Come concentrarsi nello studio: 3 consigli ⋆ Matteo Salvo
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Come concentrarsi nello studio: 3 consigli

Metodo Studio Universitario

Indice Articolo

Introduzione

Studiare è la principale occupazione di ogni studente universitario. Ecco perchè è importante imparare a farlo bene.
Se facessimo un calcolo delle ore passate a studiare, in un giorno, in una settimana, in un anno, ci renderemmo subito conto di quanto sia prioritario studiare in modo efficiente.
Il fattore che determina il successo nello studio all’atto pratico, il voto d’esame, non è tanto la quantità di ore passate sui libri, ma la qualità di questo stesso tempo.

Per essere più produttivi, per far fruttare le ore di studio e trasformarle in risultati concreti è importante mettersi nello stato mentale migliore, efficiente, pronto ad apprendere: concentrarsi.

In questo video iniziamo a vedere un paio di accorgimenti per mantenere la concentrazione durante lo studio.

Entriamo nel vivo dell’argomento. Ecco tre consigli per aumentare la concentrazione nello studio, per sfruttare al meglio le ore passate sui libri di testo.

Come evitare le distrazioni

Iniziamo da un meccanismo di sottrazione elementare. La prima regola per restare concentrati è evitare le distrazioni.

Le e-mail, i rumori e le voci, il traffico, i pensieri particolarmente ingombranti e – soprattutto – il cellulare: chiamate, notifiche, social. Il primo passo per aumentare la qualità dello studio è attuare tutte le accortezze possibili per ridurre queste distrazioni.

Per quanto riguarda le distrazioni interne (preoccupazioni, pensieri, problemi) la cosa migliore è cercare di metterle da parte, almeno per il tempo di una sessione di studio. Un esercizio utile, in questo senso, è quello di scrivere su un foglio tutti i pensieri che affollano la nostra testa. Il solo fatto di vederli ordinati, gestibili, addomesticabili sulla carta avrà un effetto calmante e avremo una mente più libera e pronta ad accogliere altre informazioni.

Le distrazioni esterne, fisiche e concrete, come il cellulare, vanno trattate con disciplina. Riflettiamo sul fatto che spesso, assecondando la legge di Pareto, sono circa il 20% delle cose che ci distraggono quelle che lo fanno l’80% delle volte. La prima cosa da fare è dunque riconoscerle e attuare dei meccanismi per inibire le distrazioni: disattivare le notifiche, attivare la modalità aereo… Ci sono anche delle App per disincentivare l’uso del cellulare durante i momenti di focus.

Eliminare, o quantomeno ridurre, le distrazioni avrà un impatto positivo più che significativo sulla qualità delle sessioni di studio.

Procedere per obiettivi

Un ottimo metodo per tenere alta la concentrazione è porsi degli obiettivi strategici. La mente umana infatti, per raggiungere il massimo dell’efficienza, richiede uno scopo. È difficile essere davvero performanti se la motivazione dello sforzo, se lo scopo è aleatorio o troppo distante.

Quando parliamo di obiettivi strategici per concentrarsi nello studio intendiamo obiettivi raggiungibili nel breve periodo, concreti e circoscritti. Obiettivi che, per intenderci, si possano raggiungere in una sessione di focus sullo studio. Imparare un determinato concetto, memorizzare una tabella, mappare i concetti chiave del capitolo.

Questi obiettivi, perchè ci aiutino a mantenere la concentrazione e il focus sull’oggetto di studio, devono essere concreti e sostenibili nel tempo.

È inutile porsi obiettivi troppo impegnativi o lontani, è controproducente; è bene, piuttosto, suddividere l’obiettivo in task più gestibili, alla portata del tempo della nostra concentrazione.

L’importanza delle pause

Per riuscire a mantenere alta la concentrazione, la regola fondamentale è non metterla a dura prova.

La nostra concentrazione ha un limite, e per non cedere alla distrazione è bene stabilire un ritmo di lavoro sostenibile ed equilibrato. In caso contrario, la nostra mente andrà in sovraccarico, se tenuta sotto sforzo per troppo tempo, e la nostra produttività e concentrazione ne risentiranno pesantemente.
Per questo motivo la cosa migliore da fare è stabilire dei tempi di focus, di concentrazione totale, intervallati da pause frequenti.

Un ritmo standard utile per ricaricare le batterie e sostenibile nel tempo è: 40 minuti di focus e 15 minuti di pausa. È importante specificare che le pause, per essere davvero utili, devono essere rigeneranti.

Una pausa efficace non è quella passata davanti al feed di un social ma quella vissuta in relax (anche visivo) o intervallando l’attività cerebrale di studio e concentrazione con un’attività sportiva o comunque motoria, fisica, concreta.

Esattamente come avviene in ambito sportivo, è bene ricordare che il tempo di recupero fa parte dell’allenamento.

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Lo studio è un gesto complesso, fatto di tanti momenti, e come abbiamo detto all’inizio dell’articolo è fondamentale imparare ad aumentarne la qualità.

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