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Ciao Matteo, è da molti anni che ti seguo ed è da molto molto tempo che sono appassionato di tecniche di memoria. Uno studente può ascoltare una lezione di storia, ad esempio, e all’uscita dall’aula poter affermare di averla memorizzata tutta? Oppure, un imprenditore come me può andare ad una conferenza, o ad un incontro di lavoro, e alla fine dire di aver memorizzato tutto quello che si è detto? Ci sono molti miti sull’argomento, potresti dirmi il tuo parere spassionato e soprattutto, spero, disinteressato? Ti ringrazio tanto e ti auguro tanta fortuna.

Ciao Pasquale, e grazie per la tua interessante domanda che mi permette di fare chiarezza su diversi aspetti.

Penso che ci siano molti falsi miti sull’argomento e quindi vediamo di mettere chiarezza sull’argomento. Prima di tutto un grazie per avermi scritto due volte, in quanto su Facebook la prima volta mi era sfuggita. Suddividerò la risposta in diverse parti in quanto la tua domanda ha bisogno di più risposte.

“L’allenamento mi diventa molto più complicato quando inizio a farmi delle domande tipo: nella vita quotidiana a che cosa mi serve memorizzare un numero di 100 cifre? O un elenco di 100 parole?”

È una domanda che si fanno in molti ed è assolutamente sensata! Questo è dovuto al fatto che quando si parla di memoria molte volte vengono viste esibizioni da palcoscenico che lasciano tutti a bocca aperta: memorizzazione di lunghe sequenze di cifre, memorizzazione di immagini, carte da gioco e così via.

Memorizzare_Bambino

I campionati mondiali di memoria sono un esempio di questo, ma è inevitabile in quanto servono informazioni che possano essere quantificate, mentre come si fa a quantificare chi ha imparato meglio un libro? Servirebbe qualcosa di facilmente valutabile. Le informazioni che vengono memorizzate ai campionati sono talmente impegnative da memorizzare che la maggior parte delle persone vede i partecipanti come delle persone dotate di un dono particolare e il pensiero successivo è che loro non saranno mai in grado di fare le stesse cose.
Quando mi sono avvicinato ai campionati pensavo anch’io la stessa cosa. Nella mia mente l’immagine che avevo dei grandi campioni era quella di persone che non avevano niente di meglio da fare se non stare seduti davanti ad un tavolo a memorizzare informazioni inutili. Poi un giorno Tony Buzan mi chiede “ma perché non partecipi anche tu ai campionati di memoria?” … così per curiosità inizio anch’io ad allenarmi e presto mi trovo in mezzo a questi grandi campioni a memorizzare sequenze che la prima volta mi sembravano impossibili. Dopo pochi mesi di allenamento intenso alle Olimpiadi della memoria ho memorizzato un numero lungo 1124 cifre qualificandomi 8º a livello mondiale e nel campionato mondiale sono stato il 1º italiano a vincere il titolo di International Master of Memory.
Successivamente preso dall’entusiasmo entro anche nel Guinness World Record per essere riuscito a memorizzare un intero mazzo di carte in apnea. A quel punto il commento di alcuni è stato “ma a cosa ti serve memorizzare un mazzo di carte in apnea?”. Guardando superficialmente una persona può pensare “a niente”, ma è tutto quello che c’è dietro che è importante e che può essere molto utile nella vita di tutti i giorni.

campionato_mondiale_2013

Per riuscire a fare quello, vuol dire avere un controllo totale sulla propria mente e sul proprio corpo che nelle situazioni della vita quotidiana non è neanche lontanamente richiesto. Molte volte vedo persone perdere il controllo per una sciocchezza, e dopo, rimanere addirittura nervose per tutto un pomeriggio. Paragonando queste cose funamboliche della mente ad altre attività sicuramente più conosciute sarebbe come chiedere ad una persona che va in palestra “ma a cosa ti serve sollevare dei pesi per tutte quelle volte se dopo li rimetti nello stesso posto di dove si trovavano all’inizio?” Oppure chiedere ad una persona che corre in tondo in un campo di atletica “ma cosa corri in cerchio che tanto ti trovi sempre nello stesso punto? Hai la stessa consapevolezza di un criceto!”. In realtà chi fa queste attività sa che quello che serve è dato da quello che resta dopo averle fatte.
La cosa però importante da tenere in considerazione è che queste tecniche vanno contestualizzate e unite ad altre tecniche. Se una persona è in grado di memorizzare una lista di 100 parole, acquisire delle informazioni da un libro diventa molto ma molto più semplice. Le tecniche di memoria a volte possono fare spettacolo ma è l’insieme delle tecniche di memoria, lettura veloce e delle metodologie di studio che fanno la vera differenza.
Per darti un’idea, qui puoi vedere Gianni, il mio primo allievo del MemoKid Camp che mettendo in pratica le tecniche di memoria e le metodologie di studio ha memorizzato le prime 30 pagine della rivista Focus in un tempo di circa 4 ore. Guarda il livello di profondità di comprensione che ha acquisito; è sorprendente anche per me vedere un ragazzino così giovane riuscire a fare quello che ha fatto.

E chiaramente queste cose non le fai con lo schedario mentale che molte volte viene utilizzato erroneamente per qualsiasi cosa si voglia studiare o memorizzare.
Questo è quello che serve davvero nella vita di tutti i giorni ed è per questo che ha senso imparare delle tecniche, purtroppo quelle che conosci hanno pochi riscontri al giorno d’oggi ma per quei tempi erano qualcosa di futuristico.

Per quanto riguarda la 2ª parte di domanda dipende dal tipo di informazioni che si vuole memorizzare ma comunque sappi che è possibile. Chiaramente non mi riferisco ad una memorizzazione “parola per parola” ma ad una comprensione ed elaborazione dei concetti ascoltati con un livello di ritenzione di oltre il 70%. Questo utilizzando delle tecniche come le mappe mentali per prendere appunti e poi ci sarà bisogno di un pochino di tempo per tornarci sopra e andare a perfezionare alcune parti.
Ad esempio l’imprenditore può uscire da un convegno avendo bene in mente tutti i concetti chiave, sono questi quelli che gli servono; non ricordare parola per parola tutto quello che è stato detto. Tuttavia per portarle a lungo termine, quelle informazioni non basta prendere appunti con le mappe mentali ma dopo bisogna tornarci sopra a distanza di tempo con ripassi ad intervalli precisi di tempo l’una dall’altro in modo da interiorizzare quelle informazioni sul lungo termine. In questo modo quei concetti diventano parte del nostro bagaglio culturale.

Per curiosità sappi che comunque ai campionati di memoria c’è una disciplina che si chiama “Spoken Numbers” dove i partecipanti memorizzano un numero dettato a voce alla velocità di una cifra al secondo:

Come ti dicevo, non è tanto nella vita di tutti i giorni che serve fare una cosa del genere ma se si riesce ad immagazzinare le informazioni che servono nella vita di tutti i giorni diventa qualcosa di estremamente più rapido. Diciamo che si hanno diverse marce in più da utilizzare.

Mi auguro di essere riuscito a risolvere le tue perplessità, e averti fatto venire voglia di trasformare la conoscenza teorica che già possiedi in pratica.
A presto e in bocca al lupo per tutti i tuoi progetti.
Un caro saluto.

Matteo