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Test universitari, ecco come superarli

Finita la maturità, molti studenti traggono un sospiro di sollievo: finalmente si va in vacanza! Molti, però, devono tornare sui libri, perché hanno scelto di iscriversi a facoltà universitarie che a numero chiuso. Ma come si fa a studiare dopo il tour de force da maturandi? Con qualche piccolo consiglio, vi aiuteremo a superare i test universitari senza problemi! Abbiamo risvegliato la vostra curiosità? Continuate la lettura! In Italia, diverse facoltà universitarie sono a numero chiuso, vale a dire che è necessario superare un test di ammissione per essere ammessi a frequentare i corsi. Tra queste, vi sono le professioni sanitarie, incluse medicina e chirurgia, odontoiatria e protesi dentaria e veterinaria; architettura e scienze della formazione primaria. Le facoltà a numero chiuso sono oggetto di discussione da diversi anni: molte persone, infatti, non trovano giusto che per accedere ad alcuni corsi di laurea si debba affrontare un test di ingresso. Del resto, capita talvolta che chi passa il test poi non dimostri particolare interesse nella professione alla quale prepara una determinata facoltà, mentre chi potrebbe eccellere in aula fallisca invece durante la fase della valutazione preliminare. In ogni caso, seguendo i miei consigli, nulla sembrerà più impossibile e superare i test di ammissione universitari vi sembrerà un gioco da ragazzi. Parola chiave: Metodo Per passare un test e, in generale, per affrontare con successo un esame, il primo passo da compiere consiste nello strutturare il proprio studio avvalendosi di un metodo. Considerate che, dopo giorni e giorni chini sui libri per prepararsi alla maturità, gli studenti arrivano all’estate stanchi e affaticati e rimettersi a trattare argomenti non propriamente da spiaggia può essere davvero molto faticoso. Per superare i test universitari, tuttavia, tocca tornare a studiare e, per non farsi vincere dal senso di stanchezza, dotarsi di un metodo può fare…

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Superare gli Esami di Medicina con le Tecniche di Memoria

Ciao e complimenti per "Studiare è un gioco da ragazzi"! Dal momento che studio medicina, il tuo metodo funziona anche per le materie con pochi concetti e molti vocaboli? Spesso non riesco a trovare parole chiave per ricordare tutta la pagina, né a ripassare senza dover ripetere tutto! Consigli? Ciao Elena e grazie per la Tua domanda. Il metodo funziona, ci sono delle tecniche specifiche per lo studio di materie complesse come la tua. La tua materia, come anche giurisprudenza, ha una particolare difficoltà: la quantità d’informazioni da ricordare più che da comprendere. Infatti, per i termini scientifici come ad esempio “spino-bulbo-talamo-corticale” o per i termini tecnici, ci sono delle tecniche per poterli memorizzare tutti quanti e nell'esatta sequenza in cui compaiono. Ad esempio, un elenco di nomi di nervi che si attaccano alla colonna vertebrale oppure tutte le ossa che formano il cranio e così via. Questa tecnica è estremamente efficace e ti permette di averli tutti nell’esatta sequenza con la certezza di ricordarli.   Tecniche di Memoria Sicuramente può esserti di grande aiuto approfondire la tematica sulle tecniche di memoria  in modo particolare ti suggerisco la visione del mio video dove parlo della tecnica dei loci.     Mappe Mentali Per quanto riguarda la seconda domanda relativa ai concetti da ripassare il giorno prima, in realtà, non devi ripetere tutto ma devi soltanto ripercorrere i punti che hai preso della tua mappa mentale. Soprattutto i punti chiave. Su uno studio come il tuo, la mappa mentale tante volte racchiude soltanto 3 pagine: hai l’equivalente di una mappa mentale per tre pagine di testo! Ma è molto meglio avere trecento mappe anziché novecento pagine tutte uguali con i concetti che cambiano ogni tre righe.   Se ti interessano le Mappe Mentali, scarica gratuitamente la prima parte del libro "Metti il turbo alla tua mente…

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Coniugazione verbi italiani

In un’epoca in cui sentiamo spesso, anche nei talk show televisivi, parlare un italiano non perfettamente corretto, conoscere la coniugazione dei verbi è importante, perché aggiunge un tassello in più al nostro personale mosaico culturale. Ecco allora una breve guida per rispolverare le vecchie memorie di scuola ed evitare di fare brutte figure. “Esci il cane”, “scendimi l’ombrello” e via dicendo sono espressioni sempre più frequenti nel linguaggio comune, anche se molti di noi, a sentirle, inorridiscono. Prima di partire in quarta contro chi strapazza la lingua italiana, però, è opportuno fare una premessa: il linguaggio, così come le mode, gli usi e i costumi, cambia nel tempo. Oggi non si parla più l’italiano di Dante e tra un centinaio di anni, molto probabilmente, tante espressioni che oggi utilizziamo nel quotidiano saranno dichiarate estinte. Il linguaggio, infatti, per sua stessa natura, è duttile: nasce per comunicare efficacemente con gli altri e, per questo, deve adattarsi a situazioni molto diverse tra loro. Cambiando il contesto, cambia anche la comunicazione; da qui, l’ineffabilità del linguaggio, l’incapacità di fissarlo in rigidi parametri immutabili nel tempo. Posto che l’italiano, come qualsiasi altra lingua, è inevitabilmente soggetto a modifiche, è comunque importante conoscerne le regole grammaticali: in fondo, anche se in futuro si parlerà un italiano diverso, oggi dobbiamo pensare al presente ed essere in grado di parlare (e scrivere) correttamente. Oggi, quindi, prenderemo in considerazione le coniugazioni dei verbi italiani, cercando di riportare la luce tra le tenebre verbali in cui tante persone, complici il poco tempo per leggere libri di qualità e mass media sempre più disattenti alle regole del linguaggio, purtroppo brancolano. Le tre tipologie di coniugazione I verbi italiani sono divisi in tre coniugazioni, con l’infinito che termina, rispettivamente, in: – ARE (es. lavorare) – ERE (es. leggere) – IRE (es.…

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Migliori libri sulla Memoria in Italiano

Gent.le Matteo, dopo "Il segreto di una memoria prodigiosa" vorrei domandarti se c'è un altro volume che approfondisca oppure tratti la stessa materia. Inoltre, vorrei chiedere se l'Audiocorso “Memoria Prodigiosa” non sia magari un pò "pesante", non avendo a disposizione materiale visivo. Vorrei sottolineare e farti i complimenti per tutto quello che metti a disposizione a noi comuni mortali! Ciao Marco, grazie per i tuoi complimenti sono sempre apprezzatissimi e mi esortano a continuare così. Ci sono altri volumi che mi sento di consigliare e sono i testi di Dominic O'Brien e Tony Buzan ma ovviamente dipende dagli argomenti che vuoi approfondire. Sicuramente Tony Buzan per le mappe mentali e Dominique O’Brian, 8 volte campione del mondo, per le tecniche di memoria.   Ti faccio la premessa che secondo me tutto quello che ti può servire ce l’hai nei due libri: “Il segreto di una Memoria Prodigiosa” e “Studiare è un gioco da ragazzi”. Entrambi i due volumi ti forniranno un metodo completo da quando apri, a quando chiudi il libro. Inoltre i volumi di Dominic O'Brien non sono ancora stati tutti tradotti in Italiano (puoi cercare “gli Esami non finiscono mai” edito da Avallardi) e questo aspetto non deve essere sottovalutato. Se non hai problemi con la lingua inglese li potrai leggere in totale autonomia. Libri sulle Tecniche di Memorizzazione       Libro per Allenare la Memoria Il libro è un manuale utile e divertente di istruzioni pratiche, con tanti esercizi per migliorare le tue capacità cognitive. L’allenamento della mente è diviso in aree specifiche, ciascuna delle quali comprende esercizi mirati allo sviluppo delle singole competenze. Tutti i segreti per migliorare il proprio approccio alla memorizzazione di numeri, calcoli mentali, lettura strategica, lettura veloce, vocaboli stranieri e tanto altro! In treno, in autobus, in sala d’attesa, in coda e ovunque tu voglia dedicarti 5 minuti… 256 pagine per…

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Cos’è la mappa mentale – Matteo Risponde

Ciao a tutti, oggi rispondo ad Adriana, che mi chiede cosa sono le Mappe Mentali e perchè non utilizzare le Mappe Concettuali     La scuola propone le Mappe Concettuali la cui idea è stata teorizzata da Joseph D. Novak negli anni sessanta del secolo scorso. Lo scopo perseguito dalle Mappe Concettuali è quello di rappresentare il significato dei concetti mettendo in risalto le relazioni gerarchiche tra di essi. Per questi motivi le mappe concettuali costituiscono degli ottimi strumenti per favorire l’organizzazione dei concetti e la loro comprensione. La Mappa Concettuale si presenta come un insieme di parole chiave collegate tra loro da linee. Questa struttura però non è adatta alle esigenze di memorizzazione, in quanto questo tipo di rappresentazione presenta sempre un aspetto molto simile; in pratica le Mappe non assumono una forma adatta alla rappresentazione intrinseca del testo, ma sono strutture standardizzate e per questo non adatte a favorire una buona memorizzazione. Per questo scopo occorre infatti chiamare in causa anche l’emisfero destro del nostro cervello, quello che presiede alle attività collegate alla fantasia, alla creatività; in sintesi a tutti quelle capacità mentali che normalmente durante lo studio rimangono silenti. Questo è il vero problema delle Mappe Concettuali: stimolare solo l’emisfero sinistro e di conseguenza non attivare la memoria, che richiede un coinvolgimento emotivo e la creazione di strutture grafiche in grado di adattarsi alla tipologia dei concetti ed alle loro relazioni, che deve essere personalizzata dall’autore. Vantaggi di una Mappa Mentale Tutti questi obiettivi sono perfettamente realizzabili creando le Mappe Mentali, che costituiscono l’equivalente del dipinto di un pittore, in grado di adattarsi perfettamente al proprio stile di apprendimento. Le Mappe Mentali, ideate negli anni settanta del secolo scorso, dallo psicologo ed esperto di memoria inglese Tony Buzan, ottimizzano la capacità di comprensione e di sintesi logico-deduttiva…

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Metodi Didattici nella Scuola Italiana

Indice Articolo Questa pagina è stata pensato per tutte le persone che vogliono avere maggiori informazioni sui metodi di studio. Dopo la lettura di questa pagina ti consiglio di rivedere gratuitamente il Webinar che ho fatto sull'uso delle Mappe Mentali a Scuola Rapporto tra i Metodi Didattici e la Metodologia di Studio Individuazione delle strategie Campi applicativi della didattica Metodo Montessori Metodo Steiner Metodo delle sorelle Agazzi ⇒Rapporto tra i Metodi Didattici e la Metodologia di Studio Il termine didattica affonda le sue origini nel greco didàskein, che indica l'acquisizione della pratica dell'insegnamento e del mostrare. La didattica è quindi la scienza che si occupa della comunicazione e della relazione educativa allo scopo di ottimizzare l’apprendimento. Scopo della teoria didattica è: Migliorare l’efficacia didattica del docente Ottimizzazione dell’apprendimento da parte dell’allievo, riducendo il tempo di applicazione allo studio a parità di performance ottenuta. La didattica deve quindi sempre tenere conto dell'inseparabile interazione fra insegnamento ed apprendimento, il tutto armonizzato nel contesto educativo con gli aspetti psicologici degli allievi, della preparazione tecnica e pedagogica dei docenti, del contesto culturale e sociale, nonché degli strumenti e sussidi più efficaci. ⇒Strategie didattiche e metodi di insegnamento La didattica utilizza diverse strategie, che fanno parte dei modelli di istruzione; alcune di esse sono prevalentemente centrate sul docente, altre fanno leva principalmente sull’allievo. Vediamole in dettaglio: Lezione frontale: è la forma di didattica più utilizzata e più antica in cui l'insegnante espone in maniera unidirezionale gli argomenti; in questo caso la trasmissione dei concetti è legata all’abilità comunicativa del docente Dimostrazione: si basa sul principio dell’imitazione ed è l'insegnante che deve fornire la dimostrazione pratica di come si usa un certo strumento o di come si applica una determinata procedura Approccio tutoriale: si tratta dell’immediata verifica, con domande mirate agli studenti, inerenti alla comprensione dei…

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Come memorizzare le date storiche

Imparare le date a memoria risulta molto utile non solo in ambito scolastico, in particolare per materie come la storia, ma anche nella vita privata per ricordare i compleanni e altre ricorrenze importanti, per divertirsi e tenere in allenamento il proprio cervello. Parecchie persone hanno difficoltà a memorizzare le serie di numeri o i gruppi di date anche a causa di mancanza di metodo. Oggi vediamo come utilizzare una tecnica che ti aiuterà a fissare le date nella tua mente una volta per tutte! Per imparare le date storiche ti assicuro che basta conoscere la conversione fonetica. In caso non la conoscessi, puoi leggere questo articolo oppure guardare questi video: La conversione fonetica, prima parte   La conversione fonetica, seconda parte     Ricordare le Date prima e seconda guerra mondiale A questo punto basta creare un’immagine per l’evento e una per la conversione del numero. Immagina di voler ricordare le seguenti date storiche. Ecco come facciamo: EVENTO ANNO IMMAGINE PER L'ANNO CON CONVERSIONE FONETICA Scoppio Prima Guerra Mondiale 1915 Dando per scontato che sia successa dopo il 1000 (in questo caso l’1 non mi aiuta a trovare una conversione efficace per la data quindi lo do per scontato dal momento che lo sappiamo a priori) posso immaginare che la Prima Guerra Mondiale sia scoppiata dentro una Bottiglia (915) oppure che quando è iniziata hanno stappato una Bottiglia. Non è l’unica conversione, poteva anche essere Battello, padella, badile... scegli tu quella che più ti piace e crea un’associazione tra l’immagine dell’evento e l’immagine data dalla conversione del numero. Fine Prima Guerra Mondiale 1918 Qui posso dare per scontato anche il 9 dal momento che ho la data d’inizio e quindi immagino che quando è finita tutti i soldati sono andati a fare un TUFFO (18) Scoppio Seconda Guerra Mondiale 1939 Questa sembra fatta apposta...…

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Consigli Mappe Mentali Scuola Media

  Ciao Matteo, mio figlio frequenta la prima media, a volte gli danno una pagina da studiare. In quel caso è bene fare una mappa per quella pagina o iniziare una mappa che poi si svilupperà con i contenuti delle pagine successive, perchè comunque quella pagina è una porzione di un discorso più ampio. Grazie ancora!   Ciao Annalisa e grazie per la tua interessante domanda! L'idea è quella di partire sempre dalla fine quindi anche se assegnano solo 1-2 pagine da studiare, per avere una visione d'insieme completa conviene andare a fine capitolo e fare una mappa della sintesi e a quel punto approfondire per il momento solo il ramo specificatamente dedicato agli argomenti presenti in quella pagina assegnata da studiare. Inoltre, se si trovasse bene a creare le mappe sul software iMM11  , il mio consiglio è quello di utilizzarlo sempre, poiché ha numerosi vantaggi tra cui la rapidità e la possibilità di effettuare modifiche senza dover rifare tutta la mappa. Inoltre nel momento in cui ti rendessi conto che la mappa è troppo sovraccarica di informazioni e se dovesse esserci un ramo che si è sviluppato così tanto da poter costituire da solo una mappa a sè, potrai rapidamente suddividerla in più mappe, affinché sia più semplice la memorizzazione. In questi casi potrai utilizzare la funzione che ti permette di creare una nuova mappa direttamente da un ramo. Per farlo ti basterà cliccare sul ramo in questione, cliccare copia e poi incollarla in uno spazio vuoto sulla mappa, in questo modo si creerà automaticamente una nuova mappa che avrà appunto come idea centrale il titolo del ramo genitore appena copiato. Libro “Studiare è un gioco da ragazzi“ Una guida pratica, un manuale vero e proprio per affrontare studio, interrogazioni e verifiche senza più ansia da prestazione o…

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Migliorare nello studio con Cicli da 40 Minuti

Buongiorno Matteo, mi chiamo Damiano e ho 26 anni. I cicli da 40 minuti più 15 minuti di riposo, da te indicati per studiare senza risentire dei cali di concentrazione, valgono anche nel caso in cui occorra studiare più materie contemporaneamente? Grazie. Ciao Damiano, sì, puoi alternare le materie in modo da arrivare pronto su tutti gli esami che vuoi sostenere. Facendo moduli da 40 minuti di studio, 15 di riposo e 5, dove vai a fare un veloce ripasso di quanto hai imparato nei 40 minuti precedenti, avrai modo di accumulare molte più informazioni rispetto ad uno studio senza soste. All’inizio ti sembrerà di perdere tempo, ma in realtà quel tempo è fondamentale per avere un alto rendimento. Immagina un Gran Premio dove le macchine si fermano per cambiare le gomme. Quel cambio è fondamentale per andare avanti in sicurezza e efficienza. Non fermarsi significherebbe correre il rischio di uscire alla prima curva. Con lo studio c’è il rischio di rimanere seduti avendo la convinzione di assimilare contenuti ma… senza soste… la stanchezza azzera le performance. La pianificazione del tempo è fondamentale per essere un professionista dell’apprendimento e avere risultati qualificanti. Un’altra componente importante è quella di stabilire come alternare le materie che studi. Puoi decidere di dedicare la mattinata allo studio di una materia e il pomeriggio all’altra. Ricorda che per avere un alto rendimento la mente deve essere riposata, meglio dormire qualche ora in più piuttosto che svegliarsi presto per studiare, ma non esserci con la testa. È sorprendente quanto possiamo fare in 40 minuti, su questo aspetto è importante essere molto metodici perché appena diventerà metodico, ti renderai conto che troverai assurdo studiare in modo diverso. Sarebbe come tornare ad usare la macchina da scrivere al posto del computer. Migliorare nello Studio con Cicli da 4 minuti …

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Come Memorizzare i Verbi Velocemente

Ciao Matteo, sono Graziella e ti seguo costantemente sul tuo portale. Ti invio i verbi che mia figlia Nicole dovrebbe memorizzare, puoi mandarmi un sistema per aiutarla? Ti ringrazio. Ciao Graziella e grazie per la tua domanda. Mi rendo conto che i verbi sono impegnativi per tutti, in più, il metodo che abbiamo sempre usato è superato, quello della ripetizione, non aiuta. Il trucco è quello di individuare subito la prima persona. Mi spiego meglio. Il passaggio che blocca di più e crea agitazione è quando ci chiedono a bruciapelo “dimmi il trapassato prossimo indicativo” del verbo “X”. In quel momento pensiamo a tutte le forme senza individuare quella giusta. Conoscendo la prima persona invece le altre vengono fuori per intuizione logica. Il mio suggerimento per Nicole, dal momento che la memoria funziona per associazioni di immagini, è quello di creare immagini per ogni modo e tempo. Per “l’Indicativo presente verbo essere” immagino che con “l’indice indico (indicativo) un regalo (presente) con dentro un essere disgustoso (verbo essere)". Questa è l’immagine per il modo, il tempo e il verbo. A questo punto, Nicole può creare un’immagine per la prima persona di quel tempo, in questo caso “io sono”. Il suono “sono” mi richiama l’immagine di un “sonnifero” oppure un “sonaglio”. A questo punto le associamo tra loro con la tecnica del P.A.V. (PARADOSSO, AZIONE e VIVIDO). Per memorizzare l’indicativo presente del verbo essere si potrebbe immaginare che un indice indichi un regalo con un essere talmente disgustoso che gli dai un sonnifero. A questo punto, puoi partire coniugando tutte le altre persone con sicurezza. Se fosse ad esempio l’indicativo trapassato prossimo del verbo “avere” si potrebbe immaginare che indichi (indicativo) un morto che dice “avanti il prossimo” (trapassato prossimo) che nella bara si è portato tutti i suoi averi (verbo avere). Così la mente di…

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Tecniche di fotografia mentale

Caro Matteo, quest’estate ho acquistato per la seconda volta il libro “Il segreto di una memoria prodigiosa”, la nuova edizione. Visto che è stata aggiornata con nuovi contenuti mi sarebbe piaciuto trovare la parte sulla fotografia mentale ma sono rimasto un un po’ deluso perché non ho trovato traccia delle "Tecniche di fotografia mentale" e mi piacerebbe conoscerle bene. Potresti segnalarmi un link per trovarle? Ciao Stefano, avere una buona memoria fotografica è molto importante per memorizzare con efficacia e sicurezza le mappe mentali. Prendendo in considerazione una mappa mentale la cosa migliore che puoi fare è osservarla come se dopo volessi ridisegnarla mentalmente. Quindi non guardare ma osserva e poniti mentalmente in uno stato di curiosità in modo da cogliere tutti i dettagli come ad esempio il numero degli oggetti presenti, il loro colore, la loro forma e la loro disposizione. Se l'immagine è molto grande una cosa che puoi fare è suddividerla in porzioni più piccole e fare quello che ti ho detto sopra su ciascuna di queste porzioni. La fase più importante è quella di ricostruzione dell'immagine. Per farlo al meglio chiudi gli occhi o togli l'immagine dalla tua vista e ricostruiscila mentalmente in ogni sua parte. Sii pignolo e prendi anche le cose che sembrano essere irrilevanti... sono proprio i dettagli nel ricordo di quelle informazioni che sembrano irrilevanti a fare la differenza. Una volta che hai ricostruito l'immagine nella tua mente dopo fai una verifica aprendo gli occhi e riscontrando se effettivamente è così come l'avevi tu in mente. Se qualcosa è diverso osservalo nuovamente e poni particolare attenzione su quei particolari che ti erano sfuggiti. E' fondamentale essere in grado di ricostruire senza avere l'immagine sotto gli occhi perché a volte si ha la sensazione di sapere fino a quando abbiamo l'immagine davanti agli occhi…

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Come Imparare l’Inglese Veramente: Ecco 10 utili consigli

Ciao Matteo, ho visto che ci sono corsi, libri, campus per il metodo in generale. Ma per l'inglese cosa si può fare? Faccio parte di quelle persone che (cit.) "si sentono male a sentir parlare di corso di inglese". Mi sono messa in testa che non imparerò mai l'inglese e non c'è modo di schiodarmi da questa rigida posizione. Come fare? Grazie. Ciao Paola e grazie per la tua domanda.Se le hai provate tutte, e te la senti di provarne ancora una, mi sento di  darti 10 consigli per imparare l'inglese 1 Avere una buona motivazione 2 Dalla teoria alla pratica 3 Priorità della pronuncia 4 Memorizzare i vocaboli in lingua inglese 5 Impadronirsi delle regole di base della grammatica 6 Imparare vivendo la lingua e non studiandola 7 Tenere vivo l’interesse per la lingua inglese 8 Praticare la lingua con un Partner 9 Osservare e ascoltare chi parla in lingua inglese 10 Praticare senza la paura di sbagliare Avere una buona motivazione In questo contesto, occorre che chi decide di imparare l'inglese, lo faccia con uno scopo ben preciso. Come in ogni tipo di apprendimento, è necessario investire tempo e energia, e questa prospettiva tende a frenare l’entusiasmo. Tutto questo accade, quando gli obiettivi perseguiti sono poco chiari, e non ben definiti. Il quadro, però, può essere modificato senza alcun problema, precisando lo scopo per cui si desidera apprendere, la lingua inglese. In tal modo, si attiverà la motivazione necessaria, per porsi nella migliore delle prospettive, in termini di coinvolgimento attivo. Dalla teoria alla pratica E' importante "immergersi nella lingua inglese". Questa immersione, non deve essere intesa come la necessità di dedicare molto tempo allo studio della lingua. Ciò che conta davvero è esercitarsi quotidianamente sui contenuti appresi. Occorre trasferire dalla teoria alla pratica, la pronuncia dei vocaboli, le regole…

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Memoria Prodigiosa Live oggi nel parliamo al Matteo Risponde

Oggi rispondo a Diego che mi scrive, dicendo di aver acquistato tutti i miei libri e si domanda se possa essere utile partecipare al mio Corso di Memoria Prodigiosa dal vivo.  La sua indecisione è legata al costo del corso e quindi vorrebbe sapere che differenza esiste tra la possibilità di imparare le tecniche dai libri, oppure direttamente al Corso. In pratica, al Corso, vengono presentati elementi formativi nuovi, rispetto a quelli proposti nei libri? La risposta alla tua domanda, caro Diego, è strettamente legata ai tuoi obiettivi; in sostanza a quanto vuoi divenire abile nell’apprendimento. Devi sapere che esiste una differenza fondamentale a livello formativo, tra i libri ed i corsi dal vivo. Anche i migliori libri, svolgono una funzione di tipo “informativo”; ti aiutano a comprendere determinate metodologie, e a compiere i primi passi verso l’acquisizione di nuove tecniche; con la necessaria dedizione e applicazione, si può raggiungere un livello intermedio di abilità. Per compiere però un salto di qualità che cambia radicalmente le carte in tavola, occorre un approccio di tipo “formativo”, in cui il docente interagisca, passando la propria “esperienza” all’allievo, aiutandolo a personalizzare al meglio le tecniche proposte. Il segreto del successo non consiste nello standardizzare il percorso di apprendimento, ma bensì nel personalizzarlo. Ed ecco allora, l’importanza di essere presi per mano per ottimizzare le strategie di apprendimento!!! Questa è la differenza esistente tra i libri e i corsi dal vivo; un libro non può rispondere alle tue domande, e sono proprio queste risposte che a te servono per divenire un professionista dell’apprendimento. Il mio consiglio è il seguente; inizia la tua formazione con i libri, in modo tale da poterti costruire la migliore preparazione possibile. Nel caso in cui queste tematiche dovessero divenire per te particolarmente importanti, allora puoi decidere di fare un investimento…

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Come migliorare il percorso Universitario con le Mappe Mentali

Ciao Matteo, il tuo metodo va bene per un percorso universitario che richiede dei tecnicismi? Mi viene difficile pensare a qualcosa di assurdo con parole specifiche. Inoltre, vorrei imparare le mappe mentali, ma in rete non ci sono molti software, a parte iMindMap di Tony Buzan. Potrei farle con "Paint" di Windows? Ciao Alessandro, premetto che senza le tecniche che insegno probabilmente non sarei stato in grado di portare a termine i miei studi in Ingegneria Meccanica. Non so a cosa tu ti riferisca con "materie con particolari tecnicismi", ma Ingegneria ha solo esami molto tecnici e se quello a cui fai riferimento è qualcosa di analogo, allora sappi che il metodo si applica e i risultati sono sorprendenti. Racconto sempre ai convegni il mio percorso, ma se non mi conoscessi ancora avevo dato 7 esami in 3 anni. Ero frustratissimo perché mi impegnavo molto ma nonostante l'impegno i risultati non arrivavano. Decisi di fermarmi per imparare il metodo. Considera che dopo avere imparato bene il metodo ho preparato 4 esami del vecchio ordinamento (quando il percorso era strutturato ancora in 5 anni) a Ingegneria Meccanica (Meccanica razionale, Fisica 2, Elettrotecnica e Meccanica dei Fluidi) in 65 giorni. Non ero diventato più intelligente, avevo solo acquisito un metodo per imparare a studiare. Purtroppo avevo già 22 anni, ma avrei voluto impararlo alle elementari. Venendo alla tua domanda, se quello che intendi sono parole tecniche o astratte, ti metto alcuni esempi tratti dal mio primo libro Il segreto di una memoria prodigiosa. Se ce l'hai sono da pagina 48 in avanti. Ecco un breve stralcio, che sintetizza la soluzione: La nostra memoria lavora sempre per associazioni di immagini e più sono strane e più riusciamo a ricordarle meglio. So che all'inizio può sembrare laborioso, ma lo è esattamente come lo è imparare…

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Non hai voglia di Studiare? Non è colpa tua ma del Metodo ! – Matteo Risponde

Oggi rispondo a Cristiana che mi dice: ma se oltre al metodo, il problema del ragazzo è la scarsa motivazione e la poca voglia di studiare, come possiamo risolvere il problema? Si tratta certamente di una domanda molto particolare e complessa, perché dipende dall’interazione di diversi elementi. Il principale di essi è rappresentato dal metodo di studio, che condiziona la situazione in modo determinante. Un buon metodo di studio è in grado di coinvolgerci a 360°, trasformando l’apprendimento in un’attività stimolante e gratificante, al punto tale che smettere diventa pressoché impossibile!!! Esattamente il contrario, si verifica in mancanza di un corretto metodo di studio, situazione purtroppo ben più frequente, che porta con sé sensazioni di repulsione e fuga dallo studio, in quanto non risulta associata ad esso nessuna emozione positiva. La nostra Vita è legata indissolubilmente alle emozioni; queste giocano un ruolo essenziale, indirizzandoci verso gli obiettivi e fornendoci il carburante propulsivo per raggiungerli. Quando le emozioni diventano negative, l’effetto è esattamente corrispondente a quello che accade quando in un’automobile finisce la benzina!!! Con essa termina anche il viaggio...Nel nostro caso, la benzina che stiamo cercando si chiama “metodo di studio”, ed è costituito dall’insieme degli strumenti tecnici, che garantiscono il perfetto funzionamento della mente, secondo il modello con cui è stata ideata. La Mnemotecnica e le Mappe Mentali, sono alcune delle principali strategie che vanno a costituire un “metodo di studio”, in grado di fare la differenza. L’acquisizione degli strumenti tecnici, si accompagna alla necessità di personalizzare la dinamica operativa, per raggiungere quel feeling, che ci consentirà di trasformare lo studio e l’apprendimento, in una meravigliosa esperienza. Studiare con metodo, significa, ottimizzare tempi e risultati, ma anche vivere molto meglio il tempo che dedichiamo all’apprendimento. Abbiamo bisogno degli strumenti giusti per compiere il miglior lavoro possibile; non possiamo smontare…

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1° Libro da leggere per una Memoria Prodigiosa: Matteo Risponde Ora

Oggi rispondo a Giuseppe che mi scrive dicendo che ha seguito il mio servizio al programma televisivo “Le Iene”. Giuseppe pur leggendo non riesce a ricordare il contenuto della sua lettura, e per questo motivo, mi chiede quale, tra i miei libri, può risultare il più adatto per cominciare a imparare le tecniche di apprendimento. Caro Giuseppe la risposta dipende dal tuo obiettivo nel senso che ogni libro persegue scopi e finalità diverse tra di loro. Per aiutarti, faccio una panoramica dei contenuti salienti dei miei libri, in modo tale da poterti offrire gli opportuni elementi di valutazione. In ordine cronologico di pubblicazione, il mio primo libro è stato“Il Segreto di una Memoria Prodigiosa”, dedicato in buona parte alla “Mnemotecnica”, a cui segue una trattazione sulle “Tecniche di Studio” e le “Mappe Mentali”. Si tratta senza dubbio del testo più completo sulla “Mnemotecnica”, in cui presento numerosi esempi applicativi, che toccano molte aree del sapere, che quasi sempre non vengono affrontate nei testi di questo genere, come ad esempio la memorizzazione delle formule matematiche, chimiche e come ottimizzare l’apprendimento della lingua inglese. Ho così dimostrato, come la “Mnemotecnica”, che vanta una tradizione di oltre 2.500 anni, ed oggetto di continuo miglioramento, costituisca una preziosa e insostituibile alleata per ottimizzare l’apprendimento e la memorizzazione. Naturalmente in questo libro, ho condensato la mia esperienza di studio universitario, nell’ambito della quale ho sempre fatto ricorso alla “Mnemotecnica”, in grado di adattarsi perfettamente a tutte le esigenze di apprendimento. Imparare a “pensare per immagini”, trasformare cioè i concetti in “immagini mentali”, associarli tra di loro in modo P.A.V. (Paradosso, Azione,Vivido), ed utilizzare la tecnica ciceroniana dei “Loci”, mi è stato di grandissimo aiuto per fare la differenza durante il periodo di studi all’Università. Ulteriori conferme sull’immenso valore della “Mnemotecnica”, le ho avuto in seguito…

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Si può imparare l’inglese velocemente? – Matteo Risponde

Sei tra quelli che hanno sempre desiderato imparare l’inglese con i metodi tradizionali e non sono mai riusciti a parlarlo veramente? Il problema non sei tu ma il metodo che non ti hanno mai insegnato. Se vuoi davvero impararlo ti consiglio il mio libro "Impara l’inglese in un mese".  Non credi che sia possibile? Allora ti consiglio di ascoltare il Matteo Risponde di oggi Oggi rispondo a Rossella che in merito al libro “Impara l'inglese in un mese”. Afferma che è impossibile imparare l'inglese in un mese; tutt'al più ciò che può essere possibile fare è imparare solo un po' di grammatica. Ciò di cui sto parlando, prevede un approccio completamente diverso all’apprendimento. Anche il corso di inglese e più avanzato del mondo, si basa in modo esclusivo sul meccanismo della ripetizione, purtroppo di limitata efficacia, in quanto non consente di fissare nella propria memoria a lungo termine i vocaboli di lingua straniera, ed in misura ancor minore le regole grammaticali. In pratica, attraverso il metodo della ripetizione, si ripete ad oltranza, sino ad ottenere una certa sensazione di padronanza, del tutto aleatoria ed irrisoria, in quanto le informazioni sono recepite a livello di memoria a breve termine, che nel giro di poche ore cancellerà i contenuti. Infatti sappiamo bene, come con tale approccio sia necessario ripassare con elevatissima frequenza, proprio per limitare il naturale ed inevitabile decadimento delle nuove informazioni. Per questo imparare la lingua inglese con le tecniche tradizionali porta a risultati molto modesti, a fronte dello studio scolastico e degli innumerevoli corsi privati proposti dal vivo o sviluppati su supporto cartaceo e/o digitale (Libri, Dispense, DVD, Corsi online ecc…). Questi sono i dati di fatto, da cui ha preso origine il mio lavoro. In pratica moltissime persone si sono rivolte a me, segnalandomi i loro problemi di…

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Studiare è un gioco da ragazzi – Matteo Risponde

Oggi rispondo alla mail di una persona che mi chiede: ho acquistato il libro “Studiare è un gioco da ragazzi”, va bene per lo studio universitario? La risposta è ni, nel senso che va bene per quanto riguarda il metodo descritto, ma il concetto di fondo è quello di contestualizzarlo e traslarlo ai tuoi esempi e per questo motivo devi fare un passo in più, un sforzo extra, perché gli esempi riportati sul mio libro, sono relativi alle materie di studio delle scuole medie. Per questo motivo dovrai evitare di avere un comportamento impulsivo, pensando che sia facile studiare quelle materie rispetto ai testi universitari, al cui interno sono presenti meno immagini e le pagine sono tutte uguali una all’altra, dal punto di vista grafico. Quindi la tua bravura consisterà nel prendere il metodo e contestualizzarlo ad un livello di testo più difficile ed impegnativo, in quanto alcuni ausili didattici non sono presenti, come ad esempio le parole chiave a fianco dei capoversi, le domande prova a rispondere, oppure la sintesi realizzata con la mappa concettuale alla fine dei capitoli. Tutte queste cose le dovrai realizzare tu personalmente, ma l’approccio è esattamente il medesimo. Cambieranno solo gli esempi, come appunto ti dicevo, però ti informo che c’è qualcosa che sta bollendo in pentola, proprio per gli studenti universitari, con esempi relativi a testi di questo livello. Ti ringrazio per la domanda, ti faccio un grande in bocca al lupo e ti auguro tutto il meglio. A presto, ciao!

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Difficoltà a Memorizzare i Numeri – Matteo Risponde

Ciao a tutti, oggi  rispondo a Mara che ha comperato il libro “Studiare è un gioco da ragazzi” e mi dice che sua figlia è in prima superiore e che secondo lei il metodo per memorizzare i numeri riportato sul libro sembra molto difficile se non impossibile. Mi rendo conto che la parte sulla memorizzazione dei numeri è particolarmente impegnativa, in quanto stiamo parlando di suoni; ad esempio al numero "1" attribuiamo un suono che è T-D e questa tecnica è difficile da trasferire attraverso un libro, che non emette suoni. La situazione è molto simile al caso in cui desiderassimo imparare a suonare uno strumento guardando solo le note scritte sul pentagramma ed immaginando il suono di ogni singola nota. Quindi per aiutarti Mara, la cosa che ti invito a fare è quella rivedere il mio video sulla  “Conversione Fonetica”, dove potrai vedere un video in cui vengono presentati questi suoni; il video è diviso in due parti, prima e seconda parte e dopo averlo guardato ti sembrerà tutto molto più semplice. Chiaramente come ogni nuovo apprendimento, la fase iniziale richiederà tempo ed allenamento. Negli Stati Uniti si usa dire, quando una persona vuole acquisire una nuova competenza, ricordati la curva J. All’inizio questa lettera presenta una flessione verso il basso per poi risalire. Quindi immagina, se ad esempio volessi imparare ad utilizzare il cambio dell’automobile con le leve sotto il volante, avendo sempre usato il cambio normale, quello che succede è che anche se le leve sotto il voltante permettono di risparmiare tempo perché non ci sono movimenti, durante la fase iniziale del nuovo apprendimento, usare il cambio classico, sarà molto più veloce, in quanto si tratta di un’abitudine consolidata e la resistenza al cambiamento è un fattore che all’inizio rallenta molto l’apprendimento. Occorre quindi essere consapevoli che…

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