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Uso delle Parole Chiave nelle Mappe Mentali

Vorrei chiederti un paio di chiarimenti riguardo le mappe mentali. Mi capita di avere concetti difficili da sintetizzare con una sola parola chiave (ad esempio “controllo neurologico del movimento") come faccio? Inoltre seguendo una spiegazione può capitare di avere un relatore che spiega i concetti in modo discorsivo, come faccio in quel caso? Ciao Massimo, veniamo subito alle tue domande: 1) Se proprio non riesci a mettere una parola chiave soltanto sul singolo ramo puoi utilizzare la funzione del software "ramo a cassetto" o "box branch" che ti permette di scrivere più parole sullo stesso ramo andando a capo senza rendere i rami troppo lunghi. Tony Buzan comunque dice sempre di mettere sempre una e soltanto una parola per ramo. In questo caso ad esempio puoi mettere sul ramo la parola "controllo", come ramo figlio di "controllo" puoi mettere il ramo "movimento" e come figlio del "ramo movimento" puoi mettere il ramo "neurologico". In questo modo vai davvero a comprendere in profondità i concetti e se dovessi aggiungere dei rami potresti farlo: immagina se ad esempio ci fosse anche un altro tipo di controllo oltre a quello del movimento oppure se il controllo del movimento oltre ad essere neurologico fosse anche meccanico avresti le informazioni chiare e precise in modo ben distinto. 2) Certo, è esattamente come dici tu. Può capitare: il concetto è quello di disporre le parole chiave nel modo più chiaro possibile affinché i concetti risaltino subito agli occhi e arrivino in modo diretto alla nostra mente. In questo il software aiuta parecchio perché puoi spostare i rami nel modo più opportuno dopo aver finito di prendere appunti. Ricordati sempre che per ogni attività che compi è per te un modo di allenare la mente per raggiungere un risultato sempre migliore rispetto ai tuoi obbiettivi. Mi auguro di…

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I Disegni sono necessari nelle Mappe Mentali?

Ciao Matteo, io ho difficoltà nel disegnare e ti chiedo: la mappa deve sempre avere delle immagini? Grazie per la tua risposta.  Caro Andrea, nella mappa non posso mai mancare le immagini. Sono assolutamente fondamentali per aiutarci a memorizzare, semplificando il ricordo in fase di fotografia mentale. Sappi, tuttavia, che non è sempre necessario mettere i disegni. Infatti, bisogna distinguere principalmente 2 casi, quindi, prima di effettuare la mappa valuta attentamente quale risulta essere la tua necessità rispetto ai seguenti casi: la mappa è stata creata per imparare dei concetti che poi vogliamo ricordare sul lungo termine. Può essere stata creata partendo dal testo di un libro oppure prendendo appunti durante la lezione la mappa è stata creata come guida per fare un tema Nel primo caso, allora, i disegni sono indispensabili. I disegni o le immagini rendono la mappa memorizzabile e nell’istante in cui li mettiamo coinvolgiamo la memoria creativa ed emotiva. Quindi, ricordiamo meglio i concetti. Poi per memorizzare la mappa nel dettaglio utilizziamo la tecnica della fotografia mentale. Infine, per memorizzare i rami principali anche la tecnica dei loci. Quindi, ti esorto a metterli: il tempo che impieghi a metterli è molto meno rispetto a quello che dovrai dedicare alla memorizzazione di una mappa senza disegni. Ricordati di allegarmi le tue mappe se avessi ancora bisogno di aiuto. Con affetto, Matteo

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Aiuto delle Mappe Mentali per studiare Chimica

Ciao Matteo, potresti darmi qualche consiglio per creare una mappa sugli argomenti di chimica? L’hai detto tu che bisogna partire alla grande ed io quest’anno non voglio deluderti. Grazie mille! Ciao Francesca e brava che mi hai scritto. Per quanto riguarda le mappe di chimica devi strutturarle esattamente come strutturi gli appunti. Sopra nelle colonne metti tutti i dettagli come le formule di struttura oppure le reazioni tra i vari elementi. Questi non vanno assolutamente sulla mappa perché sennò diventa troppo fitta e confusionaria. Il tuo obiettivo, invece, è quello di utilizzare la mappa per comprendere bene i concetti portanti. Ad esempio che cosa è una reazione di ossidazione piuttosto che una di riduzione. Queste sono le informazioni che metterai sui rami della mappa. Per quanto riguarda, invece, le formule di struttura oppure le reazioni, che inserisci sulle tre colonne nella pagina sopra alla mappa, le studierai con le tecniche di memoria come le associazioni di immagini con paradosso azione e vivido. Fammi sapere se ti è chiaro e se le informazioni che ti ho dato ti sono d'aiuto per risolvere il problema. Un caro saluto, Matteo

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Studiare Neurofisiologia con le Mappe Mentali

Ciao Matteo, mi sto rimettendo in carreggiata su neurofisiologia. Istintivamente mi verrebbe da buttare giù dei rami della mappa ogni paragrafo o ogni tot. paragrafi, in modo da non perdermi nella lettura. Mi consigli di lavorare in questo senso oppure di fare una mappa alla fine di tutto? Cioè, prima leggo tutto il materiale dell'esame e poi faccio la mappa? Grazie mille per i tuoi preziosi consigli. Ciao Andrea e grazie per la tua domanda. Falle in simultanea, risparmi molto tempo e non devi tornare due volte sullo stesso testo. Il modo migliore per eseguire due mappe in simultanea è ad esempio quello di iniziare a mettere il titolo del capitolo nel centro, sui primi figli i titoli dei singoli paragrafi e successivamente le parole chiave di ogni paragrafo. Usando il software iMM10 e facendo i passaggi esattamente in questa sequenza non hai i soliti problemi di spazio che si possono incontrare facendole a mano, in quanto alla fine del processo potrai scegliere come spostare i rami in modo da renderla omogenea, bilanciata e arieggiata/leggibile. Se viene troppo fitta di concetti allora puoi trasformare i singoli rami in sotto mappe. Un caro saluto, Matteo Prima di salutarti ti giro delle info sul Software "iMind Map"

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