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Come studiare bene e meno

Come studiare bene e ricordare di più sembra la chimera irraggiungibile di studenti e studentesse di ogni età. Eppure c’è chi ce l’ha fatta.

Un esame o un’interrogazione possono gettare nel panico anche gli studenti più brillanti.  Per affrontarli al meglio, una solida preparazione di base rappresenta un indubbio vantaggio.
Ma come si fa a studiare bene e velocemente?
Ecco alcune tecniche per memorizzare le informazioni più importanti e presentarsi agli esami senza preoccupazioni.

Studiare velocemente non è sinonimo di studiare superficialmente. Al contrario, significa selezionare le informazioni più importanti contenute all’interno di un libro di testo e immagazzinarle al meglio nella nostra memoria.
A questo proposito, esistono alcune tecniche specifiche per velocizzare i tempi dedicati allo studio, senza che la qualità di ciò che impariamo ne risenta.
Si tratta, in sostanza, di metodi che permettono una maggiore efficienza nello studio, tenendo ben presente la differenza – fondamentale – tra studiare efficacemente e studiare in modo efficiente.

Efficacia ed efficienza, infatti, anche se spesso impiegati nel linguaggio comune come sinonimi, sono in realtà due termini separati da una sottile ma sostanziale diversità: l’efficacia è la capacità di raggiungere un obiettivo, l’efficienza è riuscire a farlo impiegando le minori risorse possibili.

efficiente ed efficace

Applicata allo studio, questa differenza risulta particolarmente chiara: chi studia efficacemente arriverà senza dubbio preparato il giorno dell’esame, ma magari per raggiungere un tale livello di preparazione ha dovuto sudare sui libri giorno e notte per parecchio tempo; chi studia in maniera efficiente, invece, sarà altrettanto ferrato sugli argomenti dell’esame, pur avendo dedicato ai testi molte meno ore.

Possibile?

La risposta è sì: con i metodi di studio efficaci, ottenere il massimo risultato con il minimo sforzo è un obiettivo alla portata di tutti. Scopriamo allora quali sono queste tecniche e come funzionano.

1. La tecnica della lettura veloce

La prima tecnica che prenderemo in considerazione per studiare bene e velocemente è quella cosiddetta della lettura veloce.

I primi studi in merito risalgono alla metà del secolo scorso, quando gli esperti dell’aviazione britannica esercitavano i piloti a riconoscere contraeree in un breve arco di tempo. Visti i successi della tecnica in ambito militare, si pensò di applicarla anche per migliorare la lettura, con risultati sorprendenti: si calcola infatti che, utilizzando il metodo della lettura veloce, si arrivi a implementare la propria velocità di lettura del 40%. Un bel risparmio in termini di tempo!

2. Le tecniche di memoria

Per ogni tipo di lettura che occorre affrontare, esiste una specifica tecnica di memorizzazione. Una delle più diffuse consiste nel leggere e ripetere.

Purtroppo, però, risulta essere anche una delle meno efficaci, perché comporta un grande spreco di tempo e di fatica. Questo perché viene attivata solo la memoria a breve termine, rischiando così di arrivare al termine della lettura senza ricordarsi pressoché nulla.
Per fortuna, esistono metodi migliori per studiare, per esempio ricorrendo alla tecnica dei loci. Tecnica molto utili per esami in facoltà come Giurisprudenza e Medicina (per esami come “anatomia umana” ) che prevede l’associazione dei concetti più importanti di un testo con immagini mentali. Per aiutarci a ricordare gli organi di un corpo umano, per esempio, potremmo abbinare il cuore a una lampada da tavolo, il fegato a un vaso cinese, i reni a un tappeto e così via, fino a ricreare l’intero organismo vivente nella nostra “stanza” mentale.

3. Le mappe mentali

Uno dei metodi migliori per studiare bene e velocemente consiste nella creazione di mappe mentali, rappresentazioni grafiche dei pensieri che favoriscono una rapida memorizzazione anche dei concetti più complessi, oltretutto divertendosi.
Già, perché le mappe mentali non si limitano a coinvolgere solo l’emisfero sinistro del nostro cervello – quello “serio”, dedicato ai ragionamenti logico-deduttivi – ma coinvolgono anche l’emisfero destro, associato alla fantasia e alla creatività.

Avvalendosi di immagini, colori, ramificazioni e collegamenti, con i diversi concetti disposti secondo un preciso ordine gerarchico, le mappe mentali permettono di assimilare un gran numero di informazioni in modo personalizzato e divertente. A ogni idea corrisponde una sua rappresentazione univoca, consentendo così di carpire, in un unico colpo d’occhio, l’intero argomento di studio.

Come costruirle?
È molto semplice: dopo aver letto il testo, se ne individuano i nuclei focali, dopodiché si passa alla sottolineatura. In seguito, si prepara un primo modello, al quale nella fase successiva verranno aggiunte le immagini (figurative o geometriche) per contenere i blocchi di informazione.
È molto importante costruire la propria mappa mentale già durante la lettura critica: in questo modo, infatti, si riesce a immagazzinare fino al 60% delle informazioni, con un notevole risparmio di tempo e di fatica!


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