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Il PAV: la chiave del ricordo

Il P.A.V. (Paradosso, Azione, Vivido) è una tecnica che permette di associare un PARADOSSO a un determinato ELEMENTO, trasformando questo elemento in un'AZIONE. Utilizzando questo strumento, è possibile provocare un'emozione vivida nel subconscio che produce un collegamento mentale in grado di attivare la capacità di memorizzazione. Chiariamo e approfondiamo un po' di termini per capirci meglio: Per Paradosso intendiamo immagini che, per forma, dimensione e comportamento, compiono qualcosa di strano e bizzarro, completamente al di fuori dai canoni della normalità. Per Azione ci riferiamo al movimento; quindi dovremo sempre visualizzare immagini in movimento ed evitare invece quelle statiche, troppo deboli per stimolare la memoria. Per Vivido facciamo riferimento all'interazione attraverso i 5 sensi in una sorta di sinestesia controllata. Osservando con l’occhio della mente le immagini mentali, chiameremo in causa anche gli altri sensi di percezione (udito, tatto, olfatto e gusto) per poi immaginare suoni, rumori, profumi, odori e sapori a partire da una determinata immagine mentale. Grazie al P.A.V., coinvolgeremo la totalità della nostra memoria attiva, rispetto al modesto 5-10% di potenziale mnesico che normalmente utilizza chi cerca di memorizzare attraverso il metodo per ripetizione. Usare il P.A.V. e la sinestesia ci permetterà di provare emozioni in maniera personale e diretta: un metodo infallibile per memorizzare qualsiasi cosa. Se vuoi approfondire scopri il mio libro Il segreto di una memoria prodigiosa. P.A.V. Paradosso Azione Vivido Quali sono le informazioni che la nostra memoria registra spontaneamente? Sicuramente ciò che non rientra nella quotidianità, ma cose ed eventi particolari e strani. Ad esempio, una persona vestita da sciamano colpisce sicuramente di più rispetto a una folla di gente in giacca e cravatta. Approfondiamo ora il significato delle parole che compongono l'acronimo P.A.V. PARADOSSO E’ più facile ricordare una balena grande come un pesce rosso che spruzza acqua dalla schiena per combattere dei cacciatori in miniatura piuttosto che una…

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Metodo di Studio Efficiente – Matteo Risponde

Mia figlia frequenta la prima media e non ha la minima idea di un buon metodo di studio Ciao a tutti, Oggi rispondo a Caterina la quale mi scrive in una mail che sua figlia sta frequentando la prima media e purtroppo non possiede la minima idea di quale possa essere un metodo di studio efficiente.   Ekaterina ti tranquillizzo perché questa è una situazione molto comune e diffusa nel senso che a scuola gli insegnanti ci forniscono molte nozioni però il metodo di studio non viene trasferito; non esiste una materia scolastica relativa al metodo di studio e quindi ciascuno di noi è costretto a fare un po' da autodidatta basandosi su consigli di persone di fiducia come gli insegnanti i genitori che fanno del loro meglio per agevolarli ed aiutarli, però purtroppo neanche loro hanno ricevuto un'istruzione su quello che è un metodo di studio efficiente. A fronte di questa situazione, esistono invece dei metodi di studio che permettono di fare una differenza enorme ottenendo eccellenti risultati nell’apprendimento. La cosa importante è utilizzare gli strumenti giusti, perché quando si hanno a disposizione gli strumenti giusti ti viene voglia di studiare in quanto si prende coscienza del fatto di dedicare il tempo necessario all’applicazione, con la certezza di ricordare le informazioni, e di ottenere un’esposizione più brillante e questo naturalmente incrementa l’autostima. Quando una persona prende dei bei voti, divertendosi, il rapporto con la scuola diventa incredibilmente positivo e la qualità della vita dello/ studente/essa diventa veramente molto piacevole. Quindi il suggerimento è quello di iniziare ad approfondire il metodo di studio insieme a tua figlia. Puoi farlo in diversi modi; puoi iniziare a leggere dei libri cercare documenti su internet puoi vedere le proposte formative che metto a disposizione sul sito potrai trovare questo materiale formativo nel mio…

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Creare Mappe Mentali con i Software

Le mappe mentali sono uno straordinario strumento che attraverso la rappresentazione grafica del nostro pensiero stimola la memoria e l’apprendimento. Fanno leva sulla creatività, sulla manualità e i colori, per questo hanno un’essenza evocativa ed emozionale che è fondamentale per la memorizzazione delle parole e dei concetti; in più sono mappe che strutturano i contenuti in modo gerarchico e associativo, quindi, semplificano la difficoltà, perché organizzano i concetti e le parole chiave in modo chiaro e “panoramico”. Anche se le mappe mentali si possono creare a mano esistono sul mercato molti Software che possono aiutarci a sfruttare al massimo questo straordinario strumento. Software Mappe Mentali Come scegliere il Software Principali Programmi Mappe Mentali iMindMap Tony Buzan Software Mappe Mentali La motivazione che ci può spingere ad acquistare un software per realizzare le mappe mentali, piuttosto che realizzarle a mano, risiede nel fatto che qualora disegnare non sia proprio il nostro forte e soprattutto durante la realizzazione delle prime mappe, potremmo avere la netta sensazione che ciò che stiamo creando non sia affatto un’opera d’arte e questo dal punto psicologico costituisce un freno inibitore per continuare a realizzarle con quella partecipazione emotiva, che è parte fondamentale per ottenere ottimi risultati. Un altro svantaggio delle mappe realizzate a mano, ben più grave del precedente, è legato al fatto che dovendo effettuare delle modifiche successive alla realizzazione della mappa, come ad esempio spostare un ramo, distribuire lo spazio in modo più omogeneo, bilanciando meglio la propria mappa, questo significherebbe dover ricostruire la mappa in modo integrale con notevole perdita di tempo ed energie. Inoltre le mappe disegnate sul foglio possono sempre rovinarsi a causa di diversi motivi e per esempio una tazzina di caffè che dovesse accidentalmente rovesciarsi su di esse, costituirebbe un notevole danno. Per questi motivi sono stati sviluppi molti programmi…

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Perchè leggere Velocemente? – Matteo Risponde

Perchè leggere un libro al giorno velocemente e togliermi il piacere della lettura? Ciao a tutti da Matteo!!! Oggi prende avvio una nuova iniziativa finalizzata a seguire sempre di più tutte le persone che mi scrivono, in modo tale da poter offrire loro un servizio formativo sempre migliore. Siete veramente tantissimi che mi scrivete sia su Facebook che via e-mail ed ho deciso di dare risposta anche sfruttando il tempo che trascorro in automobile, durante gli spostamenti dai vari corsi e convegni a cui partecipo. In questo modo posso ottimizzare questo tempo a vostro favore e ciò mi rende molto felice, offrendomi la possibilità di restare maggiormente in contatto con voi ed in modo ancor più continuo. Tra le numerose domande, oggi rispondo a quella inerente al mio ultimo libro, “Come leggere 1 libro al giorno”. La domanda è la seguente: perché leggere in modo così veloce privandosi del piacere della lettura? Questa domanda mi consente di precisare bene i termini di applicazione della lettura veloce e di fare una netta distinzione, tra la lettura strategica e veloce e quella di piacere, che avviene a velocità moderata e spesso addirittura lenta, proprio per gustare appieno il testo oggetto della lettura. Si tratta di due situazioni completamente diverse; nel primo caso leggiamo in modo estremamente attivo con la finalità di ricercare ed impadronirsi velocemente di tutti i concetti più importanti presenti nel testo, per poterli interiorizzare e porre le basi per il loro consolidamento nella Memoria a Lungo Termine, che costituisce un passaggio di apprendimento successivo e riguarda le Tecniche di Memoria. In questo modo potremo ottimizzare l’acquisizione del testo ed avere a disposizione molto più tempo da dedicare alle attività di nostro gradimento. Naturalmente non avrebbe senso applicare questo tipo di strategie alla lettura di piacere; sarebbe come scoprire il…

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Aiuto allo Studio per Bambini Dislessici

Indice Articolo Cosa è la dislessia Sintomi della dislessia nei bambini Metodo studio bambini dislessici Cosa è la dislessia La dislessia è conosciuta anche con il termine di disturbo della lettura, e consiste in una condizione che si caratterizza per l’insorgenza di problemi relativi alla lettura, pur essendo in presenza di soggetti in possesso di una capacità intellettiva assolutamente normale. La dislessia e' uno stato minoritario, una variante normale all'interno della specie che non deve mai essere associata ad una patologia, è semplicemente una caratteristica particolare. La modalità caratterizzante la dislessia è decisamente varia, in quanto i problemi si possono manifestare con la difficoltà nella pronuncia delle parole durante il processo di lettura ad alta voce, nella velocità di lettura , nella comprensione di ciò che viene letto, nella scrittura a mano o disgrafia, che è un disturbo specifico della scrittura il quale da luogo ad una scrittura poco fluida e/o di qualità grafica ridotta, oltre al maggior grado di affaticamento del soggetto scrivente, ed infine con difficoltà di calcolo, la discalculia, disturbo specifico della abilità aritmetiche, un deficit che può riguardare sia il sistema della cognizione numerica (Intelligenza numerica basale), sia le procedure esecutive e del calcolo. La dislessia è considerata un disturbo cognitivo e non un problema intellettivo, in grado però di originare un impatto emotivo e psicologico molto pesante sui soggetti che ne sono affetti, in quanto si tratta di un fenomeno assolutamente involontario a fronte del desiderio di apprendimento e di riuscire a concretizzare positivamente la propria attività di studio. Per quanto concerne le cause della dislessia, sono coinvolti sia fattori di tipo genetico che ambientali, mentre i meccanismi determinanti dal punto di vista fisiologico sono relativi a problematiche dei processi linguistici del cervello. Si ritiene che la dislessia possa essere originata da due tipi di…

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Consiglio sulle Immagini nelle Mappe Mentali

Ciao Matteo! Le immagini nelle mappe mentali devo metterle per tutti? Quando devo imparare sequenze di parole o concetti devo usare la tecnica dei loci? Grazie per il tuo aiuto, ti allego le Mappe che ho creato con il software!       Ciao Carlotta! Complimenti davvero per esserti messa subito all'opera e aver creato tutte queste Mappe! Per quanto riguarda la domanda sulle immagini, il mio consiglio è quello di inserirne il più possibile, proprio perché, naturalmente vanno sempre inserite sui rami con le parole chiave più importanti, e se finisci a trovarne anche sugli altri rami. Per quanto concerne i Loci è esatto in tuo ragionamento: dovrai creare ogni volta un percorso specifico apposito e potrai riutilizzare i primi percorsi creati solo dopo che le informazioni legate ad essi saranno entrate nella memoria a lungo termine. A quel punto potrai riutilizzare quei percorsi, perché non ci sarà più il rischio di confondere le informazioni legate ad ogni punto del tuo percorso. Ad esempio se effettuassi i ripassi progressivi dopo un'ora, un giorno, una settimana e un mese dei 10 fiumi più lunghi d’Italia, e le informazioni fossero così entrate nella memoria a lungo termine, potresti riutilizzare il percorso che hai creato per ricordare un nuovo elenco di informazioni. Per quanto riguarda le mappe ti faccio i miei complimenti perchè sono costruite benissimo e vedrai che inserendo le immagini sarà ancora più semplice memorizzare i concetti ad esse legate. Questi sono i miei ultimi suggerimenti per renderle ancora più efficaci: Inserisci quante più immagini possibili (NB soprattutto Periodo ipotetico e verbo Sum ad esempio potresti mettere un lottatore di sumo); In diverse mappe per renderle ancora più chiare puoi creare un ramo genitore "costruzione" con due rami figli "verbo" (con ramo figlio indicativo/ congiuntivo) e "preposizioni" (da cui far…

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Mappe Concettuali

Indice Articolo Cosa sono le mappe concettuali Come realizzare una mappa concettuale Mappe concettuali per lo studio Esempi di mappe concettuali per la scuola primaria Perché preferire in alcuni casi le Mappe Mentali Cosa sono le mappe concettuali L’idea delle mappe concettuali è stata teorizzata da Joseph D. Novak negli anni sessanta e successivamente sviluppata con D. Bob Gowin (1983, 1988), come strategia innovativa per aiutare gli allievi ad imparare e a rappresentare i significati di concetti scientifici. Si basa su approcci e nozioni del costruttivismo pedagogico e cognitivo, quali l’apprendimento significativo e il ruolo della conoscenza previa (Ausubel, 1963, 1968), l’apprendimento per esperienza e lo scaffolding (Bruner, 1975, 1983), la teoria degli schemi cognitivi (Ruhmelhart, 1980), la zona di sviluppo prossimale e l’interazione sociale come base per l’apprendimento (Vygotsky, 1962, 1979). L’ideazione delle mappe concettuali, nasce dagli studi sulla memoria ed affronta il problema dell’apprendimento meccanico, mettendo in risalto che la conoscenza non è solo costituita da concetti ma anche da relazioni e quindi si rende necessario visualizzare sia i concetti che le reciproche relazioni per favorire la loro comprensione e la successiva memorizzazione. Le mappe concettuali sono strumenti per l’organizzazione delle informazioni in modo da favorire ad un livello profondo l’integrazione della conoscenza. La mappa assume il significato che viene dato da concetti, relazioni e proposizioni. Una mappa concettuale è la rappresentazione grafica di concetti espressi in forma sintetica (Parole–Concetto) all’interno di una forma geometrica (Nodo) e collegati fra loro da linee o frecce che esplicitano la relazione attraverso parole-legamento poste in verticale. La mappa si sviluppa dall'alto verso il basso, a partire da un concetto iniziale superiore dal punto di vista logico-deduttivo. La struttura delle connessioni procede dal generale al particolare. Le relazioni tra i nodi si esplicitano attraverso linee ed etichette di relazioni o indicatori (Verbi…

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Tecniche di concentrazione

Se mi stai leggendo, vuol dire che non ti sei dato per vinto e sei già a buon punto. Stai già vivendo un’inevitabile ed espressiva evoluzione solo perché qualcosa ti ha spinto a cercare le tecniche di concentrazione, alle quali ho dedicato gran parte dei miei studi. Come aumentare la concentrazione Ti è mai successo di fare in 3 ore quello che quando sei completamente concentrato e focalizzato riesci a fare in 40 minuti o forse meno? Molte volte non si ha la capacità di rimanere focalizzati e concentrati sull'obiettivo per più di qualche minuto. Riuscire a farlo è solo questione di allenamento come in tutte le cose. Personalmente amo questo aspetto ed è una delle motivazioni che più mi spinge a fare le gare che faccio (sono gare estreme di resistenza come ultramaratone, ironman, ironbike e altre simili) dove il corpo è sotto uno sforzo costante per oltre 12 ore almeno. Quello che mi piace è che, senza una buona capacità di concentrazione sull'obiettivo, penso sia praticamente impossibile portarne a termine soltanto una. E' necessaria una gestione del pensiero e dell'emotività davvero straordinaria. Sarebbe sensazionale trasportare quel tipo di pensiero alla quotidianità. Ci si rende conto di quante cose non facciamo semplicemente perchè non siamo abituati ad usare la nostra mente come in quelle situazioni di estrema necessità. Si tratta di momenti in cui anche un solo il pensiero di un secondo, il classico "mi fermo un attimo", facilmente porta al ritiro. Nell'apprendimento succede la stessa cosa. Se abbiamo l' chiaramente impieghiamo meno tempo e otteniamo risultati migliori, evitiamo di disperdere energie. Nell'apprendimento succede la stessa cosa. Se abbiamo l'abilità di rimanere concentrati su quello che stiamo facendo chiaramente impieghiamo meno tempo e otteniamo risultati migliori, evitiamo di disperdere energie. Uno dei metodi per allenare…

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