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La memoria visiva di un bambino autistico

L’autismo è una malattia poco conosciuta che rende molto difficile per chi ne è colpito integrarsi nella società e comunicare con gli altri, scatenando parallelamente un forte ritiro interiore in chi ne è affetto.

Quello che non molte persone sanno però è che, a volte, questa sindrome enfatizza molto il talento e le capacità individuali delle persone che ne sono affette.
Come racconta Bored Panda ci troviamo a New York, in una classe universitaria come tante altre. Per un bambino autistico di 11 anni, però, oggi è un giorno molto speciale: sua madre, insegnante, lo ha invitato a seguire una delle sue lezioni.

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Quello che accade durante la lezione lascia sbalorditi sia la madre-professoressa che i suoi studenti: il ragazzino improvvisamente si mette in piedi su una sedia ed inizia a disegnare, completamente a mano libera e ricorrendo solamente alla propria memoria, una perfetta riproduzione del pianeta con annessi gli Stati che lo compongono e i confini che li dividono gli uni dagli altri.
Il ricordo, le emozioni sono i più grandi appoggi/aiuti per la nostra memoria. Attraverso il PAV (paradosso-azione-vivido) possiamo memorizzare informazioni con più facilità, e durano più a lungo quelle dinamiche, multisensoriali e che escono fuori dall’ordinario.

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Una studentessa, colpita dalla performance del figlio della sua insegnante, scatta una foto all’opera completa; dopo qualche ora la mostra a suo padre e l’uomo decide di condividerla col web tramite i socials network. “Sono stato semplicemente folgorato” – ha commentato.

La foto viene condivisa da migliaia di persone e diventa ben presto un fenomeno virale: che il bambino abbia un futuro come cartografo? Solo il tempo potrà dircelo.