zona settentrionale fanno parte le regioni di: Valle d’Aosta, Piemonte, Liguria, Lombardia, Trentino Alto Adige, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna;

– peninsulare: comprende le regioni del centro-meridione. La zona centrale è costituita da Toscana, Marche, Umbria e Lazio mentre Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata e Calabria compongono la zona meridionale;

– insulare: fanno parte del territorio italiano anche le due grandi isole della Sicilia e della Sardegna.

Esistono inoltre due stati Indipendenti: San Marino e Città del Vaticano.

È costituito in percentuale maggiore da colline, seguito da montagne e pianure in percentuali inferiori.  Le colline sono distribuite un po’ in tutto il territorio mentre la pianura più estesa è la Pianura Padana seguita dal Tavoliere delle Puglie, la Pianura Salentina e il Campidano. Per quanto riguarda invece il paesaggio montuoso italiano vi sono due catene che lo contraddistinguono: le Alpi (che segnano i confini a Nord) e gli Appennini (che si estendono dalla zona centro-settentrionale fino all’area meridionale).

 

FIUMI ITALIANI

Il fiume è un corso d’acqua continuo che nasce dalla montagna e scorre lungo un territorio. In Italia sono numerosi, sono caratterizzati da un corso breve (ad eccezione del Po) ed una portata limitata. La loro scarsa estensione è legata alla forma della Penisola Italiana in quanto le catene montuose che attraversano il territorio o dividono e diminuiscono la distanza tra la sorgente e la foce. Nella zona settentrionale i fiumi infatti hanno una maggiore portata in quanto i monti si situano geograficamente più lontani rispetto al mare.

Sulla base delle catene montuose presenti sul territorio italiano è possibile suddividere i fiumi in due categorie principali:

– i fiumi che nascono dalle Alpi (alpini): sono caratterizzati da una maggiore lunghezza a causa della distanza tra i monti e il mare ed una maggiore affluenza di acqua per la presenza di ghiacciai (al di sopra dei 3000 metri).

A questa categoria appartiene uno dei fiumi più importanti d’Italia, il Po, in termini di lunghezza, posizione geografica ed eventi storico-sociali. Nasce nella zona nord-est dell’Italia ed attraversa ben 4 regioni (Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna e Veneto) per sfociare infine nel Mar Adriatico. La sua lunghezza di 652 km lo rende il fiume più lungo d’Italia. È alimentato da numerosi altri fiumi e torrenti ed ha numerosi affluenti. Quelli di sinistra sono: Pellice, Dora Riparia, Dora Baltea, Sesia, Ticino, Adda, Oglio e Mincio; quelli di destra: Tanaro, Trebbia, Taro, Secchia e Panaro.

Oltre al Po altri fiumi settentrionali importanti sono: l’Adige (il secondo fiume più lungo), il Brenta, il Piave, il Tagliamento, l’Isonzo e il Reno.

– i fiumi che nascono dagli Appennini (appenninici): sono caratterizzati da una portata minore di acqua poiché alimentati principalmente dalle piogge che quindi in alcuni periodi potrebbero essere scarse o quasi inesistenti. Dividono i fiumi del versante Adriatico (Reno, Pescara, Sangro, Ofanto) da quelli del versante Tirrenico (Arno, Ombrone, Tevere, Liri, Volturno) e Ionico (Bradano, Basento).

LAGHI ITALIANI

Il lago è una cavità all’interno della quale si accumula acqua e può essere alimentato da immissari o a sua volta alimentare un fiume ed essere quindi chiamati emissario.

Sul territorio italiano sono presenti numerosi laghi, collocati principalmente vicino alle Prealpi, ovvero la catena montuosa non molto elevata (non supera i 2000 metri) che si trova nel lato interno delle Alpi e che si estende verso la pianura.

E’ possibile distinguere varie tipologie di laghi in base alla loro origine:

– glaciale: si tratta dei laghi che occupano la zona generata dall’erosione di un ghiacciaio. Si possono suddividere in ulteriori due categorie: i laghi di circo (che occupano la zona più a monte di un antico bacino glaciale ed hanno una forma circolare. Ad esempio i laghi prealpini) e i laghi vallivi (si sono formati nella parte terminale del bacino ne sono solitamente più ampi. Ad esempio i laghi alpini). Tra i principali laghi alpini citiamo il Lago Verde (Monte Rosa) e il Lago di Misurina (Dolomiti); tra i laghi prealpini vi sono alcuni tra i più importanti ed estesi quali il Lago Maggiore, il Lago di Como, il Lago d’Orta, il Lago di Lugano, il Lago di Garda e il Lago d’Iseo.

– vulcanica: sono laghi che si sono formati in seguito alla presenza di vulcani sul territorio. In particolare distinguiamo tra i laghi craterici ospitati nei crateri spenti (il Lago di Albano), i laghi di caldera formati in seguito allo sprofondamento in seguito alla fuoriuscita di magma (il Lago di Bolsena) e di sbarramento creati quando dei massi bloccano lo scorrimento di un fiume. Sono presenti soprattutto nel centro Italia;

– costieri: collocati lungo le coste e presenti in quantità maggiori dopo quelli di origine glaciale. Si formano in seguito alla deposizione di materiale dalle acque marine. Ad esempio i Laghi di Lesina e Varano in Puglia;

– tettonica: le acque di questi laghi sono accolte nei bacini in seguito a movimenti degli strati più profondi della crosta terrestre che hanno causato delle fratture. Un esempio è il Lago Trasimeno in Umbria.

 

CLIMA

Quando si parla di clima si fa riferimento alle condizioni atmosferiche rilevate in un lungo arco di tempo. È un fattore fondamentale per la vita dell’uomo in quanto determina la possibilità di vivere in un determinato luogo a livello di temperature ma anche per quanto riguarda l’economia e quindi le coltivazioni, la pesca, l’allevamento.

I fattori che determinano il clima sono: la temperatura, la pressione atmosferica, le precipitazioni, l’umidità e la presenza di venti. Vi sono inoltre alcuni elementi che possono influenzare tali condizioni climatiche come ad esempio la vicinanza al mare, alle catene montuose, all’Equatore (latitudine) e dalla vegetazione presente sul territorio.

Sulla base di questi elementi è possibile distinguere differenti tipologie di clima, tra le principali (sulla base della classificazione di Koppen):

– equatoriale: caratteristiche delle zone collocate lungo la linea dell’Equatore (Sud America settentrionale, Asia equatoriale, Africa centrale) e caratterizzate da alte temperature annuali e precipitazioni abbondanti ma distribuite in maniera uniforme;

– desertico: clima caratterizzato da forti escursioni termiche giornaliere (clima desertico caldo) escursioni tra i mesi più freddi e quelli più caldi (clima desertico freddo). Si tratta di un clima molto arido e riscontrabile soprattutto nelle zone dell’Africa settentrionale ed in parte dell’Asia occidentale e Australia centrale;

– mediterraneo: tipico della Penisola Italiana in cui vi sono estati aride ed inverni miti con numerose precipitazioni;

– oceanico: al contrario della precedente categoria, il clima oceanico è caratterizzato da una bassa escursione termica e le estati sono caratterizzate da maggiori precipitazioni mentre gli inverni sono miti.

REGIONI ITALIANE

Di seguito l’elenco delle 20 regioni d’Italia con i rispettivi capoluoghi. Ad ogni regione viene associata un’immagine che ricorda la parola, mentre ai capoluoghi è associato un monumento o un luogo socialmente conosciuto della città. La mappa può essere personalizzata in base alle proprie conoscenze e preferenze in modo da favorire la memorizzazione dei termini o concetti.

NORD

NORD-OVEST

– Piemonte (piede): Torino

-Valle d’Aosta (valanga): Aosta

-Liguria (Ligabue): Genova

-Lombardia (lombrico): Milano

NORD- EST

-Trentino Alto Adige (trenino): Trento

-Friuli Venezia Giulia (frullato): Trieste

-Veneto (vento): Venezia

-Emilia Romagna (Eminem): Bologna

CENTRO

-Toscana (toscano): Firenze

-Umbria (ombra): Perugia

-Marche (Marco Mengoni): Ancona

-Lazio (lazo): Roma

SUD

-Abruzzo (Abracadabra): L’Aquila

-Molise (molla): Campobasso

-Campania (campana): Napoli

-Puglia (paglia): Bari

-Calabria (calabrone): Catanzaro

-Basilicata (basilica): Potenza

ISOLE

-Sicilia (ciglia): Palermo

-Sardegna (sardina): Cagliari

E’ inoltre possibile creare una storia collegando le varie immagini associate ai termini per aumentare le capacità mnemoniche.



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