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Tecniche di fotografia mentale

Caro Matteo, quest’estate ho acquistato per la seconda volta il libro “Il segreto di una memoria prodigiosa”, la nuova edizione. Visto che è stata aggiornata con nuovi contenuti mi sarebbe piaciuto trovare la parte sulla fotografia mentale ma sono rimasto un un po’ deluso perché non ho trovato traccia delle "Tecniche di fotografia mentale" e mi piacerebbe conoscerle bene. Potresti segnalarmi un link per trovarle? Ciao Stefano, avere una buona memoria fotografica è molto importante per memorizzare con efficacia e sicurezza le mappe mentali. Prendendo in considerazione una mappa mentale la cosa migliore che puoi fare è osservarla come se dopo volessi ridisegnarla mentalmente. Quindi non guardare ma osserva e poniti mentalmente in uno stato di curiosità in modo da cogliere tutti i dettagli come ad esempio il numero degli oggetti presenti, il loro colore, la loro forma e la loro disposizione. Se l'immagine è molto grande una cosa che puoi fare è suddividerla in porzioni più piccole e fare quello che ti ho detto sopra su ciascuna di queste porzioni. La fase più importante è quella di ricostruzione dell'immagine. Per farlo al meglio chiudi gli occhi o togli l'immagine dalla tua vista e ricostruiscila mentalmente in ogni sua parte. Sii pignolo e prendi anche le cose che sembrano essere irrilevanti... sono proprio i dettagli nel ricordo di quelle informazioni che sembrano irrilevanti a fare la differenza. Una volta che hai ricostruito l'immagine nella tua mente dopo fai una verifica aprendo gli occhi e riscontrando se effettivamente è così come l'avevi tu in mente. Se qualcosa è diverso osservalo nuovamente e poni particolare attenzione su quei particolari che ti erano sfuggiti. E' fondamentale essere in grado di ricostruire senza avere l'immagine sotto gli occhi perché a volte si ha la sensazione di sapere fino a quando abbiamo l'immagine davanti agli occhi…

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Come Imparare l’Inglese Veramente: Ecco 10 utili consigli

Ciao Matteo, ho visto che ci sono corsi, libri, campus per il metodo in generale. Ma per l'inglese cosa si può fare? Faccio parte di quelle persone che (cit.) "si sentono male a sentir parlare di corso di inglese". Mi sono messa in testa che non imparerò mai l'inglese e non c'è modo di schiodarmi da questa rigida posizione. Come fare? Grazie. Ciao Paola e grazie per la tua domanda.Se le hai provate tutte, e te la senti di provarne ancora una, mi sento di  darti 10 consigli per imparare l'inglese 1 Avere una buona motivazione 2 Dalla teoria alla pratica 3 Priorità della pronuncia 4 Memorizzare i vocaboli in lingua inglese 5 Impadronirsi delle regole di base della grammatica 6 Imparare vivendo la lingua e non studiandola 7 Tenere vivo l’interesse per la lingua inglese 8 Praticare la lingua con un Partner 9 Osservare e ascoltare chi parla in lingua inglese 10 Praticare senza la paura di sbagliare Avere una buona motivazione In questo contesto, occorre che chi decide di imparare l'inglese, lo faccia con uno scopo ben preciso. Come in ogni tipo di apprendimento, è necessario investire tempo e energia, e questa prospettiva tende a frenare l’entusiasmo. Tutto questo accade, quando gli obiettivi perseguiti sono poco chiari, e non ben definiti. Il quadro, però, può essere modificato senza alcun problema, precisando lo scopo per cui si desidera apprendere, la lingua inglese. In tal modo, si attiverà la motivazione necessaria, per porsi nella migliore delle prospettive, in termini di coinvolgimento attivo. Dalla teoria alla pratica E' importante "immergersi nella lingua inglese". Questa immersione, non deve essere intesa come la necessità di dedicare molto tempo allo studio della lingua. Ciò che conta davvero è esercitarsi quotidianamente sui contenuti appresi. Occorre trasferire dalla teoria alla pratica, la pronuncia dei vocaboli, le regole…

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Memoria Prodigiosa Live oggi nel parliamo al Matteo Risponde

Oggi rispondo a Diego che mi scrive, dicendo di aver acquistato tutti i miei libri e si domanda se possa essere utile partecipare al mio Corso di Memoria Prodigiosa dal vivo.  La sua indecisione è legata al costo del corso e quindi vorrebbe sapere che differenza esiste tra la possibilità di imparare le tecniche dai libri, oppure direttamente al Corso. In pratica, al Corso, vengono presentati elementi formativi nuovi, rispetto a quelli proposti nei libri? La risposta alla tua domanda, caro Diego, è strettamente legata ai tuoi obiettivi; in sostanza a quanto vuoi divenire abile nell’apprendimento. Devi sapere che esiste una differenza fondamentale a livello formativo, tra i libri ed i corsi dal vivo. Anche i migliori libri, svolgono una funzione di tipo “informativo”; ti aiutano a comprendere determinate metodologie, e a compiere i primi passi verso l’acquisizione di nuove tecniche; con la necessaria dedizione e applicazione, si può raggiungere un livello intermedio di abilità. Per compiere però un salto di qualità che cambia radicalmente le carte in tavola, occorre un approccio di tipo “formativo”, in cui il docente interagisca, passando la propria “esperienza” all’allievo, aiutandolo a personalizzare al meglio le tecniche proposte. Il segreto del successo non consiste nello standardizzare il percorso di apprendimento, ma bensì nel personalizzarlo. Ed ecco allora, l’importanza di essere presi per mano per ottimizzare le strategie di apprendimento!!! Questa è la differenza esistente tra i libri e i corsi dal vivo; un libro non può rispondere alle tue domande, e sono proprio queste risposte che a te servono per divenire un professionista dell’apprendimento. Il mio consiglio è il seguente; inizia la tua formazione con i libri, in modo tale da poterti costruire la migliore preparazione possibile. Nel caso in cui queste tematiche dovessero divenire per te particolarmente importanti, allora puoi decidere di fare un investimento…

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Come migliorare il percorso Universitario con le Mappe Mentali

Ciao Matteo, il tuo metodo va bene per un percorso universitario che richiede dei tecnicismi? Mi viene difficile pensare a qualcosa di assurdo con parole specifiche. Inoltre, vorrei imparare le mappe mentali, ma in rete non ci sono molti software, a parte iMindMap di Tony Buzan. Potrei farle con "Paint" di Windows? Ciao Alessandro, premetto che senza le tecniche che insegno probabilmente non sarei stato in grado di portare a termine i miei studi in Ingegneria Meccanica. Non so a cosa tu ti riferisca con "materie con particolari tecnicismi", ma Ingegneria ha solo esami molto tecnici e se quello a cui fai riferimento è qualcosa di analogo, allora sappi che il metodo si applica e i risultati sono sorprendenti. Racconto sempre ai convegni il mio percorso, ma se non mi conoscessi ancora avevo dato 7 esami in 3 anni. Ero frustratissimo perché mi impegnavo molto ma nonostante l'impegno i risultati non arrivavano. Decisi di fermarmi per imparare il metodo. Considera che dopo avere imparato bene il metodo ho preparato 4 esami del vecchio ordinamento (quando il percorso era strutturato ancora in 5 anni) a Ingegneria Meccanica (Meccanica razionale, Fisica 2, Elettrotecnica e Meccanica dei Fluidi) in 65 giorni. Non ero diventato più intelligente, avevo solo acquisito un metodo per imparare a studiare. Purtroppo avevo già 22 anni, ma avrei voluto impararlo alle elementari. Venendo alla tua domanda, se quello che intendi sono parole tecniche o astratte, ti metto alcuni esempi tratti dal mio primo libro Il segreto di una memoria prodigiosa. Se ce l'hai sono da pagina 48 in avanti. Ecco un breve stralcio, che sintetizza la soluzione: La nostra memoria lavora sempre per associazioni di immagini e più sono strane e più riusciamo a ricordarle meglio. So che all'inizio può sembrare laborioso, ma lo è esattamente come lo è imparare…

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Non hai voglia di Studiare? Non è colpa tua ma del Metodo ! – Matteo Risponde

Oggi rispondo a Cristiana che mi dice: ma se oltre al metodo, il problema del ragazzo è la scarsa motivazione e la poca voglia di studiare, come possiamo risolvere il problema? Si tratta certamente di una domanda molto particolare e complessa, perché dipende dall’interazione di diversi elementi. Il principale di essi è rappresentato dal metodo di studio, che condiziona la situazione in modo determinante. Un buon metodo di studio è in grado di coinvolgerci a 360°, trasformando l’apprendimento in un’attività stimolante e gratificante, al punto tale che smettere diventa pressoché impossibile!!! Esattamente il contrario, si verifica in mancanza di un corretto metodo di studio, situazione purtroppo ben più frequente, che porta con sé sensazioni di repulsione e fuga dallo studio, in quanto non risulta associata ad esso nessuna emozione positiva. La nostra Vita è legata indissolubilmente alle emozioni; queste giocano un ruolo essenziale, indirizzandoci verso gli obiettivi e fornendoci il carburante propulsivo per raggiungerli. Quando le emozioni diventano negative, l’effetto è esattamente corrispondente a quello che accade quando in un’automobile finisce la benzina!!! Con essa termina anche il viaggio...Nel nostro caso, la benzina che stiamo cercando si chiama “metodo di studio”, ed è costituito dall’insieme degli strumenti tecnici, che garantiscono il perfetto funzionamento della mente, secondo il modello con cui è stata ideata. La Mnemotecnica e le Mappe Mentali, sono alcune delle principali strategie che vanno a costituire un “metodo di studio”, in grado di fare la differenza. L’acquisizione degli strumenti tecnici, si accompagna alla necessità di personalizzare la dinamica operativa, per raggiungere quel feeling, che ci consentirà di trasformare lo studio e l’apprendimento, in una meravigliosa esperienza. Studiare con metodo, significa, ottimizzare tempi e risultati, ma anche vivere molto meglio il tempo che dedichiamo all’apprendimento. Abbiamo bisogno degli strumenti giusti per compiere il miglior lavoro possibile; non possiamo smontare…

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1° Libro da leggere per una Memoria Prodigiosa: Matteo Risponde Ora

Oggi rispondo a Giuseppe che mi scrive dicendo che ha seguito il mio servizio al programma televisivo “Le Iene”. Giuseppe pur leggendo non riesce a ricordare il contenuto della sua lettura, e per questo motivo, mi chiede quale, tra i miei libri, può risultare il più adatto per cominciare a imparare le tecniche di apprendimento. Caro Giuseppe la risposta dipende dal tuo obiettivo nel senso che ogni libro persegue scopi e finalità diverse tra di loro. Per aiutarti, faccio una panoramica dei contenuti salienti dei miei libri, in modo tale da poterti offrire gli opportuni elementi di valutazione. In ordine cronologico di pubblicazione, il mio primo libro è stato“Il Segreto di una Memoria Prodigiosa”, dedicato in buona parte alla “Mnemotecnica”, a cui segue una trattazione sulle “Tecniche di Studio” e le “Mappe Mentali”. Si tratta senza dubbio del testo più completo sulla “Mnemotecnica”, in cui presento numerosi esempi applicativi, che toccano molte aree del sapere, che quasi sempre non vengono affrontate nei testi di questo genere, come ad esempio la memorizzazione delle formule matematiche, chimiche e come ottimizzare l’apprendimento della lingua inglese. Ho così dimostrato, come la “Mnemotecnica”, che vanta una tradizione di oltre 2.500 anni, ed oggetto di continuo miglioramento, costituisca una preziosa e insostituibile alleata per ottimizzare l’apprendimento e la memorizzazione. Naturalmente in questo libro, ho condensato la mia esperienza di studio universitario, nell’ambito della quale ho sempre fatto ricorso alla “Mnemotecnica”, in grado di adattarsi perfettamente a tutte le esigenze di apprendimento. Imparare a “pensare per immagini”, trasformare cioè i concetti in “immagini mentali”, associarli tra di loro in modo P.A.V. (Paradosso, Azione,Vivido), ed utilizzare la tecnica ciceroniana dei “Loci”, mi è stato di grandissimo aiuto per fare la differenza durante il periodo di studi all’Università. Ulteriori conferme sull’immenso valore della “Mnemotecnica”, le ho avuto in seguito…

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Si può imparare l’inglese velocemente? – Matteo Risponde

Sei tra quelli che hanno sempre desiderato imparare l’inglese con i metodi tradizionali e non sono mai riusciti a parlarlo veramente? Il problema non sei tu ma il metodo che non ti hanno mai insegnato. Se vuoi davvero impararlo ti consiglio il mio libro "Impara l’inglese in un mese".  Non credi che sia possibile? Allora ti consiglio di ascoltare il Matteo Risponde di oggi Oggi rispondo a Rossella che in merito al libro “Impara l'inglese in un mese”. Afferma che è impossibile imparare l'inglese in un mese; tutt'al più ciò che può essere possibile fare è imparare solo un po' di grammatica. Ciò di cui sto parlando, prevede un approccio completamente diverso all’apprendimento. Anche il corso di inglese e più avanzato del mondo, si basa in modo esclusivo sul meccanismo della ripetizione, purtroppo di limitata efficacia, in quanto non consente di fissare nella propria memoria a lungo termine i vocaboli di lingua straniera, ed in misura ancor minore le regole grammaticali. In pratica, attraverso il metodo della ripetizione, si ripete ad oltranza, sino ad ottenere una certa sensazione di padronanza, del tutto aleatoria ed irrisoria, in quanto le informazioni sono recepite a livello di memoria a breve termine, che nel giro di poche ore cancellerà i contenuti. Infatti sappiamo bene, come con tale approccio sia necessario ripassare con elevatissima frequenza, proprio per limitare il naturale ed inevitabile decadimento delle nuove informazioni. Per questo imparare la lingua inglese con le tecniche tradizionali porta a risultati molto modesti, a fronte dello studio scolastico e degli innumerevoli corsi privati proposti dal vivo o sviluppati su supporto cartaceo e/o digitale (Libri, Dispense, DVD, Corsi online ecc…). Questi sono i dati di fatto, da cui ha preso origine il mio lavoro. In pratica moltissime persone si sono rivolte a me, segnalandomi i loro problemi di…

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Mappe Concettuali e Mappe Mentali – Matteo Risponde

Ciao a tutti, oggi rispondo ad Adriana, che mi chiede perché usare le Mappe Mentali considerando che a scuola insegnano le Mappe Concettuali?   La scuola in effetti propone le Mappe Concettuali la cui idea è stata teorizzata da Joseph D. Novak negli anni sessanta del secolo scorso. Lo scopo perseguito dalle Mappe Concettuali è quello di rappresentare il significato dei concetti mettendo in risalto le relazioni gerarchiche tra di essi. Per questi motivi le mappe concettuali costituiscono degli ottimi strumenti per favorire l’organizzazione dei concetti e la loro comprensione. La Mappa Concettuale si presenta come un insieme di parole chiave collegate tra loro da linee. Questa struttura però non è adatta alle esigenze di memorizzazione, in quanto questo tipo di rappresentazione presenta sempre un aspetto molto simile; in pratica le Mappe non assumono una forma adatta alla rappresentazione intrinseca del testo, ma sono strutture standardizzate e per questo non adatte a favorire una buona memorizzazione. Per questo scopo occorre infatti chiamare in causa anche l’emisfero destro del nostro cervello, quello che presiede alle attività collegate alla fantasia, alla creatività; in sintesi a tutti quelle capacità mentali che normalmente durante lo studio rimangono silenti. Questo è il vero problema delle Mappe Concettuali: stimolare solo l’emisfero sinistro e di conseguenza non attivare la memoria, che richiede un coinvolgimento emotivo e la creazione di strutture grafiche in grado di adattarsi alla tipologia dei concetti ed alle loro relazioni, che deve essere personalizzata dall’autore. Tutti questi obiettivi sono perfettamente realizzabili creando le Mappe Mentali, che costituiscono l’equivalente del dipinto di un pittore, in grado di adattarsi perfettamente al proprio stile di apprendimento. Le Mappe Mentali, ideate negli anni settanta del secolo scorso, dallo psicologo ed esperto di memoria inglese Tony Buzan, ottimizzano la capacità di comprensione e di sintesi logico-deduttiva (Collegata all’attività dell’emisfero…

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