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Mappe Concettuali e Mappe Mentali – Matteo Risponde

Ciao a tutti, oggi rispondo ad Adriana, che mi chiede perché usare le Mappe Mentali considerando che a scuola insegnano le Mappe Concettuali?   La scuola in effetti propone le Mappe Concettuali la cui idea è stata teorizzata da Joseph D. Novak negli anni sessanta del secolo scorso. Lo scopo perseguito dalle Mappe Concettuali è quello di rappresentare il significato dei concetti mettendo in risalto le relazioni gerarchiche tra di essi. Per questi motivi le mappe concettuali costituiscono degli ottimi strumenti per favorire l’organizzazione dei concetti e la loro comprensione. La Mappa Concettuale si presenta come un insieme di parole chiave collegate tra loro da linee. Questa struttura però non è adatta alle esigenze di memorizzazione, in quanto questo tipo di rappresentazione presenta sempre un aspetto molto simile; in pratica le Mappe non assumono una forma adatta alla rappresentazione intrinseca del testo, ma sono strutture standardizzate e per questo non adatte a favorire una buona memorizzazione. Per questo scopo occorre infatti chiamare in causa anche l’emisfero destro del nostro cervello, quello che presiede alle attività collegate alla fantasia, alla creatività; in sintesi a tutti quelle capacità mentali che normalmente durante lo studio rimangono silenti. Questo è il vero problema delle Mappe Concettuali: stimolare solo l’emisfero sinistro e di conseguenza non attivare la memoria, che richiede un coinvolgimento emotivo e la creazione di strutture grafiche in grado di adattarsi alla tipologia dei concetti ed alle loro relazioni, che deve essere personalizzata dall’autore. Tutti questi obiettivi sono perfettamente realizzabili creando le Mappe Mentali, che costituiscono l’equivalente del dipinto di un pittore, in grado di adattarsi perfettamente al proprio stile di apprendimento. Le Mappe Mentali, ideate negli anni settanta del secolo scorso, dallo psicologo ed esperto di memoria inglese Tony Buzan, ottimizzano la capacità di comprensione e di sintesi logico-deduttiva (Collegata all’attività dell’emisfero…

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MemoKid Camp ad Agosto? Ora è possibile!

Visto le molte richieste da parte vostra per inserire nuove date nel mese di Agosto per il MemoCamp abbiamo aperto altre posizioni per la settimana 27 agosto – 02 settembre. Corso tenuto da CRISTINA MONCALVO sotto la mia supervisione Ovviamente io sarò impegnato nella formazione dei ragazzi della settimana gia completata da diversi mesi, e per questo motivo, per i bambini e ragazzi della nuova settimana in parallelo, sarà presente una figura professionale formata da me durate tutti i MemoCamp 2016 e gli 8 Camp estivi 2017 precedenti alla data del 27 agosto - 02 settembre.   Cristina Moncalvo nata a Torino nel 1986, ha iniziato a lavorare come tutor dell’apprendimento nel 2011, professione che le permette di lavorare con e per i ragazzi e di esprimere a pieno la sua creatività nell’ambito della ricerca di nuove strategie e metodi d’apprendimento. A seguito della prima laurea conseguita presso la Facoltà di Scienze della Formazione, nel 2013 si è specializzata in D.S.A. con master sui Disturbi dell’Apprendimento con la tesi “La discalculia: la matematica sarà il mio mestiere”. In seguito al suo desiderio di aiutare i bambini a imparare ad apprendere in modo performante, ha seguito un percorso di formazione mirata alla docenza rivolta a gruppi di bambini e adolescenti presso la scuola MindPerformance di Matteo Salvo. Dopo una lunga esperienza teorica e pratica in affiancamento ai Corsi di Matteo Salvo, è ora docente completamente indipendente del MemoKid Camp. SCARICA IL PROFILO DI CRISTINA MONCALVO “Il dono più bello per i ragazzi? Tempo per divertirsi e dedicarsi a ciò che amano. Grazie ai MemoCamp i ragazzi avranno più tempo, più libertà di esplorare e fare esperienze, vivere le loro passioni, perché acquisiranno un sistematico metodo di studio e sorprendenti tecniche di memoria che in modo sinergico favoriranno le migliori condizioni per studiare divertendosi,…

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Studiare è un gioco da ragazzi – Matteo Risponde

Oggi rispondo alla mail di una persona che mi chiede: ho acquistato il libro “Studiare è un gioco da ragazzi”, va bene per lo studio universitario? La risposta è ni, nel senso che va bene per quanto riguarda il metodo descritto, ma il concetto di fondo è quello di contestualizzarlo e traslarlo ai tuoi esempi e per questo motivo devi fare un passo in più, un sforzo extra, perché gli esempi riportati sul mio libro, sono relativi alle materie di studio delle scuole medie. Per questo motivo dovrai evitare di avere un comportamento impulsivo, pensando che sia facile studiare quelle materie rispetto ai testi universitari, al cui interno sono presenti meno immagini e le pagine sono tutte uguali una all’altra, dal punto di vista grafico. Quindi la tua bravura consisterà nel prendere il metodo e contestualizzarlo ad un livello di testo più difficile ed impegnativo, in quanto alcuni ausili didattici non sono presenti, come ad esempio le parole chiave a fianco dei capoversi, le domande prova a rispondere, oppure la sintesi realizzata con la mappa concettuale alla fine dei capitoli. Tutte queste cose le dovrai realizzare tu personalmente, ma l’approccio è esattamente il medesimo. Cambieranno solo gli esempi, come appunto ti dicevo, però ti informo che c’è qualcosa che sta bollendo in pentola, proprio per gli studenti universitari, con esempi relativi a testi di questo livello. Ti ringrazio per la domanda, ti faccio un grande in bocca al lupo e ti auguro tutto il meglio. A presto, ciao!

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Difficoltà a Memorizzare i Numeri – Matteo Risponde

Ciao a tutti, oggi  rispondo a Mara che ha comperato il libro “Studiare è un gioco da ragazzi” e mi dice che sua figlia è in prima superiore e che secondo lei il metodo per memorizzare i numeri riportato sul libro sembra molto difficile se non impossibile. Mi rendo conto che la parte sulla memorizzazione dei numeri è particolarmente impegnativa, in quanto stiamo parlando di suoni; ad esempio al numero "1" attribuiamo un suono che è T-D e questa tecnica è difficile da trasferire attraverso un libro, che non emette suoni. La situazione è molto simile al caso in cui desiderassimo imparare a suonare uno strumento guardando solo le note scritte sul pentagramma ed immaginando il suono di ogni singola nota. Quindi per aiutarti Mara, la cosa che ti invito a fare è quella rivedere il mio video sulla  “Conversione Fonetica”, dove potrai vedere un video in cui vengono presentati questi suoni; il video è diviso in due parti, prima e seconda parte e dopo averlo guardato ti sembrerà tutto molto più semplice. Chiaramente come ogni nuovo apprendimento, la fase iniziale richiederà tempo ed allenamento. Negli Stati Uniti si usa dire, quando una persona vuole acquisire una nuova competenza, ricordati la curva J. All’inizio questa lettera presenta una flessione verso il basso per poi risalire. Quindi immagina, se ad esempio volessi imparare ad utilizzare il cambio dell’automobile con le leve sotto il volante, avendo sempre usato il cambio normale, quello che succede è che anche se le leve sotto il voltante permettono di risparmiare tempo perché non ci sono movimenti, durante la fase iniziale del nuovo apprendimento, usare il cambio classico, sarà molto più veloce, in quanto si tratta di un’abitudine consolidata e la resistenza al cambiamento è un fattore che all’inizio rallenta molto l’apprendimento. Occorre quindi essere consapevoli che…

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Il PAV: la chiave del ricordo

Il P.A.V. (Paradosso, Azione, Vivido) è una tecnica che permette di associare un PARADOSSO a un determinato ELEMENTO, trasformando questo elemento in un'AZIONE. Utilizzando questo strumento, è possibile provocare un'emozione vivida nel subconscio che produce un collegamento mentale in grado di attivare la capacità di memorizzazione. Chiariamo e approfondiamo un po' di termini per capirci meglio: Per Paradosso intendiamo immagini che, per forma, dimensione e comportamento, compiono qualcosa di strano e bizzarro, completamente al di fuori dai canoni della normalità. Per Azione ci riferiamo al movimento; quindi dovremo sempre visualizzare immagini in movimento ed evitare invece quelle statiche, troppo deboli per stimolare la memoria. Per Vivido facciamo riferimento all'interazione attraverso i 5 sensi in una sorta di sinestesia controllata. Osservando con l’occhio della mente le immagini mentali, chiameremo in causa anche gli altri sensi di percezione (udito, tatto, olfatto e gusto) per poi immaginare suoni, rumori, profumi, odori e sapori a partire da una determinata immagine mentale. Grazie al P.A.V., coinvolgeremo la totalità della nostra memoria attiva, rispetto al modesto 5-10% di potenziale mnesico che normalmente utilizza chi cerca di memorizzare attraverso il metodo per ripetizione. Usare il P.A.V. e la sinestesia ci permetterà di provare emozioni in maniera personale e diretta: un metodo infallibile per memorizzare qualsiasi cosa. Se vuoi approfondire scopri il mio libro Il segreto di una memoria prodigiosa. P.A.V. Paradosso Azione Vivido Quali sono le informazioni che la nostra memoria registra spontaneamente? Sicuramente ciò che non rientra nella quotidianità, ma cose ed eventi particolari e strani. Ad esempio, una persona vestita da sciamano colpisce sicuramente di più rispetto a una folla di gente in giacca e cravatta. Approfondiamo ora il significato delle parole che compongono l'acronimo P.A.V. PARADOSSO E’ più facile ricordare una balena grande come un pesce rosso che spruzza acqua dalla schiena per combattere dei cacciatori in miniatura piuttosto che una…

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Metodo di Studio Efficiente – Matteo Risponde

Mia figlia frequenta la prima media e non ha la minima idea di un buon metodo di studio Ciao a tutti, Oggi rispondo a Caterina la quale mi scrive in una mail che sua figlia sta frequentando la prima media e purtroppo non possiede la minima idea di quale possa essere un metodo di studio efficiente.   Ekaterina ti tranquillizzo perché questa è una situazione molto comune e diffusa nel senso che a scuola gli insegnanti ci forniscono molte nozioni però il metodo di studio non viene trasferito; non esiste una materia scolastica relativa al metodo di studio e quindi ciascuno di noi è costretto a fare un po' da autodidatta basandosi su consigli di persone di fiducia come gli insegnanti i genitori che fanno del loro meglio per agevolarli ed aiutarli, però purtroppo neanche loro hanno ricevuto un'istruzione su quello che è un metodo di studio efficiente. A fronte di questa situazione, esistono invece dei metodi di studio che permettono di fare una differenza enorme ottenendo eccellenti risultati nell’apprendimento. La cosa importante è utilizzare gli strumenti giusti, perché quando si hanno a disposizione gli strumenti giusti ti viene voglia di studiare in quanto si prende coscienza del fatto di dedicare il tempo necessario all’applicazione, con la certezza di ricordare le informazioni, e di ottenere un’esposizione più brillante e questo naturalmente incrementa l’autostima. Quando una persona prende dei bei voti, divertendosi, il rapporto con la scuola diventa incredibilmente positivo e la qualità della vita dello/ studente/essa diventa veramente molto piacevole. Quindi il suggerimento è quello di iniziare ad approfondire il metodo di studio insieme a tua figlia. Puoi farlo in diversi modi; puoi iniziare a leggere dei libri cercare documenti su internet puoi vedere le proposte formative che metto a disposizione sul sito potrai trovare questo materiale formativo nel mio…

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Creare Mappe Mentali con i Software

Le mappe mentali sono uno straordinario strumento che attraverso la rappresentazione grafica del nostro pensiero stimola la memoria e l’apprendimento. Fanno leva sulla creatività, sulla manualità e i colori, per questo hanno un’essenza evocativa ed emozionale che è fondamentale per la memorizzazione delle parole e dei concetti; in più sono mappe che strutturano i contenuti in modo gerarchico e associativo, quindi, semplificano la difficoltà, perché organizzano i concetti e le parole chiave in modo chiaro e “panoramico”. Anche se le mappe mentali si possono creare a mano esistono sul mercato molti Software che possono aiutarci a sfruttare al massimo questo straordinario strumento. Software Mappe Mentali Come scegliere il Software Principali Programmi Mappe Mentali iMindMap Tony Buzan Software Mappe Mentali La motivazione che ci può spingere ad acquistare un software per realizzare le mappe mentali, piuttosto che realizzarle a mano, risiede nel fatto che qualora disegnare non sia proprio il nostro forte e soprattutto durante la realizzazione delle prime mappe, potremmo avere la netta sensazione che ciò che stiamo creando non sia affatto un’opera d’arte e questo dal punto psicologico costituisce un freno inibitore per continuare a realizzarle con quella partecipazione emotiva, che è parte fondamentale per ottenere ottimi risultati. Un altro svantaggio delle mappe realizzate a mano, ben più grave del precedente, è legato al fatto che dovendo effettuare delle modifiche successive alla realizzazione della mappa, come ad esempio spostare un ramo, distribuire lo spazio in modo più omogeneo, bilanciando meglio la propria mappa, questo significherebbe dover ricostruire la mappa in modo integrale con notevole perdita di tempo ed energie. Inoltre le mappe disegnate sul foglio possono sempre rovinarsi a causa di diversi motivi e per esempio una tazzina di caffè che dovesse accidentalmente rovesciarsi su di esse, costituirebbe un notevole danno. Per questi motivi sono stati sviluppi molti programmi…

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Perchè leggere Velocemente? – Matteo Risponde

Perchè leggere un libro al giorno velocemente e togliermi il piacere della lettura? Ciao a tutti da Matteo!!! Oggi prende avvio una nuova iniziativa finalizzata a seguire sempre di più tutte le persone che mi scrivono, in modo tale da poter offrire loro un servizio formativo sempre migliore. Siete veramente tantissimi che mi scrivete sia su Facebook che via e-mail ed ho deciso di dare risposta anche sfruttando il tempo che trascorro in automobile, durante gli spostamenti dai vari corsi e convegni a cui partecipo. In questo modo posso ottimizzare questo tempo a vostro favore e ciò mi rende molto felice, offrendomi la possibilità di restare maggiormente in contatto con voi ed in modo ancor più continuo. Tra le numerose domande, oggi rispondo a quella inerente al mio ultimo libro, “Come leggere 1 libro al giorno”. La domanda è la seguente: perché leggere in modo così veloce privandosi del piacere della lettura? Questa domanda mi consente di precisare bene i termini di applicazione della lettura veloce e di fare una netta distinzione, tra la lettura strategica e veloce e quella di piacere, che avviene a velocità moderata e spesso addirittura lenta, proprio per gustare appieno il testo oggetto della lettura. Si tratta di due situazioni completamente diverse; nel primo caso leggiamo in modo estremamente attivo con la finalità di ricercare ed impadronirsi velocemente di tutti i concetti più importanti presenti nel testo, per poterli interiorizzare e porre le basi per il loro consolidamento nella Memoria a Lungo Termine, che costituisce un passaggio di apprendimento successivo e riguarda le Tecniche di Memoria. In questo modo potremo ottimizzare l’acquisizione del testo ed avere a disposizione molto più tempo da dedicare alle attività di nostro gradimento. Naturalmente non avrebbe senso applicare questo tipo di strategie alla lettura di piacere; sarebbe come scoprire il…

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