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Come memorizzare parole astratte

Ma come possiamo fare a memorizzare una parola quando è astratta? Iniziamo con un po’ di parole astratte molto semplici, prendiamo ad esempio la parola AMORE.

Abbiamo compreso che la nostra memoria lavora per immagini e che dobbiamo sfruttare il P.A.V. Ognuno di noi, per la parola AMORE, potrebbe prendere immagini diverse: alcuni l’immagine dell’amore della propria vita; altri un momento particolare in cui hanno provato una forte emozione d’amore. La cosa che però ci può succedere, in questi casi, è il fatto di confondere poi la parola AMORE con altre del tipo: moglie, marito, compagno/compagna, emozione, sentimento. Quello che ci interessa, invece, è avere la totale certezza di ricordare AMORE, quindi, dobbiamo creare un’immagine concreta per questa parola, utilizzando il P.A.V. Per farlo, divideremo la parola in due immagini concrete, e le assoceremo tra di loro. Ad esempio possiamo prendere AMO e RE.

Per associarle con P.A.V. (Paradosso Azione Vivido), immaginiamo un gigantesco AMO che, anziché pescare pesci, tira su un ricchissimo RE con tanto di scettro e corona.

In questo modo abbiamo la totale certezza di ricordare AMORE!

Prendiamo ora la parola CORAGGIO. Possiamo prendere un’immagine che ci riporti univocamente a quella parola, senza la possibilità di confondersi. Ad esempio se avessimo visto un film il cui titolo è “CORAGGIO” possiamo immaginare o la pubblicità di questo film o la copertina del DVD. Se lo possediamo immaginiamo proprio di prenderlo in mano, osservare la copertina e sentire l’emozione che proviamo.

L’alternativa è dividere la parola in immagini concrete.

Potrebbe essere COR e RAGGIO.

Possiamo immaginare di tenere in mano il cuore di una persona e poi di trapassarlo con la prima cosa che ci ricorda la parola raggio Cuore- Raggio

In questo modo ricorderemo, per forza, la parola CORAGGIO senza alcun dubbio.

Più le immagini suscitano emozione più le ricorderemo! Alcuni forse penseranno: “ma io non potrei mai immaginare di prendere in mano il cuore di una persona cara!”. Bene! Questo significa che, il solo pensiero, ci coinvolge molto! Se ti inorridisce, puoi immaginarla come un fumetto, ma immagina sempre come se fossi tu il protagonista!

Facciamo ancora un altro esempio. Prendiamo la parola: DETERMINAZIONE.

Anche qui possiamo utilizzare un’immagine concreta, che ci riporti direttamente alla parola scelta, facendo attenzione ovviamente, a non scambiarla con un suo sinonimo, ad esempio con la parola costanza o altre simili. Oppure, giochiamo di nuovo a scomporre la parola in diverse immagini: DETER-MINA-ZIONE.

Per la parte DETER, possiamo ad esempio prendere una confezione di detersivo; per MINA, o la celebre cantante, oppure una mina antiuomo. Infine, per ZIONE, prendiamo o il papero più ricco di Topolinia, o uno zio molto grasso.

Bene adesso possiamo iniziare a girare il nostro film.

Immaginiamo che stiamo comperando del DETERsivo, ma ci stupiamo perché sentiamo che dentro c’è MINA che canta, quindi, apriamo il contenitore; non appena svitiamo il tappo, esce ZIO PaperoNE di corsa e tutto insaponato!

Detersivo- Mina- Zione (determinazione)

In questo modo sarà impossibile confondere la parola determinazione, ad esempio, con costanza.