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Mappe Concettuali

Indice Articolo Cosa sono le mappe concettuali Come realizzare una mappa concettuale Mappe concettuali per lo studio Esempi di mappe concettuali per la scuola primaria Perché preferire in alcuni casi le Mappe Mentali Cosa sono le mappe concettuali L’idea delle mappe concettuali è stata teorizzata da Joseph D. Novak negli anni sessanta e successivamente sviluppata con D. Bob Gowin (1983, 1988), come strategia innovativa per aiutare gli allievi ad imparare e a rappresentare i significati di concetti scientifici. Si basa su approcci e nozioni del costruttivismo pedagogico e cognitivo, quali l’apprendimento significativo e il ruolo della conoscenza previa (Ausubel, 1963, 1968), l’apprendimento per esperienza e lo scaffolding (Bruner, 1975, 1983), la teoria degli schemi cognitivi (Ruhmelhart, 1980), la zona di sviluppo prossimale e l’interazione sociale come base per l’apprendimento (Vygotsky, 1962, 1979). L’ideazione delle mappe concettuali, nasce dagli studi sulla memoria ed affronta il problema dell’apprendimento meccanico, mettendo in risalto che la conoscenza non è solo costituita da concetti ma anche da relazioni e quindi si rende necessario visualizzare sia i concetti che le reciproche relazioni per favorire la loro comprensione e la successiva memorizzazione. Le mappe concettuali sono strumenti per l’organizzazione delle informazioni in modo da favorire ad un livello profondo l’integrazione della conoscenza. La mappa assume il significato che viene dato da concetti, relazioni e proposizioni. Una mappa concettuale è la rappresentazione grafica di concetti espressi in forma sintetica (Parole–Concetto) all’interno di una forma geometrica (Nodo) e collegati fra loro da linee o frecce che esplicitano la relazione attraverso parole-legamento poste in verticale. La mappa si sviluppa dall'alto verso il basso, a partire da un concetto iniziale superiore dal punto di vista logico-deduttivo. La struttura delle connessioni procede dal generale al particolare. Le relazioni tra i nodi si esplicitano attraverso linee ed etichette di relazioni o indicatori (Verbi…

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Tecniche di concentrazione

Se mi stai leggendo, vuol dire che non ti sei dato per vinto e sei già a buon punto. Stai già vivendo un’inevitabile ed espressiva evoluzione solo perché qualcosa ti ha spinto a cercare le tecniche di concentrazione, alle quali ho dedicato gran parte dei miei studi. Come aumentare la concentrazione Ti è mai successo di fare in 3 ore quello che quando sei completamente concentrato e focalizzato riesci a fare in 40 minuti o forse meno? Molte volte non si ha la capacità di rimanere focalizzati e concentrati sull'obiettivo per più di qualche minuto. Riuscire a farlo è solo questione di allenamento come in tutte le cose. Personalmente amo questo aspetto ed è una delle motivazioni che più mi spinge a fare le gare che faccio (sono gare estreme di resistenza come ultramaratone, ironman, ironbike e altre simili) dove il corpo è sotto uno sforzo costante per oltre 12 ore almeno. Quello che mi piace è che, senza una buona capacità di concentrazione sull'obiettivo, penso sia praticamente impossibile portarne a termine soltanto una. E' necessaria una gestione del pensiero e dell'emotività davvero straordinaria. Sarebbe sensazionale trasportare quel tipo di pensiero alla quotidianità. Ci si rende conto di quante cose non facciamo semplicemente perchè non siamo abituati ad usare la nostra mente come in quelle situazioni di estrema necessità. Si tratta di momenti in cui anche un solo il pensiero di un secondo, il classico "mi fermo un attimo", facilmente porta al ritiro. Nell'apprendimento succede la stessa cosa. Se abbiamo l' chiaramente impieghiamo meno tempo e otteniamo risultati migliori, evitiamo di disperdere energie. Nell'apprendimento succede la stessa cosa. Se abbiamo l'abilità di rimanere concentrati su quello che stiamo facendo chiaramente impieghiamo meno tempo e otteniamo risultati migliori, evitiamo di disperdere energie. Uno dei metodi per allenare…

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Il bilinguismo fa bene alla salute: chi parla due lingue invecchia meglio

Il bilinguismo fa bene al cervello e alla salute. Secondo studi dell’Università di Montreal chi sa parlare due lingue è meno soggetto ai rischi dell’invecchiamento cognitivo o della demenza. Questa è la tesi scoperta dal team guidato da Ana Inés Ansaldo. I risultati sono stati pubblicati su Journal of Neurolinguistics. L’esperimento su un gruppo di anziani La ricerca ha avuto come protagonisti un gruppo di anziani, divisi tra bilingue e monolingue. A entrambi è stato chiesto di svolgere lo stesso compito. In pratica dovevano focalizzare la loro attenzione sul colore di un oggetto, tralasciando tutte le informazioni su come questo era posizionato nello spazio. Dopodiché i ricercatori hanno analizzato come i due gruppi diversi hanno eseguito il lavoro e soprattutto quante reti neuronali hanno attivato per portarlo a compimento. I bilingue sono “formiche”, i monolingue “cicale” I due gruppi si sono comportati come nella favola di Esopo, della “formica” che risparmia e la cicala “spendacciona”. In altre parole, i monolingue hanno sfruttato circuiti celebrali più vasti, attivando sia le regioni del cervello che si occupano di decodificare le informazioni visive, sia quelle che supportano le funzioni motorie, la parte frontale e posteriore del cervello. Discorso opposto per i bilingue che sono andati al risparmio, usando solo alcune aree, quelle poste nella zona posteriore, che hanno il compito specifico di processare le informazioni visive. I bilingue nella loro attività hanno dimostrato la capacità di risparmiare energie preziose e questo, secondo gli studiosi è la base per capire perché invecchiano meglio. Perché essere bilingue conviene Secondo l’indagine non è un caso se i bilingue riescono a gestire meglio risorse ed energie mentali. Passando da una lingua all’altra con naturalezza hanno infatti imparato a concentrare la loro mente solo sulle informazioni di cui hanno bisogno, ignorando le altre che non sono loro utili,…

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IL CAMPIONATO DI MEMORIA PER LA QUARTA VOLTA IN ITALIA

Approda per la quarta volta in Italia l’Italian Open Memory Championship ovvero il Campionato Italiano di Memoria aperto anche ai Mental Athletes di tutto il mondo. Anche quest’anno ci sarà modo di vedere i mostri sacri della memoria provenienti dalla Germania, Svezia, Norvegia e qualche partecipante arriverà anche da oltre oceano. QUANDO? Sabato 19 Marzo 2016 DOVE? Hotel NH Collection Giustiniano (Per maggiori dettagli clicca qui) LEGGI IL PROGRAMMA SUL SITO UFFICIALE: Per maggiori dettagli clicca qui ISCRIZIONE - CHIUSURA ISCRIZIONI 29 FEBBRAIO : Per maggiori dettagli clicca qui PAGAMENTO: Il pagamento avviene on-line attraverso paypal inviando 60 € a info@matteosalvo.com REGISTRAZIONE CONCORRENTI: Venerdì 18 marzo alle 18:00 ci sarà la verifica della registrazione di ogni singolo partecipante. I concorrenti possono già portare le loro carte da consegnare agli arbitri. È possibile effettuare la registrazione per partecipare al campionato. BRIEFING PER I CONCORRENTI:  Venerdì 18 marzo alle 18:30 ci incontriamo presso l'Hotel NH Giustiniano per fare un briefing con i concorrenti che hanno domande. A volte può subire ritardi perché gli arbitri devono correggere le prove svolte per fare in modo che i concorrenti si possano regolare sulla loro situazione attuale in classifica. COME SI SVOLGONO LE 10 DISCIPLINE: A questa pagina puoi trovare dei video che spiegano come funzionano le 10 discipline sulle i quali i concorrenti si sfidano. https://www.youtube.com/playlist?list=PLa9_tdGRZAlxfxZ1kWEYB5KlQBLCRM9Bw Se è la prima volta che partecipi ti sarà utile per comprendere meglio lo svolgimento di ogni singola prova e se hai domande ci sarà tempo di farle durante il briefing. Ti ricordo che a Campionato iniziato non è più possibile interrompere per fare domande sullo svolgimento delle prove.   INFO TECNICHE: Ogni concorrente, per le discipline può portare le carte che lui utilizza per allenarsi. - speed cards - 10 minutes cards Le carte devono essere consegnate il venerdì e…

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Il primo giorno di scuola: lascia la mediocrità agli altri

Nel triathlon, soprattutto nell'Ironman che è la formula più estrema (3,8 km a nuoto, 180 km in bici e 42 km di corsa), si dice che non vinci la gara nella prima. Piuttosto, quella è la fase dove la puoi perdere. Infatti, dopo si susseguono il ciclismo e poi la corsa e, quindi, se non è andato bene il nuoto qualcosa si riesce a recuperare. Ma allora perché si dice che la puoi perdere in quella fase? Perché la fase iniziale è di cruciale importanza. A volte il pensiero che penalizza è: “Poi recupero in bici”. Poi si fa del proprio meglio sia nella bici che nella corsa, si taglia il traguardo e ci si rende conto che per pochi secondi avremmo potuto essere molte posizioni più avanti oppure addirittura aver mancato il podio o la prima posizione… dopo oltre 10 ore di gara i concorrenti sono distaccati di pochi secondi. E lì che entrano in gioco quei secondi persi all'inizio. Ti dico tutto questo con cognizione di causa, ma soprattutto te lo dico per trasportare quest'esempio nella scuola. Il primo giorno è fondamentale! Evita di pensare "tanto sono i primi giorni", "tanto non interrogano" perché se parti così sarai in rincorsa e in affanno tutto l’anno. Ecco, quindi, le cose fondamentali da fare assolutamente per fare la differenza durante tutto l'anno. Partire da vincente: se hai dei professori nuovi in classe abbi il comportamento migliore possibile per farti notare in positivo (sii puntuale, mantieni una postura attenta, prendi appunti con le mappe, se qualcosa non ti è chiaro fai domande pertinenti che dimostrano interesse e attenzione) dopo che in classe hai fatto le mappe, il primo giorno di scuola torna a casa e studia memorizzando le materie che hai affrontato al mattino alternando la più impegnativa con quella più facile e ripetendo…

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Hai mai fatto il karaoke su una canzone in lingua straniera?

È una cosa estremamente funzionale per imparare a pronunciare in modo corretto le parole della lingua inglese o di quella che stai imparando. Non solo, nel tempo riuscirai anche ad abbinare alle parole la corretta grafia. Per fare questo, ti segnalo un sito che trovo molto utile, puoi scegliere tu la lingua che vuoi: BookBox. Inoltre, ti sarà utile per cercare le parole velocemente e non usare dizionari cartacei troppo pesanti e che non ti permettono una ricerca così immediata e veloce come un dizionario on-line. Se ti può essere utile questo è quello che utilizzo solitamente: WordReference. Potrai segnare ogni parola nuova che incontri e che ritieni utile sul tuo dizionario personale. Ogni giorno, ad esempio, memorizzi 10 nuove parole e crei le associazioni di immagini con paradosso azione e vivido (ti ricordi il PAV?). Puoi utilizzare un file di tipo Excel dove puoi aggiungere un foglio nuovo per ogni giorno che memorizzi in modo che dopo tu ci possa fare i ripassi progressivi per portare le informazioni a lungo termine. Ricorda di mettere le parole facendo comparire prima quella in italiano, ad esempio:  “cane  dog”  “erba   grass”  “rosso  red” Costruendo il tuo dizionario vivrai la soddisfazione di renderti conto di quante parole nuove stai imparando. Poterle quantificare è una cosa che ti darà idea del progresso che stai facendo e non sarà soltanto una semplice sensazione. Buon divertimento!

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Trova il tuo flow, vediamo come farlo insieme ai bambini del MemoKid Camp

Oggi al MemoKid Camp abbiamo visto come trovare il proprio stato di concentrazione durante lo studio. Vediamo insieme come raggiungere il “flow” attraverso il seguente filmato: La durata della situazione non sempre è determinante, ma gioca comunque un ruolo fondamentale: è normale che anche in un gioco molto coinvolgente, dopo 4 ore di totale concentrazione il nostro corpo richieda una pausa. Questo è il motivo per cui, riportato allo studio, un ciclo di apprendimento non dovrebbe durare più di 40 minuti. Ti sembra strano e inverosimile un ciclo di studio da 40 minuti? Ora è il caso di approfondire meglio il corretto piano di studio attraverso la visione di un ulteriore filmato:

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Invertiamo le parti? Al MemoKid Camp sono gli allievi a dare i voti!

Dal 14 giugno sono partiti i Camp estivi per la fascia d’età 8 – 13 anni. Sappiamo come i bambini siano sempre terrorizzati dalla pagella. Ma se invertissimo le parti? Scopriamo i risultati insieme!

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