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Test universitari, ecco come superarli

Finita la maturità, molti studenti traggono un sospiro di sollievo: finalmente si va in vacanza! Molti, però, devono tornare sui libri, perché hanno scelto di iscriversi a facoltà universitarie che a numero chiuso. Ma come si fa a studiare dopo il tour de force da maturandi? Con qualche piccolo consiglio, vi aiuteremo a superare i test universitari senza problemi! Abbiamo risvegliato la vostra curiosità? Continuate la lettura! In Italia, diverse facoltà universitarie sono a numero chiuso, vale a dire che è necessario superare un test di ammissione per essere ammessi a frequentare i corsi. Tra queste, vi sono le professioni sanitarie, incluse medicina e chirurgia, odontoiatria e protesi dentaria e veterinaria; architettura e scienze della formazione primaria. Le facoltà a numero chiuso sono oggetto di discussione da diversi anni: molte persone, infatti, non trovano giusto che per accedere ad alcuni corsi di laurea si debba affrontare un test di ingresso. Del resto, capita talvolta che chi passa il test poi non dimostri particolare interesse nella professione alla quale prepara una determinata facoltà, mentre chi potrebbe eccellere in aula fallisca invece durante la fase della valutazione preliminare. In ogni caso, seguendo i miei consigli, nulla sembrerà più impossibile e superare i test di ammissione universitari vi sembrerà un gioco da ragazzi. Parola chiave: Metodo Per passare un test e, in generale, per affrontare con successo un esame, il primo passo da compiere consiste nello strutturare il proprio studio avvalendosi di un metodo. Considerate che, dopo giorni e giorni chini sui libri per prepararsi alla maturità, gli studenti arrivano all’estate stanchi e affaticati e rimettersi a trattare argomenti non propriamente da spiaggia può essere davvero molto faticoso. Per superare i test universitari, tuttavia, tocca tornare a studiare e, per non farsi vincere dal senso di stanchezza, dotarsi di un metodo può fare…

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Superare gli Esami di Medicina con le Tecniche di Memoria

Ciao e complimenti per "Studiare è un gioco da ragazzi"! Dal momento che studio medicina, il tuo metodo funziona anche per le materie con pochi concetti e molti vocaboli? Spesso non riesco a trovare parole chiave per ricordare tutta la pagina, né a ripassare senza dover ripetere tutto! Consigli? Ciao Elena e grazie per la Tua domanda. Il metodo funziona, ci sono delle tecniche specifiche per lo studio di materie complesse come la tua. La tua materia, come anche giurisprudenza, ha una particolare difficoltà: la quantità d’informazioni da ricordare più che da comprendere. Infatti, per i termini scientifici come ad esempio “spino-bulbo-talamo-corticale” o per i termini tecnici, ci sono delle tecniche per poterli memorizzare tutti quanti e nell'esatta sequenza in cui compaiono. Ad esempio, un elenco di nomi di nervi che si attaccano alla colonna vertebrale oppure tutte le ossa che formano il cranio e così via. Questa tecnica è estremamente efficace e ti permette di averli tutti nell’esatta sequenza con la certezza di ricordarli.   Tecniche di Memoria Sicuramente può esserti di grande aiuto approfondire la tematica sulle tecniche di memoria  in modo particolare ti suggerisco la visione del mio video dove parlo della tecnica dei loci.     Mappe Mentali Per quanto riguarda la seconda domanda relativa ai concetti da ripassare il giorno prima, in realtà, non devi ripetere tutto ma devi soltanto ripercorrere i punti che hai preso della tua mappa mentale. Soprattutto i punti chiave. Su uno studio come il tuo, la mappa mentale tante volte racchiude soltanto 3 pagine: hai l’equivalente di una mappa mentale per tre pagine di testo! Ma è molto meglio avere trecento mappe anziché novecento pagine tutte uguali con i concetti che cambiano ogni tre righe.   Se ti interessano le Mappe Mentali, scarica gratuitamente la prima parte del libro "Metti il turbo alla tua mente…

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Coniugazione verbi italiani

In un’epoca in cui sentiamo spesso, anche nei talk show televisivi, parlare un italiano non perfettamente corretto, conoscere la coniugazione dei verbi è importante, perché aggiunge un tassello in più al nostro personale mosaico culturale. Ecco allora una breve guida per rispolverare le vecchie memorie di scuola ed evitare di fare brutte figure. “Esci il cane”, “scendimi l’ombrello” e via dicendo sono espressioni sempre più frequenti nel linguaggio comune, anche se molti di noi, a sentirle, inorridiscono. Prima di partire in quarta contro chi strapazza la lingua italiana, però, è opportuno fare una premessa: il linguaggio, così come le mode, gli usi e i costumi, cambia nel tempo. Oggi non si parla più l’italiano di Dante e tra un centinaio di anni, molto probabilmente, tante espressioni che oggi utilizziamo nel quotidiano saranno dichiarate estinte. Il linguaggio, infatti, per sua stessa natura, è duttile: nasce per comunicare efficacemente con gli altri e, per questo, deve adattarsi a situazioni molto diverse tra loro. Cambiando il contesto, cambia anche la comunicazione; da qui, l’ineffabilità del linguaggio, l’incapacità di fissarlo in rigidi parametri immutabili nel tempo. Posto che l’italiano, come qualsiasi altra lingua, è inevitabilmente soggetto a modifiche, è comunque importante conoscerne le regole grammaticali: in fondo, anche se in futuro si parlerà un italiano diverso, oggi dobbiamo pensare al presente ed essere in grado di parlare (e scrivere) correttamente. Oggi, quindi, prenderemo in considerazione le coniugazioni dei verbi italiani, cercando di riportare la luce tra le tenebre verbali in cui tante persone, complici il poco tempo per leggere libri di qualità e mass media sempre più disattenti alle regole del linguaggio, purtroppo brancolano. Le tre tipologie di coniugazione I verbi italiani sono divisi in tre coniugazioni, con l’infinito che termina, rispettivamente, in: – ARE (es. lavorare) – ERE (es. leggere) – IRE (es.…

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Disgrafia: il Videocorso Mappe Mentali Dvd aiuta i bambini con disturbi specifici dell’apprendimento

Cosa è la disgrafia Per disgrafia si intende un disturbo non verbale, che coinvolge tipicamente la scrittura di parole nonché di numeri e l’utilizzo del segno grafico, in misura lieve, media o severa. Le persone affette da tale disturbo mostrano capacità di scrittura inferiori alla media in relazione all’età ed al livello di istruzione pur non avendo un QI inferiore. Il bambino con disgrafia può risultare anche impacciato ed in difficoltà con alcuni compiti di motricità fine. Può inoltre avere problemi nell'organizzazione e nella gestione del lavoro autonomo, anche all´etá di 10 o 11 anni, cioè al termine della scuola elementare. Il disturbo specifico di scrittura si distingue in disgrafia o disortografia, a seconda che interessi rispettivamente la grafia o l’ortografia. La disgrafia fa riferimento al controllo degli aspetti grafici e formali della scrittura; si manifesta dunque in una minore fluenza e qualità dell’aspetto grafico della scrittura. La disortografia è all’origine di una minore correttezza del testo scritto e si presenta come un disordine di codifica del testo scritto, che viene fatto risalire ad un deficit di funzionamento delle componenti centrali del processo di scrittura, responsabili della transcodifica del linguaggio orale nel linguaggio scritto. Tipi di disgrafia Si possono individuare diverse tipologie di disgrafia: dislessica: caratterizzata da scrittura spontanea illeggibile, a differenza di quella copiata che risulta abbastanza buona, e da una pessima ortografia. La velocità del movimento delle dita è nella norma. motoria: dovuta a un deficit delle capacità motorie, scarsa destrezza, scarso tono muscolare, e / o goffaggine motoria non meglio specificata. La scrittura è, in generale povera e poco leggibile, anche nella copia di un documento. La velocità del movimento delle dita risulta nella norma. spaziale: causata da una difficoltà nella percezione dello spazio, é caratterizza da scrittura e copiato incomprensibili, mentre l’ortografia risulta normale. Le sopraccitate…

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Cos’è la mappa mentale – Matteo Risponde

Ciao a tutti, oggi rispondo ad Adriana, che mi chiede cosa sono le Mappe Mentali e perchè non utilizzare le Mappe Concettuali     La scuola propone le Mappe Concettuali la cui idea è stata teorizzata da Joseph D. Novak negli anni sessanta del secolo scorso. Lo scopo perseguito dalle Mappe Concettuali è quello di rappresentare il significato dei concetti mettendo in risalto le relazioni gerarchiche tra di essi. Per questi motivi le mappe concettuali costituiscono degli ottimi strumenti per favorire l’organizzazione dei concetti e la loro comprensione. La Mappa Concettuale si presenta come un insieme di parole chiave collegate tra loro da linee. Questa struttura però non è adatta alle esigenze di memorizzazione, in quanto questo tipo di rappresentazione presenta sempre un aspetto molto simile; in pratica le Mappe non assumono una forma adatta alla rappresentazione intrinseca del testo, ma sono strutture standardizzate e per questo non adatte a favorire una buona memorizzazione. Per questo scopo occorre infatti chiamare in causa anche l’emisfero destro del nostro cervello, quello che presiede alle attività collegate alla fantasia, alla creatività; in sintesi a tutti quelle capacità mentali che normalmente durante lo studio rimangono silenti. Questo è il vero problema delle Mappe Concettuali: stimolare solo l’emisfero sinistro e di conseguenza non attivare la memoria, che richiede un coinvolgimento emotivo e la creazione di strutture grafiche in grado di adattarsi alla tipologia dei concetti ed alle loro relazioni, che deve essere personalizzata dall’autore. Vantaggi di una Mappa Mentale Tutti questi obiettivi sono perfettamente realizzabili creando le Mappe Mentali, che costituiscono l’equivalente del dipinto di un pittore, in grado di adattarsi perfettamente al proprio stile di apprendimento. Le Mappe Mentali, ideate negli anni settanta del secolo scorso, dallo psicologo ed esperto di memoria inglese Tony Buzan, ottimizzano la capacità di comprensione e di sintesi logico-deduttiva…

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Metodi Didattici nella Scuola Italiana

Indice Articolo Questa pagina è stata pensato per tutte le persone che vogliono avere maggiori informazioni sui metodi di studio. Dopo la lettura di questa pagina ti consiglio di rivedere gratuitamente il Webinar che ho fatto sull'uso delle Mappe Mentali a Scuola Rapporto tra i Metodi Didattici e la Metodologia di Studio Individuazione delle strategie Campi applicativi della didattica Metodo Montessori Metodo Steiner Metodo delle sorelle Agazzi ⇒Rapporto tra i Metodi Didattici e la Metodologia di Studio Il termine didattica affonda le sue origini nel greco didàskein, che indica l'acquisizione della pratica dell'insegnamento e del mostrare. La didattica è quindi la scienza che si occupa della comunicazione e della relazione educativa allo scopo di ottimizzare l’apprendimento. Scopo della teoria didattica è: Migliorare l’efficacia didattica del docente Ottimizzazione dell’apprendimento da parte dell’allievo, riducendo il tempo di applicazione allo studio a parità di performance ottenuta. La didattica deve quindi sempre tenere conto dell'inseparabile interazione fra insegnamento ed apprendimento, il tutto armonizzato nel contesto educativo con gli aspetti psicologici degli allievi, della preparazione tecnica e pedagogica dei docenti, del contesto culturale e sociale, nonché degli strumenti e sussidi più efficaci. ⇒Strategie didattiche e metodi di insegnamento La didattica utilizza diverse strategie, che fanno parte dei modelli di istruzione; alcune di esse sono prevalentemente centrate sul docente, altre fanno leva principalmente sull’allievo. Vediamole in dettaglio: Lezione frontale: è la forma di didattica più utilizzata e più antica in cui l'insegnante espone in maniera unidirezionale gli argomenti; in questo caso la trasmissione dei concetti è legata all’abilità comunicativa del docente Dimostrazione: si basa sul principio dell’imitazione ed è l'insegnante che deve fornire la dimostrazione pratica di come si usa un certo strumento o di come si applica una determinata procedura Approccio tutoriale: si tratta dell’immediata verifica, con domande mirate agli studenti, inerenti alla comprensione dei…

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Come memorizzare le date storiche

Imparare le date a memoria risulta molto utile non solo in ambito scolastico, in particolare per materie come la storia, ma anche nella vita privata per ricordare i compleanni e altre ricorrenze importanti, per divertirsi e tenere in allenamento il proprio cervello. Parecchie persone hanno difficoltà a memorizzare le serie di numeri o i gruppi di date anche a causa di mancanza di metodo. Oggi vediamo come utilizzare una tecnica che ti aiuterà a fissare le date nella tua mente una volta per tutte! Per imparare le date storiche ti assicuro che basta conoscere la conversione fonetica. In caso non la conoscessi, puoi leggere questo articolo oppure guardare questi video: La conversione fonetica, prima parte   La conversione fonetica, seconda parte     Ricordare le Date prima e seconda guerra mondiale A questo punto basta creare un’immagine per l’evento e una per la conversione del numero. Immagina di voler ricordare le seguenti date storiche. Ecco come facciamo: EVENTO ANNO IMMAGINE PER L'ANNO CON CONVERSIONE FONETICA Scoppio Prima Guerra Mondiale 1915 Dando per scontato che sia successa dopo il 1000 (in questo caso l’1 non mi aiuta a trovare una conversione efficace per la data quindi lo do per scontato dal momento che lo sappiamo a priori) posso immaginare che la Prima Guerra Mondiale sia scoppiata dentro una Bottiglia (915) oppure che quando è iniziata hanno stappato una Bottiglia. Non è l’unica conversione, poteva anche essere Battello, padella, badile... scegli tu quella che più ti piace e crea un’associazione tra l’immagine dell’evento e l’immagine data dalla conversione del numero. Fine Prima Guerra Mondiale 1918 Qui posso dare per scontato anche il 9 dal momento che ho la data d’inizio e quindi immagino che quando è finita tutti i soldati sono andati a fare un TUFFO (18) Scoppio Seconda Guerra Mondiale 1939 Questa sembra fatta apposta...…

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Consigli Mappe Mentali Scuola Media

  Ciao Matteo, mio figlio frequenta la prima media, a volte gli danno una pagina da studiare. In quel caso è bene fare una mappa per quella pagina o iniziare una mappa che poi si svilupperà con i contenuti delle pagine successive, perchè comunque quella pagina è una porzione di un discorso più ampio. Grazie ancora!   Ciao Annalisa e grazie per la tua interessante domanda! L'idea è quella di partire sempre dalla fine quindi anche se assegnano solo 1-2 pagine da studiare, per avere una visione d'insieme completa conviene andare a fine capitolo e fare una mappa della sintesi e a quel punto approfondire per il momento solo il ramo specificatamente dedicato agli argomenti presenti in quella pagina assegnata da studiare. Inoltre, se si trovasse bene a creare le mappe sul software iMM11  , il mio consiglio è quello di utilizzarlo sempre, poiché ha numerosi vantaggi tra cui la rapidità e la possibilità di effettuare modifiche senza dover rifare tutta la mappa. Inoltre nel momento in cui ti rendessi conto che la mappa è troppo sovraccarica di informazioni e se dovesse esserci un ramo che si è sviluppato così tanto da poter costituire da solo una mappa a sè, potrai rapidamente suddividerla in più mappe, affinché sia più semplice la memorizzazione. In questi casi potrai utilizzare la funzione che ti permette di creare una nuova mappa direttamente da un ramo. Per farlo ti basterà cliccare sul ramo in questione, cliccare copia e poi incollarla in uno spazio vuoto sulla mappa, in questo modo si creerà automaticamente una nuova mappa che avrà appunto come idea centrale il titolo del ramo genitore appena copiato. Libro “Studiare è un gioco da ragazzi“ Una guida pratica, un manuale vero e proprio per affrontare studio, interrogazioni e verifiche senza più ansia da prestazione o…

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Migliorare nello studio con Cicli da 40 Minuti

Buongiorno Matteo, mi chiamo Damiano e ho 26 anni. I cicli da 40 minuti più 15 minuti di riposo, da te indicati per studiare senza risentire dei cali di concentrazione, valgono anche nel caso in cui occorra studiare più materie contemporaneamente? Grazie. Ciao Damiano, sì, puoi alternare le materie in modo da arrivare pronto su tutti gli esami che vuoi sostenere. Facendo moduli da 40 minuti di studio, 15 di riposo e 5, dove vai a fare un veloce ripasso di quanto hai imparato nei 40 minuti precedenti, avrai modo di accumulare molte più informazioni rispetto ad uno studio senza soste. All’inizio ti sembrerà di perdere tempo, ma in realtà quel tempo è fondamentale per avere un alto rendimento. Immagina un Gran Premio dove le macchine si fermano per cambiare le gomme. Quel cambio è fondamentale per andare avanti in sicurezza e efficienza. Non fermarsi significherebbe correre il rischio di uscire alla prima curva. Con lo studio c’è il rischio di rimanere seduti avendo la convinzione di assimilare contenuti ma… senza soste… la stanchezza azzera le performance. La pianificazione del tempo è fondamentale per essere un professionista dell’apprendimento e avere risultati qualificanti. Un’altra componente importante è quella di stabilire come alternare le materie che studi. Puoi decidere di dedicare la mattinata allo studio di una materia e il pomeriggio all’altra. Ricorda che per avere un alto rendimento la mente deve essere riposata, meglio dormire qualche ora in più piuttosto che svegliarsi presto per studiare, ma non esserci con la testa. È sorprendente quanto possiamo fare in 40 minuti, su questo aspetto è importante essere molto metodici perché appena diventerà metodico, ti renderai conto che troverai assurdo studiare in modo diverso. Sarebbe come tornare ad usare la macchina da scrivere al posto del computer. Migliorare nello Studio con Cicli da 4 minuti …

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Come Memorizzare i Verbi Velocemente

Ciao Matteo, sono Graziella e ti seguo costantemente sul tuo portale. Ti invio i verbi che mia figlia Nicole dovrebbe memorizzare, puoi mandarmi un sistema per aiutarla? Ti ringrazio. Ciao Graziella e grazie per la tua domanda. Mi rendo conto che i verbi sono impegnativi per tutti, in più, il metodo che abbiamo sempre usato è superato, quello della ripetizione, non aiuta. Il trucco è quello di individuare subito la prima persona. Mi spiego meglio. Il passaggio che blocca di più e crea agitazione è quando ci chiedono a bruciapelo “dimmi il trapassato prossimo indicativo” del verbo “X”. In quel momento pensiamo a tutte le forme senza individuare quella giusta. Conoscendo la prima persona invece le altre vengono fuori per intuizione logica. Il mio suggerimento per Nicole, dal momento che la memoria funziona per associazioni di immagini, è quello di creare immagini per ogni modo e tempo. Per “l’Indicativo presente verbo essere” immagino che con “l’indice indico (indicativo) un regalo (presente) con dentro un essere disgustoso (verbo essere)". Questa è l’immagine per il modo, il tempo e il verbo. A questo punto, Nicole può creare un’immagine per la prima persona di quel tempo, in questo caso “io sono”. Il suono “sono” mi richiama l’immagine di un “sonnifero” oppure un “sonaglio”. A questo punto le associamo tra loro con la tecnica del P.A.V. (PARADOSSO, AZIONE e VIVIDO). Per memorizzare l’indicativo presente del verbo essere si potrebbe immaginare che un indice indichi un regalo con un essere talmente disgustoso che gli dai un sonnifero. A questo punto, puoi partire coniugando tutte le altre persone con sicurezza. Se fosse ad esempio l’indicativo trapassato prossimo del verbo “avere” si potrebbe immaginare che indichi (indicativo) un morto che dice “avanti il prossimo” (trapassato prossimo) che nella bara si è portato tutti i suoi averi (verbo avere). Così la mente di…

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Non hai voglia di Studiare? Non è colpa tua ma del Metodo ! – Matteo Risponde

Oggi rispondo a Cristiana che mi dice: ma se oltre al metodo, il problema del ragazzo è la scarsa motivazione e la poca voglia di studiare, come possiamo risolvere il problema? Si tratta certamente di una domanda molto particolare e complessa, perché dipende dall’interazione di diversi elementi. Il principale di essi è rappresentato dal metodo di studio, che condiziona la situazione in modo determinante. Un buon metodo di studio è in grado di coinvolgerci a 360°, trasformando l’apprendimento in un’attività stimolante e gratificante, al punto tale che smettere diventa pressoché impossibile!!! Esattamente il contrario, si verifica in mancanza di un corretto metodo di studio, situazione purtroppo ben più frequente, che porta con sé sensazioni di repulsione e fuga dallo studio, in quanto non risulta associata ad esso nessuna emozione positiva. La nostra Vita è legata indissolubilmente alle emozioni; queste giocano un ruolo essenziale, indirizzandoci verso gli obiettivi e fornendoci il carburante propulsivo per raggiungerli. Quando le emozioni diventano negative, l’effetto è esattamente corrispondente a quello che accade quando in un’automobile finisce la benzina!!! Con essa termina anche il viaggio...Nel nostro caso, la benzina che stiamo cercando si chiama “metodo di studio”, ed è costituito dall’insieme degli strumenti tecnici, che garantiscono il perfetto funzionamento della mente, secondo il modello con cui è stata ideata. La Mnemotecnica e le Mappe Mentali, sono alcune delle principali strategie che vanno a costituire un “metodo di studio”, in grado di fare la differenza. L’acquisizione degli strumenti tecnici, si accompagna alla necessità di personalizzare la dinamica operativa, per raggiungere quel feeling, che ci consentirà di trasformare lo studio e l’apprendimento, in una meravigliosa esperienza. Studiare con metodo, significa, ottimizzare tempi e risultati, ma anche vivere molto meglio il tempo che dedichiamo all’apprendimento. Abbiamo bisogno degli strumenti giusti per compiere il miglior lavoro possibile; non possiamo smontare…

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Metodo di Studio Efficiente – Matteo Risponde

Mia figlia frequenta la prima media e non ha la minima idea di un buon metodo di studio Ciao a tutti, Oggi rispondo a Caterina la quale mi scrive in una mail che sua figlia sta frequentando la prima media e purtroppo non possiede la minima idea di quale possa essere un metodo di studio efficiente.   Ekaterina ti tranquillizzo perché questa è una situazione molto comune e diffusa nel senso che a scuola gli insegnanti ci forniscono molte nozioni però il metodo di studio non viene trasferito; non esiste una materia scolastica relativa al metodo di studio e quindi ciascuno di noi è costretto a fare un po' da autodidatta basandosi su consigli di persone di fiducia come gli insegnanti i genitori che fanno del loro meglio per agevolarli ed aiutarli, però purtroppo neanche loro hanno ricevuto un'istruzione su quello che è un metodo di studio efficiente. A fronte di questa situazione, esistono invece dei metodi di studio che permettono di fare una differenza enorme ottenendo eccellenti risultati nell’apprendimento. La cosa importante è utilizzare gli strumenti giusti, perché quando si hanno a disposizione gli strumenti giusti ti viene voglia di studiare in quanto si prende coscienza del fatto di dedicare il tempo necessario all’applicazione, con la certezza di ricordare le informazioni, e di ottenere un’esposizione più brillante e questo naturalmente incrementa l’autostima. Quando una persona prende dei bei voti, divertendosi, il rapporto con la scuola diventa incredibilmente positivo e la qualità della vita dello/ studente/essa diventa veramente molto piacevole. Quindi il suggerimento è quello di iniziare ad approfondire il metodo di studio insieme a tua figlia. Puoi farlo in diversi modi; puoi iniziare a leggere dei libri cercare documenti su internet puoi vedere le proposte formative che metto a disposizione sul sito potrai trovare questo materiale formativo nel mio…

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Perchè leggere Velocemente? – Matteo Risponde

Perchè leggere un libro al giorno velocemente e togliermi il piacere della lettura? Ciao a tutti da Matteo!!! Oggi prende avvio una nuova iniziativa finalizzata a seguire sempre di più tutte le persone che mi scrivono, in modo tale da poter offrire loro un servizio formativo sempre migliore. Siete veramente tantissimi che mi scrivete sia su Facebook che via e-mail ed ho deciso di dare risposta anche sfruttando il tempo che trascorro in automobile, durante gli spostamenti dai vari corsi e convegni a cui partecipo. In questo modo posso ottimizzare questo tempo a vostro favore e ciò mi rende molto felice, offrendomi la possibilità di restare maggiormente in contatto con voi ed in modo ancor più continuo. Tra le numerose domande, oggi rispondo a quella inerente al mio ultimo libro, “Come leggere 1 libro al giorno”. La domanda è la seguente: perché leggere in modo così veloce privandosi del piacere della lettura? Questa domanda mi consente di precisare bene i termini di applicazione della lettura veloce e di fare una netta distinzione, tra la lettura strategica e veloce e quella di piacere, che avviene a velocità moderata e spesso addirittura lenta, proprio per gustare appieno il testo oggetto della lettura. Si tratta di due situazioni completamente diverse; nel primo caso leggiamo in modo estremamente attivo con la finalità di ricercare ed impadronirsi velocemente di tutti i concetti più importanti presenti nel testo, per poterli interiorizzare e porre le basi per il loro consolidamento nella Memoria a Lungo Termine, che costituisce un passaggio di apprendimento successivo e riguarda le Tecniche di Memoria. In questo modo potremo ottimizzare l’acquisizione del testo ed avere a disposizione molto più tempo da dedicare alle attività di nostro gradimento. Naturalmente non avrebbe senso applicare questo tipo di strategie alla lettura di piacere; sarebbe come scoprire il…

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Consiglio sulle Immagini nelle Mappe Mentali

Ciao Matteo! Le immagini nelle mappe mentali devo metterle per tutti? Quando devo imparare sequenze di parole o concetti devo usare la tecnica dei loci? Grazie per il tuo aiuto, ti allego le Mappe che ho creato con il software!       Ciao Carlotta! Complimenti davvero per esserti messa subito all'opera e aver creato tutte queste Mappe! Per quanto riguarda la domanda sulle immagini, il mio consiglio è quello di inserirne il più possibile, proprio perché, naturalmente vanno sempre inserite sui rami con le parole chiave più importanti, e se finisci a trovarne anche sugli altri rami. Per quanto concerne i Loci è esatto in tuo ragionamento: dovrai creare ogni volta un percorso specifico apposito e potrai riutilizzare i primi percorsi creati solo dopo che le informazioni legate ad essi saranno entrate nella memoria a lungo termine. A quel punto potrai riutilizzare quei percorsi, perché non ci sarà più il rischio di confondere le informazioni legate ad ogni punto del tuo percorso. Ad esempio se effettuassi i ripassi progressivi dopo un'ora, un giorno, una settimana e un mese dei 10 fiumi più lunghi d’Italia, e le informazioni fossero così entrate nella memoria a lungo termine, potresti riutilizzare il percorso che hai creato per ricordare un nuovo elenco di informazioni. Per quanto riguarda le mappe ti faccio i miei complimenti perchè sono costruite benissimo e vedrai che inserendo le immagini sarà ancora più semplice memorizzare i concetti ad esse legate. Questi sono i miei ultimi suggerimenti per renderle ancora più efficaci: Inserisci quante più immagini possibili (NB soprattutto Periodo ipotetico e verbo Sum ad esempio potresti mettere un lottatore di sumo); In diverse mappe per renderle ancora più chiare puoi creare un ramo genitore "costruzione" con due rami figli "verbo" (con ramo figlio indicativo/ congiuntivo) e "preposizioni" (da cui far…

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Consigli Metodi di Studio

  Ciao Matteo, utilizzando il tuo metodo di studio mi sono sorte diverse domande che ti mando con un file word. Mi puoi aiutare? Grazie in anticipo per le tue utili risposte!   Ciao Edo! Grazie per le tue domande. Ecco le risposte domanda per domanda. Continua ad impegnarti così! E vedrai che i risultati saranno solo una conseguenza! “Come faccio a memorizzare informazioni che hanno un immagine? Ad esempio una mela o cose di tutti i giorni? O come ricordarmi di fare qualcosa e poi richiamarle alla mia memoria utilizzando il PAV?” Se hai da fare una lista di cose durante la giornata puoi utilizzare la tecnica dei Loci  con un micro percorso di 6-7 punti e poi colleghi ogni cosa che devi fare ad un punto del percorso. “Come faccio a rendere il più possibile in una sessione a livello di tempo e informazioni memorizzate?” Per rendere il più possibile a livello di tempo il mio consiglio è quello di impostare 40 minuti con il timer ed eliminare qualsiasi distrazione, come telefono, Computer o rumori. Questa impostazione ti permetterà di essere più performante memorizzando le informazioni utilizzando al meglio le tecniche. “Avresti ulteriori consigli per il rendimento nelle verifiche scritte, dato che ho provato a visualizzare la prova ma non è bastato, ad esempio tu come affronti una verifica, che metodo utilizzi?” Per le verifiche scritte è fondamentale la visualizzazione, ma chiaramente ci vuole anche la competenza per poter svolgere il compito che ci viene assegnato. L'obiettivo è quello di prepararsi bene sugli esercizi e su tutto ciò che sai che ti potrebbe venire chiesto. Più ti alleni prima a casa, più sarai in grado di affrontare qualsiasi imprevisto si verifichi quando sarai a scuola. “Non mi ricordo come si memorizzano i nomi e come memorizzare le date associandole…

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Come Aiutare un Bambino a Concentrarsi

Come posso aiutare un bambino che frequenta la Scuola Primaria a restare concentrato? Hai dei video o degli esercizi che possono aiutare la sua concentrazione? Grazie mille, aspetto una risposta! Cara Mariarosaria, visto che il tuo è un problema di molti avevo trattato l’argomento sul mio ultimo libro “Studiare è un gioco da ragazzi” di cui ti metto qui proprio la parte che ti interessa. Mi succede spesso di sentire genitori sostenere che i loro figli soffrono di mancanza di concentrazione. Io “la prendo da lontano” e dico loro che è una cosa comune. Poi chiedo al genitore: “Posso farle alcune domande su suo figlio?” e lui risponde: “Certamente”. A quel punto la mia domanda di rito è “Che cosa gli piace fare?”. Spesso la risposta è giocare alla Playstation, oppure, giocare a calcio nel caso di un ragazzino, oppure, ancora, chiacchierare con le amiche o fare danza nel caso di una ragazzina. A questo punto chiedo quanto tempo dedica suo figli ai suoi interessi? I genitori sono quasi tutti concordi nel sostenere che se non imponessero un limite alla Playstation o al calcio, i figli sarebbero in grado di andare avanti ore senza interrompersi. In quell’istante li faccio riflettere: “Mi sta parlando della stessa persona che prima mi diceva che non riusciva a stare più di 20 minuti seduta davanti a un libro?”. Ovviamente restano spiazzati. Quello di cui tanti studenti soffrono non è mancanza di concentrazione, ma di coinvolgimento. Se la comunicazione è appassionante, se lo studio è divertente, il nostro interesse è più alto e di conseguenza anche il livello di apprendimento. Come mai quando facciamo qualcosa che ci interessa riusciamo a rimanere concentrati per ore senza renderci conto del tempo che passa? In questa situazione “ideale” la nostra mente si trova in uno stato chiamato FLOW…

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Studiare Matematica con le Mappe Mentali

Sono studente presso l'università di scienze statistiche a Padova. Come si può studiare efficacemente la matematica con le mappe mentali? Ci sono per caso degli esempi applicati a questa materia? Grazie per la vostra disponibilità. Ciao Riccardo! Grazie per averci scritto. Naturalmente dipende da quali sono gli argomenti che devi studiare. In generale per quanto riguarda la matematica e la geometria il suggerimento che diamo è sempre quello di trasformare i problemi in immagini. Se devo studiare la definizione di bisettrice devo essere in grado di tracciare la bisettrice dell'angolo che forma ad esempio la porta di casa semi aperta. Cercare di ricordare la formula o la definizione in modo sterile e fine a se stessa non mi permette dopo di comprendere veramente a fondo il concetto e di applicarla correttamente durante gli esercizi. Se ci chiedono ad esempio di calcolare il volume di una sfera devo sapere che cosa si intende sia per volume che per sfera in modo da avere bene chiaro in mente che devo calcolare lo spazio che occupa una sfera di un certo diametro. Non ci si può fermare ad applicare le formule che abbiamo imparato senza prima comprendere qual è quella che dobbiamo utilizzare. Una volta compreso il concetto però dobbiamo anche avere bene in mente e ricordare le formule. Per memorizzare le formule il consiglio è quello di trasformare ogni elemento che compare in un'immagine e poi creare un'associazione fra ognuna di esse nell'ordine in cui compaiono ed infine visualizzare la storia creata, come se fosse un film, ripercorrerla e riscrivere la formula. Nella fase di verifica delle informazioni è importante controllare quanto le associazioni siano state efficaci, e andare a rafforzarle nel caso in cui non sia stata riscritta correttamente. Infine sappi che le mappe mentali solitamente per la matematica non si…

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Esempi Mappe Mentali Storia

  Ciao Matteo, sono Edo del MemoJunior Camp. Ti invio la mappa mentale creata da me per l’argomento relativo a Napoleone. Spero stiano andando bene i Campus e ti ringrazio per quello che mi hai fatto apprendere! Grazie di Cuore e buona continuazione   Ciao Edo! Mi fa molto piacere sentirti così felice ed entusiasta. Complimenti per esserti messo subito al lavoro e aver scelto di affrontare un argomento difficile e lungo! Vedrai allenandoti in questo modo, inizierai l'anno prossimo con una marcia in più! Ecco i miei Suggerimenti 20/80: -Ho creato per te una seconda mappa riguardante le guerre (e non solo) di Napoleone poichè si trattava di un ramo molto ampio, quindi ho lasciato solo il ramo principale "attività belliche" nella prima mappa "Napoleone", di modo che richiami il concetto che è poi stato approfondito in una nuova mappa. In questo modo dovresti essere facilitato nella comprensione della struttura della mappa e successivamente nella memorizzazione della stessa. Sappi che l'ho rinominato "attività belliche" poichè alcune sono guerre mentre altre conquiste o invasioni.   Completa questa mappa con gli avvenimenti più importanti non ancora inseriti, seguendo la struttura dei rami già presenti. -Come vedrai ho riorganizzato la gerarchia delle informazioni in modo da rendere la mappa ancora più funzionale e chiara, aggiungendo alcuni rami genitori: ad esempio "detestato" e "accettato" non avrebbero potuto essere rami genitori, poichè non hanno la stessa importanza ad esempio di "guerre". D'ora in poi puoi utilizzare questa struttura come modello di riferimento, apportando modifiche a seconda del tema trattato; -Per ottenere il massimo dell'efficacia, scrivi sempre solo 1 o al massimo 2/3 parole chiave per ramo e non frasi intere. Utilizza verbi, sostantivi e aggettivi e invece elimina articoli/preposizioni (semplici e articolate), perchè sono più difficili da memorizzare e poco funzionali sulla mappa (renderai…

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Consigli Esame di Maturità

Ciao Matteo, hai qualche consiglio su come affrontare l’esame orale di maturità? Grazie per Francesca da Genova Cara Francesca, la differenza fra lo studio efficace e lo studio efficiente è la stessa che passa fra il rullo e la matita per verniciare le pareti di una stanza. Per questo è fondamentale conoscere le tecniche di memoria per potenziare lo studio e fare la differenza nella preparazione e nei risultati, soprattutto agli esami di maturità. Per mettere davvero il turbo alla propria mente e ottenere risultati importanti, non bastano questi semplici accorgimenti, ma è fondamentale acquisire la padronanza delle tecniche di memoria, come la mappe mentali. Ecco 10 punti che posso fare la differenza:  Esci dagli schemi, studia per spiegare: alla base di una strategia di studio efficace ci deve essere un atteggiamento attivo, quello di chi esce dagli schemi e non studia solo per imparare, ma come se dovesse spiegare le informazioni apprese. Parti dalla fine: per ottimizzare la resa del ripasso pre-esame parti dalla fine del testo di studio, leggendo con attenzione l’indice e l’architettura dei capitoli per mettere a fuoco in modo rapido ed efficace i concetti chiave. Anche le domande che spesso si trovano alla fine di ogni capitolo sono importanti, perché aiutano a capire se la tua preparazione copre davvero tutti i temi. Nelle mappe mentali la visione d’insieme: rappresenta in modo grafico l’indice del tuo libro di testo utilizzando la struttura della mappa mentale. Per iniziare a disegnarla identifica un nucleo, o concetto chiave, che abbinerai ad un’immagine per favorire associazioni creative, collocandolo al centro del foglio. Sviluppa poi il fulcro concettuale della mappa attraverso l’inserimento di rami colorati e curvi, associati a parole chiave e organizzati in senso orario.  Raddoppia la velocità con la lettura veloce: grazie alla lettura veloce potrai raddoppiare la velocità…

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