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Non hai voglia di Studiare? Non è colpa tua ma del Metodo ! – Matteo Risponde

Oggi rispondo a Cristiana che mi dice: ma se oltre al metodo, il problema del ragazzo è la scarsa motivazione e la poca voglia di studiare, come possiamo risolvere il problema? Si tratta certamente di una domanda molto particolare e complessa, perché dipende dall’interazione di diversi elementi. Il principale di essi è rappresentato dal metodo di studio, che condiziona la situazione in modo determinante. Un buon metodo di studio è in grado di coinvolgerci a 360°, trasformando l’apprendimento in un’attività stimolante e gratificante, al punto tale che smettere diventa pressoché impossibile!!! Esattamente il contrario, si verifica in mancanza di un corretto metodo di studio, situazione purtroppo ben più frequente, che porta con sé sensazioni di repulsione e fuga dallo studio, in quanto non risulta associata ad esso nessuna emozione positiva. La nostra Vita è legata indissolubilmente alle emozioni; queste giocano un ruolo essenziale, indirizzandoci verso gli obiettivi e fornendoci il carburante propulsivo per raggiungerli. Quando le emozioni diventano negative, l’effetto è esattamente corrispondente a quello che accade quando in un’automobile finisce la benzina!!! Con essa termina anche il viaggio...Nel nostro caso, la benzina che stiamo cercando si chiama “metodo di studio”, ed è costituito dall’insieme degli strumenti tecnici, che garantiscono il perfetto funzionamento della mente, secondo il modello con cui è stata ideata. La Mnemotecnica e le Mappe Mentali, sono alcune delle principali strategie che vanno a costituire un “metodo di studio”, in grado di fare la differenza. L’acquisizione degli strumenti tecnici, si accompagna alla necessità di personalizzare la dinamica operativa, per raggiungere quel feeling, che ci consentirà di trasformare lo studio e l’apprendimento, in una meravigliosa esperienza. Studiare con metodo, significa, ottimizzare tempi e risultati, ma anche vivere molto meglio il tempo che dedichiamo all’apprendimento. Abbiamo bisogno degli strumenti giusti per compiere il miglior lavoro possibile; non possiamo smontare…

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1° Libro da leggere per una Memoria Prodigiosa: Matteo Risponde Ora

Oggi rispondo a Giuseppe che mi scrive dicendo che ha seguito il mio servizio al programma televisivo “Le Iene”. Giuseppe pur leggendo non riesce a ricordare il contenuto della sua lettura, e per questo motivo, mi chiede quale, tra i miei libri, può risultare il più adatto per cominciare a imparare le tecniche di apprendimento. Caro Giuseppe la risposta dipende dal tuo obiettivo nel senso che ogni libro persegue scopi e finalità diverse tra di loro. Per aiutarti, faccio una panoramica dei contenuti salienti dei miei libri, in modo tale da poterti offrire gli opportuni elementi di valutazione. In ordine cronologico di pubblicazione, il mio primo libro è stato“Il Segreto di una Memoria Prodigiosa”, dedicato in buona parte alla “Mnemotecnica”, a cui segue una trattazione sulle “Tecniche di Studio” e le “Mappe Mentali”. Si tratta senza dubbio del testo più completo sulla “Mnemotecnica”, in cui presento numerosi esempi applicativi, che toccano molte aree del sapere, che quasi sempre non vengono affrontate nei testi di questo genere, come ad esempio la memorizzazione delle formule matematiche, chimiche e come ottimizzare l’apprendimento della lingua inglese. Ho così dimostrato, come la “Mnemotecnica”, che vanta una tradizione di oltre 2.500 anni, ed oggetto di continuo miglioramento, costituisca una preziosa e insostituibile alleata per ottimizzare l’apprendimento e la memorizzazione. Naturalmente in questo libro, ho condensato la mia esperienza di studio universitario, nell’ambito della quale ho sempre fatto ricorso alla “Mnemotecnica”, in grado di adattarsi perfettamente a tutte le esigenze di apprendimento. Imparare a “pensare per immagini”, trasformare cioè i concetti in “immagini mentali”, associarli tra di loro in modo P.A.V. (Paradosso, Azione,Vivido), ed utilizzare la tecnica ciceroniana dei “Loci”, mi è stato di grandissimo aiuto per fare la differenza durante il periodo di studi all’Università. Ulteriori conferme sull’immenso valore della “Mnemotecnica”, le ho avuto in seguito…

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Si può imparare l’inglese velocemente? – Matteo Risponde

Sei tra quelli che hanno sempre desiderato imparare l’inglese con i metodi tradizionali e non sono mai riusciti a parlarlo veramente? Il problema non sei tu ma il metodo che non ti hanno mai insegnato. Se vuoi davvero impararlo ti consiglio il mio libro "Impara l’inglese in un mese".  Non credi che sia possibile? Allora ti consiglio di ascoltare il Matteo Risponde di oggi Oggi rispondo a Rossella che in merito al libro “Impara l'inglese in un mese”. Afferma che è impossibile imparare l'inglese in un mese; tutt'al più ciò che può essere possibile fare è imparare solo un po' di grammatica. Ciò di cui sto parlando, prevede un approccio completamente diverso all’apprendimento. Anche il corso di inglese e più avanzato del mondo, si basa in modo esclusivo sul meccanismo della ripetizione, purtroppo di limitata efficacia, in quanto non consente di fissare nella propria memoria a lungo termine i vocaboli di lingua straniera, ed in misura ancor minore le regole grammaticali. In pratica, attraverso il metodo della ripetizione, si ripete ad oltranza, sino ad ottenere una certa sensazione di padronanza, del tutto aleatoria ed irrisoria, in quanto le informazioni sono recepite a livello di memoria a breve termine, che nel giro di poche ore cancellerà i contenuti. Infatti sappiamo bene, come con tale approccio sia necessario ripassare con elevatissima frequenza, proprio per limitare il naturale ed inevitabile decadimento delle nuove informazioni. Per questo imparare la lingua inglese con le tecniche tradizionali porta a risultati molto modesti, a fronte dello studio scolastico e degli innumerevoli corsi privati proposti dal vivo o sviluppati su supporto cartaceo e/o digitale (Libri, Dispense, DVD, Corsi online ecc…). Questi sono i dati di fatto, da cui ha preso origine il mio lavoro. In pratica moltissime persone si sono rivolte a me, segnalandomi i loro problemi di…

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Le Nuove Metodologie di Studio e le Mappe Mentali sono di Grande aiuto Bambini con Dislessia

Cerchi un modo per aiutare nello studio i bambini con Dislessia? Con grande piacere personale e professionale ti posso dire che sei nel posto Giusto   Se sei interessato/a puoi Rivedere gratuitamente la registrazione del mio Webinar "Come le Mappe Mentali possono aiutare i Bambini con DSA" Ora vedremo i miei interventi in occasione dei Convegni Nazionale sulla Dislessia, progetto patrocinato dalla Regione Lombardia e dalla FIDA (Federazione Italiana Dislessia Apprendimento)  in collaborazione con l'Associazione il Laribinto Onlus. Indice Pagina Intervento 7° Convegno Nazionale sulla Dislessia Tecniche di memorizzazione per dislessici Come Insegnare ai bambini dislessici Insegnare le tabelline ai bambini dislessici Dislessia e Mappe Mentali Libri sulle Tecniche di Memorizzazione per Bambini Intervento 7° Convegno Nazionale sulla Dislessia Tecniche di Memorizzazione per Dislessici Ad oggi  molti studenti con problemi di dislessia vivono lo studio come un vero e proprio ostacolo. Una delle ragioni, anche per chi soffre in prima persona di dislessia, sta proprio nella mancanza nel metodo di studio su misura. La dislessia è un fenomeno che può essere arginato e finanche superato (quando le condizioni lo permettono) utilizzando gli strumenti giusti: dalle mappe mentali alle tecniche di memorizzazione. Uno dei punti più importanti da cui partire è infatti insegnare ai dislessici a ragionare in termini visivi e creativi, uscendo dai classici schemi lineari. Questo consente di spostare l'attenzione dal dettaglio al quadro generale, un aspetto importante per chi soffre di DSA. Grazie a questo approccio si gettano infatti le basi per poter cominciare un percorso grazie al quale l'apprendimento diventi "sostenibile", fattibile. Lo dimostrano le vite e i risultati dei dislessici più famosi: da Albert Einstein a Jack Nicholson, solo per citarne alcuni. Le tecniche che possono aiutare gli studenti ci sono e funzionano, ma purtroppo sono sconosciute ai più. “L’assurdo è che i metodi di apprendimento mancano proprio nell'ambiente scolastico, il posto che ne avrebbe più bisogno. Non…

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MemoKid Camp ad Agosto? Ora è possibile!

Visto le molte richieste da parte vostra per inserire nuove date nel mese di Agosto per il MemoCamp abbiamo aperto altre posizioni per la settimana 27 agosto – 02 settembre. Corso tenuto da CRISTINA MONCALVO sotto la mia supervisione Ovviamente io sarò impegnato nella formazione dei ragazzi della settimana gia completata da diversi mesi, e per questo motivo, per i bambini e ragazzi della nuova settimana in parallelo, sarà presente una figura professionale formata da me durate tutti i MemoCamp 2016 e gli 8 Camp estivi 2017 precedenti alla data del 27 agosto - 02 settembre.   Cristina Moncalvo nata a Torino nel 1986, ha iniziato a lavorare come tutor dell’apprendimento nel 2011, professione che le permette di lavorare con e per i ragazzi e di esprimere a pieno la sua creatività nell’ambito della ricerca di nuove strategie e metodi d’apprendimento. A seguito della prima laurea conseguita presso la Facoltà di Scienze della Formazione, nel 2013 si è specializzata in D.S.A. con master sui Disturbi dell’Apprendimento con la tesi “La discalculia: la matematica sarà il mio mestiere”. In seguito al suo desiderio di aiutare i bambini a imparare ad apprendere in modo performante, ha seguito un percorso di formazione mirata alla docenza rivolta a gruppi di bambini e adolescenti presso la scuola MindPerformance di Matteo Salvo. Dopo una lunga esperienza teorica e pratica in affiancamento ai Corsi di Matteo Salvo, è ora docente completamente indipendente del MemoKid Camp. SCARICA IL PROFILO DI CRISTINA MONCALVO “Il dono più bello per i ragazzi? Tempo per divertirsi e dedicarsi a ciò che amano. Grazie ai MemoCamp i ragazzi avranno più tempo, più libertà di esplorare e fare esperienze, vivere le loro passioni, perché acquisiranno un sistematico metodo di studio e sorprendenti tecniche di memoria che in modo sinergico favoriranno le migliori condizioni per studiare divertendosi,…

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Studiare è un gioco da ragazzi – Matteo Risponde

Oggi rispondo alla mail di una persona che mi chiede: ho acquistato il libro “Studiare è un gioco da ragazzi”, va bene per lo studio universitario? La risposta è ni, nel senso che va bene per quanto riguarda il metodo descritto, ma il concetto di fondo è quello di contestualizzarlo e traslarlo ai tuoi esempi e per questo motivo devi fare un passo in più, un sforzo extra, perché gli esempi riportati sul mio libro, sono relativi alle materie di studio delle scuole medie. Per questo motivo dovrai evitare di avere un comportamento impulsivo, pensando che sia facile studiare quelle materie rispetto ai testi universitari, al cui interno sono presenti meno immagini e le pagine sono tutte uguali una all’altra, dal punto di vista grafico. Quindi la tua bravura consisterà nel prendere il metodo e contestualizzarlo ad un livello di testo più difficile ed impegnativo, in quanto alcuni ausili didattici non sono presenti, come ad esempio le parole chiave a fianco dei capoversi, le domande prova a rispondere, oppure la sintesi realizzata con la mappa concettuale alla fine dei capitoli. Tutte queste cose le dovrai realizzare tu personalmente, ma l’approccio è esattamente il medesimo. Cambieranno solo gli esempi, come appunto ti dicevo, però ti informo che c’è qualcosa che sta bollendo in pentola, proprio per gli studenti universitari, con esempi relativi a testi di questo livello. Ti ringrazio per la domanda, ti faccio un grande in bocca al lupo e ti auguro tutto il meglio. A presto, ciao!

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Difficoltà a Memorizzare i Numeri – Matteo Risponde

Ciao a tutti, oggi  rispondo a Mara che ha comperato il libro “Studiare è un gioco da ragazzi” e mi dice che sua figlia è in prima superiore e che secondo lei il metodo per memorizzare i numeri riportato sul libro sembra molto difficile se non impossibile. Mi rendo conto che la parte sulla memorizzazione dei numeri è particolarmente impegnativa, in quanto stiamo parlando di suoni; ad esempio al numero "1" attribuiamo un suono che è T-D e questa tecnica è difficile da trasferire attraverso un libro, che non emette suoni. La situazione è molto simile al caso in cui desiderassimo imparare a suonare uno strumento guardando solo le note scritte sul pentagramma ed immaginando il suono di ogni singola nota. Quindi per aiutarti Mara, la cosa che ti invito a fare è quella rivedere il mio video sulla  “Conversione Fonetica”, dove potrai vedere un video in cui vengono presentati questi suoni; il video è diviso in due parti, prima e seconda parte e dopo averlo guardato ti sembrerà tutto molto più semplice. Chiaramente come ogni nuovo apprendimento, la fase iniziale richiederà tempo ed allenamento. Negli Stati Uniti si usa dire, quando una persona vuole acquisire una nuova competenza, ricordati la curva J. All’inizio questa lettera presenta una flessione verso il basso per poi risalire. Quindi immagina, se ad esempio volessi imparare ad utilizzare il cambio dell’automobile con le leve sotto il volante, avendo sempre usato il cambio normale, quello che succede è che anche se le leve sotto il voltante permettono di risparmiare tempo perché non ci sono movimenti, durante la fase iniziale del nuovo apprendimento, usare il cambio classico, sarà molto più veloce, in quanto si tratta di un’abitudine consolidata e la resistenza al cambiamento è un fattore che all’inizio rallenta molto l’apprendimento. Occorre quindi essere consapevoli che…

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Il PAV: la chiave del ricordo

Il P.A.V. (Paradosso, Azione, Vivido) è una tecnica che permette di associare un PARADOSSO a un determinato ELEMENTO, trasformando questo elemento in un'AZIONE. Utilizzando questo strumento, è possibile provocare un'emozione vivida nel subconscio che produce un collegamento mentale in grado di attivare la capacità di memorizzazione. Chiariamo e approfondiamo un po' di termini per capirci meglio: Per Paradosso intendiamo immagini che, per forma, dimensione e comportamento, compiono qualcosa di strano e bizzarro, completamente al di fuori dai canoni della normalità. Per Azione ci riferiamo al movimento; quindi dovremo sempre visualizzare immagini in movimento ed evitare invece quelle statiche, troppo deboli per stimolare la memoria. Per Vivido facciamo riferimento all'interazione attraverso i 5 sensi in una sorta di sinestesia controllata. Osservando con l’occhio della mente le immagini mentali, chiameremo in causa anche gli altri sensi di percezione (udito, tatto, olfatto e gusto) per poi immaginare suoni, rumori, profumi, odori e sapori a partire da una determinata immagine mentale. Grazie al P.A.V., coinvolgeremo la totalità della nostra memoria attiva, rispetto al modesto 5-10% di potenziale mnesico che normalmente utilizza chi cerca di memorizzare attraverso il metodo per ripetizione. Usare il P.A.V. e la sinestesia ci permetterà di provare emozioni in maniera personale e diretta: un metodo infallibile per memorizzare qualsiasi cosa. Se vuoi approfondire scopri il mio libro Il segreto di una memoria prodigiosa. P.A.V. Paradosso Azione Vivido Quali sono le informazioni che la nostra memoria registra spontaneamente? Sicuramente ciò che non rientra nella quotidianità, ma cose ed eventi particolari e strani. Ad esempio, una persona vestita da sciamano colpisce sicuramente di più rispetto a una folla di gente in giacca e cravatta. Approfondiamo ora il significato delle parole che compongono l'acronimo P.A.V. PARADOSSO E’ più facile ricordare una balena grande come un pesce rosso che spruzza acqua dalla schiena per combattere dei cacciatori in miniatura piuttosto che una…

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Metodo di Studio Efficiente – Matteo Risponde

Mia figlia frequenta la prima media e non ha la minima idea di un buon metodo di studio Ciao a tutti, Oggi rispondo a Caterina la quale mi scrive in una mail che sua figlia sta frequentando la prima media e purtroppo non possiede la minima idea di quale possa essere un metodo di studio efficiente.   Ekaterina ti tranquillizzo perché questa è una situazione molto comune e diffusa nel senso che a scuola gli insegnanti ci forniscono molte nozioni però il metodo di studio non viene trasferito; non esiste una materia scolastica relativa al metodo di studio e quindi ciascuno di noi è costretto a fare un po' da autodidatta basandosi su consigli di persone di fiducia come gli insegnanti i genitori che fanno del loro meglio per agevolarli ed aiutarli, però purtroppo neanche loro hanno ricevuto un'istruzione su quello che è un metodo di studio efficiente. A fronte di questa situazione, esistono invece dei metodi di studio che permettono di fare una differenza enorme ottenendo eccellenti risultati nell’apprendimento. La cosa importante è utilizzare gli strumenti giusti, perché quando si hanno a disposizione gli strumenti giusti ti viene voglia di studiare in quanto si prende coscienza del fatto di dedicare il tempo necessario all’applicazione, con la certezza di ricordare le informazioni, e di ottenere un’esposizione più brillante e questo naturalmente incrementa l’autostima. Quando una persona prende dei bei voti, divertendosi, il rapporto con la scuola diventa incredibilmente positivo e la qualità della vita dello/ studente/essa diventa veramente molto piacevole. Quindi il suggerimento è quello di iniziare ad approfondire il metodo di studio insieme a tua figlia. Puoi farlo in diversi modi; puoi iniziare a leggere dei libri cercare documenti su internet puoi vedere le proposte formative che metto a disposizione sul sito potrai trovare questo materiale formativo nel mio…

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Creare Mappe Mentali con i Software

Le mappe mentali sono uno straordinario strumento che attraverso la rappresentazione grafica del nostro pensiero stimola la memoria e l’apprendimento. Fanno leva sulla creatività, sulla manualità e i colori, per questo hanno un’essenza evocativa ed emozionale che è fondamentale per la memorizzazione delle parole e dei concetti; in più sono mappe che strutturano i contenuti in modo gerarchico e associativo, quindi, semplificano la difficoltà, perché organizzano i concetti e le parole chiave in modo chiaro e “panoramico”. Anche se le mappe mentali si possono creare a mano esistono sul mercato molti Software che possono aiutarci a sfruttare al massimo questo straordinario strumento. Software Mappe Mentali Come scegliere il Software Principali Programmi Mappe Mentali iMindMap Tony Buzan Software Mappe Mentali La motivazione che ci può spingere ad acquistare un software per realizzare le mappe mentali, piuttosto che realizzarle a mano, risiede nel fatto che qualora disegnare non sia proprio il nostro forte e soprattutto durante la realizzazione delle prime mappe, potremmo avere la netta sensazione che ciò che stiamo creando non sia affatto un’opera d’arte e questo dal punto psicologico costituisce un freno inibitore per continuare a realizzarle con quella partecipazione emotiva, che è parte fondamentale per ottenere ottimi risultati. Un altro svantaggio delle mappe realizzate a mano, ben più grave del precedente, è legato al fatto che dovendo effettuare delle modifiche successive alla realizzazione della mappa, come ad esempio spostare un ramo, distribuire lo spazio in modo più omogeneo, bilanciando meglio la propria mappa, questo significherebbe dover ricostruire la mappa in modo integrale con notevole perdita di tempo ed energie. Inoltre le mappe disegnate sul foglio possono sempre rovinarsi a causa di diversi motivi e per esempio una tazzina di caffè che dovesse accidentalmente rovesciarsi su di esse, costituirebbe un notevole danno. Per questi motivi sono stati sviluppi molti programmi…

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Perchè leggere Velocemente? – Matteo Risponde

Perchè leggere un libro al giorno velocemente e togliermi il piacere della lettura? Ciao a tutti da Matteo!!! Oggi prende avvio una nuova iniziativa finalizzata a seguire sempre di più tutte le persone che mi scrivono, in modo tale da poter offrire loro un servizio formativo sempre migliore. Siete veramente tantissimi che mi scrivete sia su Facebook che via e-mail ed ho deciso di dare risposta anche sfruttando il tempo che trascorro in automobile, durante gli spostamenti dai vari corsi e convegni a cui partecipo. In questo modo posso ottimizzare questo tempo a vostro favore e ciò mi rende molto felice, offrendomi la possibilità di restare maggiormente in contatto con voi ed in modo ancor più continuo. Tra le numerose domande, oggi rispondo a quella inerente al mio ultimo libro, “Come leggere 1 libro al giorno”. La domanda è la seguente: perché leggere in modo così veloce privandosi del piacere della lettura? Questa domanda mi consente di precisare bene i termini di applicazione della lettura veloce e di fare una netta distinzione, tra la lettura strategica e veloce e quella di piacere, che avviene a velocità moderata e spesso addirittura lenta, proprio per gustare appieno il testo oggetto della lettura. Si tratta di due situazioni completamente diverse; nel primo caso leggiamo in modo estremamente attivo con la finalità di ricercare ed impadronirsi velocemente di tutti i concetti più importanti presenti nel testo, per poterli interiorizzare e porre le basi per il loro consolidamento nella Memoria a Lungo Termine, che costituisce un passaggio di apprendimento successivo e riguarda le Tecniche di Memoria. In questo modo potremo ottimizzare l’acquisizione del testo ed avere a disposizione molto più tempo da dedicare alle attività di nostro gradimento. Naturalmente non avrebbe senso applicare questo tipo di strategie alla lettura di piacere; sarebbe come scoprire il…

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Aiuto allo Studio per Bambini Dislessici

Indice Articolo Cosa è la dislessia Sintomi della dislessia nei bambini Metodo studio bambini dislessici Cosa è la dislessia La dislessia è conosciuta anche con il termine di disturbo della lettura, e consiste in una condizione che si caratterizza per l’insorgenza di problemi relativi alla lettura, pur essendo in presenza di soggetti in possesso di una capacità intellettiva assolutamente normale. La dislessia e' uno stato minoritario, una variante normale all'interno della specie che non deve mai essere associata ad una patologia, è semplicemente una caratteristica particolare. La modalità caratterizzante la dislessia è decisamente varia, in quanto i problemi si possono manifestare con la difficoltà nella pronuncia delle parole durante il processo di lettura ad alta voce, nella velocità di lettura , nella comprensione di ciò che viene letto, nella scrittura a mano o disgrafia, che è un disturbo specifico della scrittura il quale da luogo ad una scrittura poco fluida e/o di qualità grafica ridotta, oltre al maggior grado di affaticamento del soggetto scrivente, ed infine con difficoltà di calcolo, la discalculia, disturbo specifico della abilità aritmetiche, un deficit che può riguardare sia il sistema della cognizione numerica (Intelligenza numerica basale), sia le procedure esecutive e del calcolo. La dislessia è considerata un disturbo cognitivo e non un problema intellettivo, in grado però di originare un impatto emotivo e psicologico molto pesante sui soggetti che ne sono affetti, in quanto si tratta di un fenomeno assolutamente involontario a fronte del desiderio di apprendimento e di riuscire a concretizzare positivamente la propria attività di studio. Per quanto concerne le cause della dislessia, sono coinvolti sia fattori di tipo genetico che ambientali, mentre i meccanismi determinanti dal punto di vista fisiologico sono relativi a problematiche dei processi linguistici del cervello. Si ritiene che la dislessia possa essere originata da due tipi di…

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Consiglio sulle Immagini nelle Mappe Mentali

Ciao Matteo! Le immagini nelle mappe mentali devo metterle per tutti? Quando devo imparare sequenze di parole o concetti devo usare la tecnica dei loci? Grazie per il tuo aiuto, ti allego le Mappe che ho creato con il software!       Ciao Carlotta! Complimenti davvero per esserti messa subito all'opera e aver creato tutte queste Mappe! Per quanto riguarda la domanda sulle immagini, il mio consiglio è quello di inserirne il più possibile, proprio perché, naturalmente vanno sempre inserite sui rami con le parole chiave più importanti, e se finisci a trovarne anche sugli altri rami. Per quanto concerne i Loci è esatto in tuo ragionamento: dovrai creare ogni volta un percorso specifico apposito e potrai riutilizzare i primi percorsi creati solo dopo che le informazioni legate ad essi saranno entrate nella memoria a lungo termine. A quel punto potrai riutilizzare quei percorsi, perché non ci sarà più il rischio di confondere le informazioni legate ad ogni punto del tuo percorso. Ad esempio se effettuassi i ripassi progressivi dopo un'ora, un giorno, una settimana e un mese dei 10 fiumi più lunghi d’Italia, e le informazioni fossero così entrate nella memoria a lungo termine, potresti riutilizzare il percorso che hai creato per ricordare un nuovo elenco di informazioni. Per quanto riguarda le mappe ti faccio i miei complimenti perchè sono costruite benissimo e vedrai che inserendo le immagini sarà ancora più semplice memorizzare i concetti ad esse legate. Questi sono i miei ultimi suggerimenti per renderle ancora più efficaci: Inserisci quante più immagini possibili (NB soprattutto Periodo ipotetico e verbo Sum ad esempio potresti mettere un lottatore di sumo); In diverse mappe per renderle ancora più chiare puoi creare un ramo genitore "costruzione" con due rami figli "verbo" (con ramo figlio indicativo/ congiuntivo) e "preposizioni" (da cui far…

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Mappe Concettuali

Indice Articolo Cosa sono le mappe concettuali Come realizzare una mappa concettuale Mappe concettuali per lo studio Esempi di mappe concettuali per la scuola primaria Perché preferire in alcuni casi le Mappe Mentali Cosa sono le mappe concettuali L’idea delle mappe concettuali è stata teorizzata da Joseph D. Novak negli anni sessanta e successivamente sviluppata con D. Bob Gowin (1983, 1988), come strategia innovativa per aiutare gli allievi ad imparare e a rappresentare i significati di concetti scientifici. Si basa su approcci e nozioni del costruttivismo pedagogico e cognitivo, quali l’apprendimento significativo e il ruolo della conoscenza previa (Ausubel, 1963, 1968), l’apprendimento per esperienza e lo scaffolding (Bruner, 1975, 1983), la teoria degli schemi cognitivi (Ruhmelhart, 1980), la zona di sviluppo prossimale e l’interazione sociale come base per l’apprendimento (Vygotsky, 1962, 1979). L’ideazione delle mappe concettuali, nasce dagli studi sulla memoria ed affronta il problema dell’apprendimento meccanico, mettendo in risalto che la conoscenza non è solo costituita da concetti ma anche da relazioni e quindi si rende necessario visualizzare sia i concetti che le reciproche relazioni per favorire la loro comprensione e la successiva memorizzazione. Le mappe concettuali sono strumenti per l’organizzazione delle informazioni in modo da favorire ad un livello profondo l’integrazione della conoscenza. La mappa assume il significato che viene dato da concetti, relazioni e proposizioni. Una mappa concettuale è la rappresentazione grafica di concetti espressi in forma sintetica (Parole–Concetto) all’interno di una forma geometrica (Nodo) e collegati fra loro da linee o frecce che esplicitano la relazione attraverso parole-legamento poste in verticale. La mappa si sviluppa dall'alto verso il basso, a partire da un concetto iniziale superiore dal punto di vista logico-deduttivo. La struttura delle connessioni procede dal generale al particolare. Le relazioni tra i nodi si esplicitano attraverso linee ed etichette di relazioni o indicatori (Verbi…

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Tecniche di concentrazione

Se mi stai leggendo, vuol dire che non ti sei dato per vinto e sei già a buon punto. Stai già vivendo un’inevitabile ed espressiva evoluzione solo perché qualcosa ti ha spinto a cercare le tecniche di concentrazione, alle quali ho dedicato gran parte dei miei studi. Come aumentare la concentrazione Ti è mai successo di fare in 3 ore quello che quando sei completamente concentrato e focalizzato riesci a fare in 40 minuti o forse meno? Molte volte non si ha la capacità di rimanere focalizzati e concentrati sull'obiettivo per più di qualche minuto. Riuscire a farlo è solo questione di allenamento come in tutte le cose. Personalmente amo questo aspetto ed è una delle motivazioni che più mi spinge a fare le gare che faccio (sono gare estreme di resistenza come ultramaratone, ironman, ironbike e altre simili) dove il corpo è sotto uno sforzo costante per oltre 12 ore almeno. Quello che mi piace è che, senza una buona capacità di concentrazione sull'obiettivo, penso sia praticamente impossibile portarne a termine soltanto una. E' necessaria una gestione del pensiero e dell'emotività davvero straordinaria. Sarebbe sensazionale trasportare quel tipo di pensiero alla quotidianità. Ci si rende conto di quante cose non facciamo semplicemente perchè non siamo abituati ad usare la nostra mente come in quelle situazioni di estrema necessità. Si tratta di momenti in cui anche un solo il pensiero di un secondo, il classico "mi fermo un attimo", facilmente porta al ritiro. Nell'apprendimento succede la stessa cosa. Se abbiamo l' chiaramente impieghiamo meno tempo e otteniamo risultati migliori, evitiamo di disperdere energie. Nell'apprendimento succede la stessa cosa. Se abbiamo l'abilità di rimanere concentrati su quello che stiamo facendo chiaramente impieghiamo meno tempo e otteniamo risultati migliori, evitiamo di disperdere energie. Uno dei metodi per allenare…

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Consigli Metodi di Studio

  Ciao Matteo, utilizzando il tuo metodo di studio mi sono sorte diverse domande che ti mando con un file word. Mi puoi aiutare? Grazie in anticipo per le tue utili risposte!   Ciao Edo! Grazie per le tue domande. Ecco le risposte domanda per domanda. Continua ad impegnarti così! E vedrai che i risultati saranno solo una conseguenza! “Come faccio a memorizzare informazioni che hanno un immagine? Ad esempio una mela o cose di tutti i giorni? O come ricordarmi di fare qualcosa e poi richiamarle alla mia memoria utilizzando il PAV?” Se hai da fare una lista di cose durante la giornata puoi utilizzare la tecnica dei Loci  con un micro percorso di 6-7 punti e poi colleghi ogni cosa che devi fare ad un punto del percorso. “Come faccio a rendere il più possibile in una sessione a livello di tempo e informazioni memorizzate?” Per rendere il più possibile a livello di tempo il mio consiglio è quello di impostare 40 minuti con il timer ed eliminare qualsiasi distrazione, come telefono, Computer o rumori. Questa impostazione ti permetterà di essere più performante memorizzando le informazioni utilizzando al meglio le tecniche. “Avresti ulteriori consigli per il rendimento nelle verifiche scritte, dato che ho provato a visualizzare la prova ma non è bastato, ad esempio tu come affronti una verifica, che metodo utilizzi?” Per le verifiche scritte è fondamentale la visualizzazione, ma chiaramente ci vuole anche la competenza per poter svolgere il compito che ci viene assegnato. L'obiettivo è quello di prepararsi bene sugli esercizi e su tutto ciò che sai che ti potrebbe venire chiesto. Più ti alleni prima a casa, più sarai in grado di affrontare qualsiasi imprevisto si verifichi quando sarai a scuola. “Non mi ricordo come si memorizzano i nomi e come memorizzare le date associandole…

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Tecniche per imparare i caratteri Cinesi

Ciao Matteo, avrei bisogno del tuo aiuto: potresti consigliarmi una tecnica per imparare questi caratteri cinesi per favore? Grazie per tutto il lavoro e l’attenzione che dedichi all’apprendimento. Ciao Ludovica, finalmente riesco a risponderti. Abbi pazienza, ma ci tengo a risponderti bene e su una cosa così specifica ci tenevo a dedicarti il tempo necessario. Tu come stai? Come sta procedendo dopo il corso di Memoria Prodigiosa LIVE? Venendo alla tua domanda ho visto il file che mi hai mandato, e iniziando dal primo la cosa che ho capito è che la memorizzazione dei caratteri sia alla base dell’apprendimento di questa incredibile lingua.   Iniziamo dalla memorizzazione del primo carattere. Per farlo la cosa che facciamo è creare sempre un'associazione tra: immagine per il carattere che costruirai in base a quello che ti richiama la forma del carattere immagine per la pronuncia Ad esempio: 1° carattere assomiglia ad una tenda bucata in alto a sinistra, e posso immaginare che inizi a piovere e chi è dentro dica “BA” 2° carattere assomiglia a un uomo senza gambe che dà una testata su una trave, e posso immaginare che la trave gli vuole fare uno scherzo per spaventarlo e urla "BU"  3° carattere assomiglia a un equilibrista che cammina a passo spedito e dice "dài che ce la faccio", Tu poi tieni solo il "DÁ" 4° carattere assomiglia alle gambe di Pistorius che non trova il busto e gli urlano che è "LÍ" 5° carattere assomiglia ad una sedia (non di quelle a 4 gambe) con una scatola sopra e chiedi "MÁ" cosa c'è dentro? 6° carattere assomiglia all'equilibrista che ha perso l'equilibrio ed è caduto sul filo (il filo è la stanghetta verticale), i 2 trattini scollegati in alto a destra e sinistra sono le lacrime dal male e lui urla “MI” che male!…

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Mappe Mentali vs Mappe Concettuali.

Mappe Mentali e Mappe Concettuali: Due strumenti molto diversi Le mappe concettuali hanno un orientamento molto cognitivo e razionale e, non sempre, sono di facile lettura. Al contrario le mappe mentali, fanno leva sulla creatività, sulla manualità e i colori, per questo hanno un’essenza evocativa ed emozionale che è fondamentale per la memorizzazione delle parole e dei concetti; in più sono mappe che strutturano i contenuti in modo gerarchico e associativo, quindi, semplificano la difficoltà, perché organizzano i concetti e le parole chiave in modo chiaro e “panoramico”. Esempi Mappe Concettuali Una mappa concettuale, come quelle che troviamo al fondo dei capitoli su alcuni libri di testo, è uno schema che a livello visivo si ripropone sempre identico, per questo non risulta semplice trattenere le informazioni che contiene. Spesso inoltre è lineare e monocolore. Aiuterà la comprensione, ma non la memorizzazione. Proprio per come è costruita e perché non sfrutta, non mette in moto, le caratteristiche che ci permettono di immagazzinare le informazioni a lungo termine in modo spontaneo come la creatività e l’emotività. Puoi renderti conto tu stesso di come mappe concettuali su argomenti diversi siano simili a livello visivo, guardando gli esempi che seguono. È chiaro che si abbia difficoltà a memorizzarle, che si tenda a confonderle e si faccia fatica a ricordare, per esempio, che cos’era posizionato in quel determinato rettangolo piuttosto che in quell’altro, oppure a cosa puntava la terza freccia che partiva da una particolare casella. Di seguito puoi vedere invece la trasformazione della mappa concettuale di storia in una mappa mentale. Lascio a te il commento e le riflessioni. Principali Differenze Mappe Concettuali e Mappe Mentali In questo video rispondo ad una domanda sulla differenza fra le due La mappa concettuale ha una struttura di tipo reticolare mentre le mappe mentali hanno una geometria di tipo…

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Libro “Usiamo la Memoria per Ricordare quasi Tutto”

Ciao Matteo, stavo rileggendo  “Usiamo la Memoria per Ricordare quasi Tutto” con la tua prefazione. C’è scritto che applicando il sistema della conversione fonetica ad una determinata lingua per memorizzare le 100 parole base, saremo presto in grado di fare una chiacchierata elementare con chiunque parli quella lingua. Ad esempio se volessi imparare queste parole, ma in lingua rumena o inglese cosa dovrei fare? Grazie di tutto, un saluto. Ciao Salvatore, ti ringrazio per le tue parole. Il suggerimento che mi sento di fornirti, conferma come grazie alla conversione fonetica possiamo utilizzare una media di 100 vocaboli per il 50% delle nostre conversazioni più comuni. Considera che c’è un dizionario che si chiama L.I.P. (Lessico Italiano Parlato) che ti fornisce le parole in ordine di frequenza. Nel libro “Usiamo la Memoria per Ricordare quasi Tutto” l’autore, Tony Buzan, ci indica di memorizzare le parole in quell’ordine, in modo da sapere quali sono le 50 parole più utilizzate. In realtà, immedesimandomi "nell’Italiano che vuole imparare l’inglese" posso consigliarti d’imparare quell’ordine concentrandoti sulla reale comprensione della traduzione, perché quelle sono le parole che più utilizzerai nelle conversazioni più comuni ed è per questo che l’aspetto che più ti aiuta è derivato dal ricordare la traduzione quando ti serve. Per questo motivo non sono un numero di 100 o 500 parole a fare la differenza, ma il saper collegare ognuna di queste con la relativa traduzione. Il passaggio mentale che puoi compiere è di utilizzare le tecniche di memoria, che sono spiegate nel libro Impara l’inglese in un mese, per memorizzare la traduzione di quelle cento parole. Inoltre c’è un’area riservata sul sito, specifica per il libro, che ti permetterà di memorizzare le 500 parole più comuni: I vocaboli inglesi più usati. Ribadisco quanto sia importante memorizzare la traduzione anziché l’ordine. Spero di averti fornito i giusti spunti…

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