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La Memorizzazione a Lungo Termine

Per avere un’idea di ciò che succede nella memoria, facciamo un parallelo. Immagina di voler costruire un sentiero su un prato passandoci e ripassandoci a piedi. Dovrai fare molti passaggi e se non ripassi per un paio di giorni l’erba ricresce cancellando in parte la tua traccia. Questo è un metodo analogo allo studio tradizionale: impieghiamo molto tempo, leggiamo e ripetiamo, ma se non ripassiamo per un paio di giorni la materia perdiamo parte delle informazioni. La memoria nel nostro parallelo è rappresentata dal prato e il ricordo dal sentiero. Ora immagina invece di avere a disposizione una ruspa. Sarà sufficiente un solo passaggio e avrai costruito non solo un sentiero, ma addirittura una strada nella tua memoria! Tuttavia, se non dovessi tornare più su quelle informazioni, con il passare del tempo, a lungo termine l’erba ricrescerebbe, e arriveresti a un giorno in cui non sarebbe più possibile vedere neppure la traccia della strada. Quindi, se vuoi portare con te le informazioni a lungo termine, dopo essere passato con la ruspa, dovrai passare più volte con l’asfaltatrice: saranno gli strati d’asfalto a impedire all’erba di ricrescere. Nel nostro caso l’asfaltatrice rappresenta una serie di ripassi progressivi delle informazioni interiorizzate, intervallati da momenti di pausa e riposo che andranno via via allungandosi, fino a quando quelle informazioni non saranno parte di noi per sempre, e non avremo più alcun bisogno di ripassarle. Vuoi potenziare la Tua Memoria? Scopri l'Audiocorso "Memoria Prodigiosa"

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Cosa impariamo oggi? A partire dalla fine

Quando c’è la guida al testo è di fondamentale importanza perché ti dice esattamente come è strutturato il libro e come fare per trarne il massimo beneficio, come leggere ogni lezione, dove trovi le varie domande per fare una verifica di quanto appena appreso, se ci sono dei supporti multimediali come una videolezione su un CD allegato al libro piuttosto che su un sito. Se per esempio scopriamo che il libro ha ogni capitolo strutturato in una parte teorica, una parte multimediale e una parte di esercizi, sapremo meglio come affrontarne lo studio. Se ci sono queste informazioni ritieniti fortunatissimo! Il paragone che faccio per rendere l’idea dell’assurdità di questo atteggiamento è che sarebbe come avere una cartina geografica di una città in mano e voler raggiungere un determinato posto, senza prima capire dove siamo. Se non conosciamo il nostro punto di partenza è evidente che la cartina diventi inutile. Avere bene in mente la struttura del libro equivale esattamente a conoscere con precisione il nostro punto di partenza e sapere come è orientata la cartina. Inoltre, dall’indice spesso si capisce anche la struttura del singolo capitolo, il che permette di sfruttare al meglio le potenzialità del libro. Per esempio possiamo osservare se alla fine di ogni capitolo sia presente una scheda riepilogativa che darà modo di focalizzare e interiorizzare i concetti molto più velocemente. Partire a leggere un libro, magari sottolineando tutto, senza avere una visione d’insieme che ci permette di collocare gli argomenti e di orientarci in ciò che stiamo leggendo, come vedremo, non porterà molto distante. Per tornare alla metafora della cartina, approfondire queste parti ti porta a conoscenza della situazione, del punto in cui ti trovi e di quello a cui devi arrivare. Per imparare a memorizzare senza fatica, ma anche per facilitare l’apprendimento e il…

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Come Migliorare la Concentrazione e Cicli di Studio

Questo elenco è frutto di un sondaggio alle persone registrate sul mio sito a cui ho chiesto: «Quali sono le difficoltà che tu o tuo figlio incontrate di più nell’apprendimento?». La risposta era libera e non suggerita con opzioni multiple (a crocette) per far sì che ciascuno potesse esprimere sinceramente e senza condizionamento le proprie opinioni. Ecco qui raggruppate in 10 punti le risposte più frequenti:  noia;  mancanza di concentrazione; mancanza di interesse; mancanza di motivazione; mancanza di focalizzazione sull’obiettivo; mancanza di metodo; non riesco a individuare i concetti chiave; non riesco a memorizzare; mancanza del giusto approccio; ansia. A prova di questo mi succede sovente di sentire genitori sostenere che i figli soffrano di mancanza di concentrazione. Io “la prendo da lontano”, accondiscendo senza stupirmi, e dico loro che è una cosa molto comune per le nuove generazioni. Poi chiedo al genitore: “Posso farle alcune domande su suo figlio?” e lui risponde: “Certamente”. A quel punto la mia domanda di rito è: “Che cosa gli piace fare?”. Spesso la risposta è giocare alla playstation, oppure giocare a calcio nel caso di un ragazzino, oppure chiacchierare con le amiche o fare danza nel caso di una ragazzina. A questo punto chiedo quanto tempo i loro figli si dedichino ai loro interessi. I genitori sono quasi tutti concordi nel sostenere che se non imponessero un limite, i figli sarebbero in grado di andare avanti ore senza interrompere. In quell’istante li faccio riflettere: “Mi sta parlando della stessa persona che prima mi diceva che non riusciva a stare più di 20 minuti seduta davanti a un libro?”. Ovviamente restano un po’ spiazzati. La durata della situazione non sempre è determinante, ma gioca comunque un ruolo fondamentale: è normale che anche in un gioco molto coinvolgente, dopo 4 ore di totale concentrazione il nostro…

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Cosa impariamo oggi? A studiare per spiegare!

A dispetto di quanto comunemente potresti credere, la lettura e l’ascolto sono le attività che meno tra tutte consentono di memorizzare concetti. Sono sistemi di apprendimento passivi, che in virtù del loro flusso unidirezionale vengono assorbiti solo in parte dalle persone. Molte informazioni non arrivano, finiscono per disperdersi, arrivano imprecise e distorte. Il cosiddetto “Cono dell’apprendimento”, sistema riconosciuto e messo a punto da luminari della materia, evidenzia invece che il sistema migliore per imparare è quello di spiegare quanto si è appreso ad altre persone. Leggere e ascoltare sono tecniche passive, interagire è invece una tecnica attiva. Caro studente, o professionista, è un po’ come se ti dovessi immedesimare nei panni di un’insegnante, o del tuo titolare, per illustrare concetti o informazioni ad altri soggetti. In questo modo ti renderai conto davvero se hai interiorizzato gli elementi di cui hai bisogno. Come puoi metterti alla prova? Molto semplicemente utilizzando uno smartphone o una videocamera per registrare le tue parole, immaginando di avere davanti a te un interlocutore che non sa nulla dell’argomento di cui parli.  Terminato l’esercizio, suggerisco di ascoltarti per valutare la qualità e la completezza della spiegazione. Operando in questo modo, sempre secondo il “Cono dell’apprendimento”, sei in grado di trattenere il 90% delle informazioni, di vivere l’esperienza. Questo concetto viene espresso in America con le parole “Switch ownership”, ovvero per valutare se hai capito devi essere in grado di trasferire i concetti che hai appreso ad un'altra persona, se questa persona, a sua volta, è in grado di fare lo stesso con un’altra persona vuol dire che hai interiorizzato i concetti. Quindi, studia per spiegare! Imparare è facile, se hai il giusto metodo, se i tuoi figli usano il giusto metodo. Se vuoi saperne di più, visita il MemoKid Camp e capirai che in pochi giorni i…

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Notizie dal mondo della memoria: l'”Extreme Memory Tournament”

L’evento svoltosi su due giorni, durante il weekend del 2 e 3 maggio 2015, presso il Dart Neuroscience Convention Center di San Diego, CA. Sponsorizzato da Dart Neuroscienze e Washington University di St. Louis (WUSL), ha offerto un totale montepremi di 76 mila dollari! La particolarità di questo torneo è dato dalla sfida. I concorrenti si sfidano due alla volta su diverse discipline e chi vince passa il turno. L’aspetto che sta rendendo l'evento così interessante in America, è che le persone che assistono all'evento riescono a capire chi sta memorizzando più velocemente. Il pubblico vede in tempo reale, su dei maxi schermi, la velocità di memorizzazione attraverso lo scorrimento delle informazioni, un po' come succede nel poker dove gli spettatori sanno le carte dei giocatori. Congratulazioni al grande Johannes Mallow che ha vinto, seguito dal neuroscienziato Dr Boris Nikolai Konrad e in terza posizione da Simon Reinhard.

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Cosa impariamo oggi?

Ascoltando un elenco di parole, normalmente ne ricordiamo solo alcune, e difficilmente nella corretta sequenza. Con questo test scopriremo invece che ricordarle tutte quante nell’esatta sequenza è solo questione di metodo. La memoria, questa strana “creatura” che non vediamo, consente di conservare ogni tipo di informazione e ricordo legati alla nostra esistenza. Questi cassetti non sono però un semplice deposito, con esso dobbiamo interagire in maniera corretta e organizzata, solo in questo modo possiamo sfruttarne l’enorme potenziale.   Per riuscire a trasferirti quanto dico, nel seguente video suggerisco un test pratico. Ci sono tante altre e innovative metodologie come questa per la memoria per facilitare l’apprendimento e il metodo di studio ai vostri figli. Vuoi conoscerle? Visita il MemoKid Camp e scopri la settimana che rivoluzionerà per sempre l’approccio alle materie di studio.

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La memoria visiva di un bambino autistico

L'autismo è una malattia poco conosciuta che rende molto difficile per chi ne è colpito integrarsi nella società e comunicare con gli altri, scatenando parallelamente un forte ritiro interiore in chi ne è affetto. Quello che non molte persone sanno però è che, a volte, questa sindrome enfatizza molto il talento e le capacità individuali delle persone che ne sono affette. Come racconta Bored Panda ci troviamo a New York, in una classe universitaria come tante altre. Per un bambino autistico di 11 anni, però, oggi è un giorno molto speciale: sua madre, insegnante, lo ha invitato a seguire una delle sue lezioni. Quello che accade durante la lezione lascia sbalorditi sia la madre-professoressa che i suoi studenti: il ragazzino improvvisamente si mette in piedi su una sedia ed inizia a disegnare, completamente a mano libera e ricorrendo solamente alla propria memoria, una perfetta riproduzione del pianeta con annessi gli Stati che lo compongono e i confini che li dividono gli uni dagli altri. Il ricordo, le emozioni sono i più grandi appoggi/aiuti per la nostra memoria. Attraverso il PAV (paradosso-azione-vivido) possiamo memorizzare informazioni con più facilità, e durano più a lungo quelle dinamiche, multisensoriali e che escono fuori dall’ordinario. Una studentessa, colpita dalla performance del figlio della sua insegnante, scatta una foto all'opera completa; dopo qualche ora la mostra a suo padre e l'uomo decide di condividerla col web tramite i socials network. "Sono stato semplicemente folgorato" - ha commentato. La foto viene condivisa da migliaia di persone e diventa ben presto un fenomeno virale: che il bambino abbia un futuro come cartografo? Solo il tempo potrà dircelo.

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La memoria non è poi così importante?

Quanto vale il tuo tempo? E quanto vale la certezza di avere un metodo che possa esserti utile per acquisire qualsiasi informazione? Non è di Memoria ma in realtà è proprio di questo che sto parlando. Non farti trarre in inganno dal nome! Il corso Memoria Prodigiosa Live non è solo un corso di Memoria, ma è anche un corso che ti fornisce un metodo dal quale non puoi prescindere se vuoi imparare velocemente e se vuoi ricordare le informazioni una volta per sempre. “Diciamolo sinceramente, la Memoria poi non è così importante”. Questa è la classica frase che mi sento dire più spesso: “Ormai con i telefonini, i registratori vocali incorporati nel telefono e tutti i sistemi che abbiamo non è meglio lasciare la mente libera da ogni pensiero e concentrarsi solo sulle cose dove non posso fare affidamento ad altri strumenti se non alla mia mente?”. In effetti è così, e per quanto strano possa sembrare la penso così anche io, in molte circostanze. Tuttavia ce ne sono altre, molto più importanti, dove se non si conoscono le tecniche che insegno, la prestazione varia in modo esponenziale. Cosa intendo? Intendo che la differenza nel risultato è molto evidente, e non una cosa irrilevante sulla quale uno può pensare che sia indifferente conoscere le tecniche o meno. Di seguito, ecco elencate alcune delle situazioni cui mi riferisco:  A un concorso per diventare ispettore di polizia. Ci sono moltissimi partecipanti per pochissimi posti. In quella situazione le cose o le sai o non le sai e non puoi andare a consultare il telefonino. Allo stesso modo, quando incontri una persona alla quale ti sei già presentato e ti sfugge il suo nome. In quell’istante, se non ricordi il particolare, la brutta figura è assicurata. Un altro esempio su cui focalizzo sempre l’attenzione è lo studio delle lingue: la maggior…

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