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Flipped Classroom

Cos’è la Flipped Classroom?

Flipped classroom è un termine inglese che significa letteralmente “classe capovolta e fa riferimento ad una nuova metodologia didattica che si sta sviluppando soprattutto in ambito scolastico.

Quando parliamo di apprendimento quasi tutti pensiamo al concetto tradizionale in quanto influenzati dalla nostra cultura di appartenenza e nel caso di un contesto italiano il pensiero va alla classica lezione frontale in aula. L’insegnante è la persona che ha un bagaglio di informazioni ed esperienza e come obiettivo quello di trasferire queste conoscenze agli alunni. La visione tradizionale consiste in una lezione, spesso frontale, dove questi argomenti vengono esposti in classe; successivamente gli studenti dovranno svolgere una parte di lavoro a casa attraverso lo studio di pagine effettuate a scuola e compiti per fissare meglio i concetti.

Il Flipped Classroom però si distingue da questa tipologia e propone un metodo alternativo di apprendimento.
In particolare ciò che lo caratterizza è il cambiamento dei ruoli in quanto gli studenti hanno una prima fase in cui svolgono lo studio autonomamente e solo dopo viene effettuata una parte in aula dove l’insegnante lavora per creare una didattica personalizzata.

Per questo tipo di metodologia è consigliato l’utilizzo di strumenti multimediali per far in modo che l’acquisizione di informazioni avvenga in modo più dinamico ed efficiente.

Nella seconda fase di questa didattica l’insegnante funge da “accompagnatore” ed ha il compito di far mettere in pratica le nozioni precedentemente imparate oltre che favorire collaborazione e condivisione tra gli studenti.

Si è parlato degli aspetti positivi di questa tecnica che portano a miglioramenti ma vi è anche un punto di debolezza rappresentato dalle disuguaglianze causate dalla tecnologia. Tale limite riguarda gli studenti quanto gli insegnanti. Non tutte le famiglie hanno infatti le possibilità di fornire ai propri figli i vari supporti tecnologici di cui necessitano e quindi il fattore economico potrebbe non garantire una equità tra gli strumenti. Allo stesso modo anche per gli insegnanti potrebbe esserci una difficoltà legata all’utilizzo della tecnologia che non è per tutti così semplice.

 

Riferimenti Teorici

La Flipped Classroom si è sviluppata di recente ma trae origine dalle teorie di importanti figure in ambito di apprendimento quali John Dewey e Maria Montessori.

John Dewey è stato uno dei pedagogisti più importanti e ha dato molta importanza nel suo pensiero al concetto di democrazia, intesa non solo come una forma di governo ma qualcosa di più. Egli cercò di far comprendere questo concetto anche all’interno della classe, introducendo l’autogestione e la figura del capoclasse. In riferimento all’ambiente scolatico affermò che si trattava di un posto speciale con compiti e funzioni ben precise.
In particolare riteneva importante la concezione dell’interesse e formulò una nuova visione della lezione: l’insegnante non entrava più in classe con un argomento già programmato ma veniva scelto in base agli interessi degli allievi.
In questo modo i bambini avevano la possibilità di porre domande, esporre dubbi e confrontarsi. Il suo metodo di apprendimento di basava sull’interesse degli studenti e sull’esperienza diretta.

Foto del nostro MemoCamp

Un altro metodo alternativo di apprendimento fu quello proposto da Maria Montessori. L’ambiente delle scuole montessoriane è caratterizzato dalla libertà lasciata al bambino per far in modo che emergano azioni completamente in modo spontaneo in base alla propria natura.
L’insegnante deve aiutare il bambino a capire la differenza tra bene e male senza però confonderlo e creare in lui l’idea che il bene sia legato all’immobilità mentre il male all’essere attivo. Al contrario il bambino deve esprimere se stesso in totale libertà e crescere disciplinato cioè imparare ad autoregolarsi quando necessario.

Queste due correnti di pensiero in ambito psicopedagogico diedero inizio anuove concezioni di apprendimento, in alcuni casi discostandosi dal concetto tradizionale, portando anche alla nascita della Flipped Calssroom.

Metodo Flipped Learingn

La Flipped Classroom si presenta come un metodo innovativo in quanto permette un apprendimento di tipo attivo. Lo studente infatti si sperimenta in prima persona e quindi l’acquisizione delle informazioni non avviene in modo passivo. Di conseguenza l’insegnante non risulta più colui che deve fornire conoscenze ma come un tutor che guida lo studente alla conoscenza.

Ai ragazzi verranno forniti dati, accuratamente scelti dagli insegnanti, attraverso file multimediali come slide, video, PDF ecc che potranno servire come materiale da integrare al libro cartaceo. Lo studente dovrà mettere insieme questi dati con l’esperienza e impegno personale per giungere ad uno studio autonomo efficace.
Successivamente si presenterà in classe con già informazioni di base acquisite e con l’aiuto dell’insegnante potrà fissare l’apprendimento.

Nella Flipped Classroom sono importanti i laboratori e lavori di gruppo perciò in un piano di studi si cerca di dare molto spazio a queste esperienze pratiche per accrescere le competenze.

È comprensibile che questo metodo richieda anche spazi diversi dalle classiche aule scolastiche. Si pensi infatti ad un gruppo di ragazzi che deve effettuare un laboratorio avrà bisogno del giusto spazio per organizzarsi e lavorare bene. È necessario quindi pensare a diversi ambienti: da quelli dedicati al laboratorio a quelli per la condivisione di momenti di socializzazione o alle discussioni di gruppo. Quindi questo rappresenta un altro aspetto da considerare.

Inoltre è importante, per far in modo che questo nuovo metodo didattico si diffonda sempre di più, cambiare la nostra prospettiva. La nuova visione deve tenere in considerazione il sempre maggior sviluppo della tecnologia che non deve essere vista solo come un ostacolo ma anche come un punto di forza per l’apprendimento dei ragazzi; ed inoltre non considerare la tradizionale visione della lezione frontale o l’aula a cui siamo invece abituati a pensare. L’ottica di questo cambiamento di prospettiva deve essere il miglioramento dell’apprendimento dei nostri ragazzi.

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