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Tecnica dei Loci Ciceroniani

Questa tecnica, a differenza delle mappe mentali, risale a più di 2000 anni fa. Porta il nome del suo inventore, Cicerone, che, senza avere a disposizione le informazioni che sono state scoperte negli ultimi anni sul funzionamento della nostra mente, si era reso conto che, facendo un certo tipo di pensieri, riusciva a ricordare le sue orazioni senza aver bisogno di alcun appunto. La tecnica da lui utilizzata era molto semplice e altrettanto efficace. Immagina che volesse parlare di quattro macroargomenti. Ovviamente, le cose che voleva dire su ciascun di questi le aveva ben presenti. Gli serviva soltanto una strategia per ricordare la giusta sequenza. Pensava semplicemente ad un tragitto: un esempio poteva essere quello che portava da casa sua al foro dove teneva le sue orazioni e, ad ogni cosa particolare che incontrava, associava un oggetto che gli ricordasse l’argomento del quale doveva parlare. Se gli argomenti dei quali voleva parlare erano Catilina, i soldi, la guerra e la memoria, associava idee che gli ricordassero questi argomenti alle cose che incontrava nel tragitto. Questo gli permetteva di ripercorrere il discorso avendo sempre il filo conduttore, senza perdersi e senza saltare da un argomento all’altro senza una logica. Possiamo usare questa tecnica per ricordare una sequenza di punti chiave di un discorso, o quello che riteniamo più opportuno. Ovviamente, possiamo prendere uno qualsiasi dei percorsi che abbiamo fatto anche senza conoscerlo nel dettaglio. Questo perché prenderemo come ganci mentali soltanto i punti che ricordiamo, ripercorrendo mentalmente quel tragitto: sono i punti che più ci hanno lasciato un’emozione e che, quindi, ci torneranno in mente ogni volta che penseremo a quel percorso. Questa tecnica a differenza delle mappe è solo mentale, quindi, non scriveremo nulla e, prima di riutilizzare uno stesso tragitto per memorizzare altri…

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Procrastinare : Come smettere grazie alla Pianificazione!

Il mese di Febbraio è già iniziato e una parte diligente della popolazione avrà già impostato da tempo gli obiettivi del 2019 , tutti gli altri invece continuano a rimandare. Il lavoro, la famiglia, lo studio, la palestra, le varie attività, gli amici. La vita é frenetica e le nostre giornate sono pienissime di impegni, nessuno lo può negare. C'é sempre qualcosa da fare che ci spinge a rinviare.  Eppure più rimandiamo e maggiore é la frustrazione mista a senso di colpa che cresce in noi. Perché accade tutto ciò? Se siamo ben sicuri di non aver tempo in fondo non dovremmo sentirci così. Forse se sentiamo questa sensazione é perché le scuse che inventiamo per rimandare i nostri propositi possono convincere gli altri ma non noi stessi! L´arte del procrastinare soprattutto di questi tempi é molto diffusa. Non c´é da sentirsi soli e di scuse ne troveremo sempre. Possiamo dunque stare tranquilli. Ma siamo sicuri che vogliamo proprio questo? Ci accontentiamo delle nostre scuse che non riescono a mascherare il senso di colpa che proviamo o tentiamo di cambiare? Io preferisco pensare che vuoi considerare la seconda ipotesi! Ma come fare? Come Smettere di Procrastinare in pochi passi Il primo passo é scrivere i propri obiettivi e, visto che l'anno é da poco cominciato non può esserci un momento migliore! Verba volant scripta manent ...Scrivere i propri obiettivi é già un ottimo inizio. I nostri obiettivi devono essere realistici, chiari, stimolanti. Dobbiamo essere possibilisti ma anche realistici perché se mi pongo obiettivi impossibili proverei solo frustrazione. Con questo cosa intendo? Faccio un esempio. Voglio imparare a dipingere perché é un mio desiderio ma mi sento una frana e questo mi scoraggia. Se spero di riuscirci da solo e in un mese allo scadere dei 30 giorni mi ritroverò sconcertato e sconfortato…

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Il Cono dell’apprendimento

Se qualcuno mi chiedesse “Sintetizza con una frase ciò che secondo te più fa la differenza nel metodo di studio” la mia risposta sarebbe senz'altro “Smetti di studiare per imparare, studia per spiegare” Ti spiego il perché mostrandoti il Cono dell'Apprendimento di Dale. Osservandolo puoi subito constatare che paradossalmente l'attivitá di memorizzazione meno efficace é proprio quella che noi siamo più abituati ad utilizzare: la lettura. La lettura é infatti un sistema di apprendimento passivo: cioè si legge riuscendo a trattenere solo una piccola percentuale delle informazioni. Il sistema più efficace per imparare é farlo in modo attivo, trasferendo le nozioni ad altri, immaginando ad esempio di dover spiegare ciò la tua materia di studio ai tuoi compagni. Molti sono gli studenti che, pur convinti di possedere il bagaglio di informazioni necessarie nell'affrontare un concorso, un'esame o un'interrogazione, si sono ritrovati delusi nel constatare che invece si sbagliavano. Questo capita perché nello scorrere il libro si pensa di possedere le nozioni in questione ma non stanno richiamando l'informazione, non la stanno “tirando personalmente fuori” la visualizzano solo passivamente. Quindi studia per spiegare! Facendo in questo modo tratterrai il 90 per cento delle informazioni a dispetto del misero 10 per cento che ti fornisce la lettura. Ti consiglio di filmarti di modo da valutare la tua performance, puoi farlo dal tuo smartphone, visto che ormai ogni cellulare é dotato di registratore, e poi riascoltarti. Potrai in questo modo autovalutarti e migliorarti. Conoscendo il docente, di certo ti sarà abbastanza semplice capire quello che si aspetta che tu sappia e devi focalizzarti su questo! Ti sto parlando in sintesi di quello che gli americani chiamano “learning by doing”, vivere l'esperienza. Gli americani hanno anche il concetto di “switch ownership”. verifica ma credo si scrivi cosí. ovvero scambiare la proprietà intellettuale: se cioè…

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Metodi Didattici nella Scuola Italiana

Indice Articolo Questa pagina è stata pensato per tutte le persone che vogliono avere maggiori informazioni sui metodi di studio. Dopo la lettura di questa pagina ti consiglio di rivedere gratuitamente il Webinar che ho fatto sull'uso delle Mappe Mentali a Scuola Rapporto tra i Metodi Didattici e la Metodologia di Studio Individuazione delle strategie Campi applicativi della didattica Metodo Montessori Metodo Steiner Metodo delle sorelle Agazzi ⇒Rapporto tra i Metodi Didattici e la Metodologia di Studio Il termine didattica affonda le sue origini nel greco didàskein, che indica l'acquisizione della pratica dell'insegnamento e del mostrare. La didattica è quindi la scienza che si occupa della comunicazione e della relazione educativa allo scopo di ottimizzare l’apprendimento. Scopo della teoria didattica è: Migliorare l’efficacia didattica del docente Ottimizzazione dell’apprendimento da parte dell’allievo, riducendo il tempo di applicazione allo studio a parità di performance ottenuta. La didattica deve quindi sempre tenere conto dell'inseparabile interazione fra insegnamento ed apprendimento, il tutto armonizzato nel contesto educativo con gli aspetti psicologici degli allievi, della preparazione tecnica e pedagogica dei docenti, del contesto culturale e sociale, nonché degli strumenti e sussidi più efficaci. ⇒Strategie didattiche e metodi di insegnamento La didattica utilizza diverse strategie, che fanno parte dei modelli di istruzione; alcune di esse sono prevalentemente centrate sul docente, altre fanno leva principalmente sull’allievo. Vediamole in dettaglio: Lezione frontale: è la forma di didattica più utilizzata e più antica in cui l'insegnante espone in maniera unidirezionale gli argomenti; in questo caso la trasmissione dei concetti è legata all’abilità comunicativa del docente Dimostrazione: si basa sul principio dell’imitazione ed è l'insegnante che deve fornire la dimostrazione pratica di come si usa un certo strumento o di come si applica una determinata procedura Approccio tutoriale: si tratta dell’immediata verifica, con domande mirate agli studenti, inerenti alla comprensione dei…

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Dirette Facebook dai Memo Camp

In questa pagina riproponiamo le ultime dirette Facebook fatte dai Memo Camp Diretta 13 Luglio 2018 Diretta 6 Luglio 2018 Diretta 29 Giugno 2018   Vuoi Info sui Memo Camp? Puoi scriverci utilizzando il semplice modulo che trovi qui di seguito oppure chiamare il numero verde gratuito 800642081 da tutti i telefoni sia fissi che cellulari (dal lunedì al venerdì dalle 09.00 alle 13.00 e dalle 14.00 alle 18.00)

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Gestione dell’emotività

Gestire l'emotività è fondamentale durate un colloquio, un'interrogazione, un esame o qualsiasi evento che mette la persona sotto pressione. Perché si parla di gestione dell'emotività? Perché se riuscissimo a gestire le emozioni in modo tale da vivere l'esperienza nel modo migliore possibile i risultati sarebbero sicuramente migliori. Non c'è un copione standard per tutti. Per alcune persone durante un colloquio sarebbe meraviglioso riuscire a rimanere calmi e per altre riuscire a sentire dentro una sensazione di sicurezza, per altre ancora sentire adrenalina o coraggio. Molte persone di fronte alla stessa situazione vivranno emozioni diverse. La domanda fondamentale è: sono le emozioni che vorrebbero provare per esprimere il meglio di se stessi oppure sono emozioni incontrollabili che prendono il sopravvento e a volte fanno fare scena muta, a volte fanno esplodere in scatti d'ira o a volte fanno gettare la spugna perchè non ci sentiamo all'altezza della situazione? Immagina ad esempio come sarebbe diverso se una persona appassionata di sci affrontasse il colloquio con lo stesso spirito con il quale affronta la discesa che più gli piace. Immagina come sarebbe diverso. Tutto questo dipende solo dalla nostra mente. Non è la situazione in sé che ci provoca tensione o stress, ma il significato che attribuiamo a quell'esperienza. Se riuscissimo ad attribuire sempre il significato più utile per noi la qualità della nostra vita migliorerebbe in modo meraviglioso. Pensa infatti alle cose delle quali parli più spesso alle persone che incontri. Se parli di quelle cose è perchè ti suscitano emozioni molto forti...e alla fine non è forse per vivere quelle emozioni che facciamo tutto quello che facciamo? Questo spiega perchè è fondamentale riuscire a gestire l'emotività. Una delle prime cose da imparare è riuscire a rilassarsi anche nei momenti di tensione.     Se vuoi vivere questa sensazione e approfondire la tecnica c'è un…

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Superare i Quiz dei Concorsi Pubblici grazie alle Tecniche di Memorizzazione

Pensi che sia possibile riuscire a memorizzare tutti i quiz relativi ad un concorso? Questa domanda mi è stata rivolta in numerose occasioni durante la mia attività formativa. La risposta è sì, come molti dei miei allievi, hanno potuto verificare di persona! Allo scopo di concretizzare questo risultato, occorre utilizzare delle strategie di memorizzazione per imparare i quiz dei concorsi. L’apprendimento dei quiz si contraddistingue per una caratteristica unica nel suo genere: la memoria di riconoscimento. A differenza dell’apprendimento di un testo, con i quiz abbiamo a disposizione il materiale relativo alle domande e alle risposte che dovremo poi affrontare durante il test. L'obiettivo è riuscire a identificare la risposta corretta per ciascuna domanda grazie alla memoria di riconoscimento, che rende molto veloce la fase di apprendimento. 7 strategie per memorizzare la Banca dati dei Quiz Dopo questa premessa, ti presento le 7 strategie mnemoniche che ti consentiranno di prepararti al meglio: Memorizzare solo la risposta corretta per ciascuna domanda. Identificare un dettaglio di riconoscimento per la domanda e un'altro per la risposta corretta. Trasformare in immagini mentali questi due dettagli. Coinvolgimento emotivo dei sensi. Associare l’immagine che identifica la domanda con quella della relativa risposta corretta, in modo P.A.V. . Ripasso immediato dei quiz. Consolidamento dei quiz, nella Memoria a Lungo Termine. 1) Memorizzare la risposta corretta per ciascuna domanda. Questa strategia si rivela di importanza fondamentale per ridurre del 75% la mole di informazioni da memorizzare e il tempo necessario per apprendere l’intera banca dei quiz. Ma c’è un ulteriore vantaggio: memorizzerai solo la risposta corretta e non potrai fare confusione o avere dubbi durante la prova. In pratica, è come se tu vedessi scritta sul foglio solo la risposta corretta per ciascuna domanda! Per ottenere questo risultato, è necessario applicare le strategie successive. 2) Identificare un dettaglio di riconoscimento per la…

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Il PAV: la chiave del ricordo

Il P.A.V. (Paradosso, Azione, Vivido) è una tecnica che permette di associare un PARADOSSO a un determinato ELEMENTO, trasformando questo elemento in un'AZIONE. Utilizzando questo strumento, è possibile provocare un'emozione vivida nel subconscio che produce un collegamento mentale in grado di attivare la capacità di memorizzazione. Chiariamo e approfondiamo un po' di termini per capirci meglio: Per Paradosso intendiamo immagini che, per forma, dimensione e comportamento, compiono qualcosa di strano e bizzarro, completamente al di fuori dai canoni della normalità. Per Azione ci riferiamo al movimento; quindi dovremo sempre visualizzare immagini in movimento ed evitare invece quelle statiche, troppo deboli per stimolare la memoria. Per Vivido facciamo riferimento all'interazione attraverso i 5 sensi in una sorta di sinestesia controllata. Osservando con l’occhio della mente le immagini mentali, chiameremo in causa anche gli altri sensi di percezione (udito, tatto, olfatto e gusto) per poi immaginare suoni, rumori, profumi, odori e sapori a partire da una determinata immagine mentale. Grazie al P.A.V., coinvolgeremo la totalità della nostra memoria attiva, rispetto al modesto 5-10% di potenziale mnesico che normalmente utilizza chi cerca di memorizzare attraverso il metodo per ripetizione. Usare il P.A.V. e la sinestesia ci permetterà di provare emozioni in maniera personale e diretta: un metodo infallibile per memorizzare qualsiasi cosa. Se vuoi approfondire scopri il mio libro Il segreto di una memoria prodigiosa. P.A.V. Paradosso Azione Vivido Quali sono le informazioni che la nostra memoria registra spontaneamente? Sicuramente ciò che non rientra nella quotidianità, ma cose ed eventi particolari e strani. Ad esempio, una persona vestita da sciamano colpisce sicuramente di più rispetto a una folla di gente in giacca e cravatta. Approfondiamo ora il significato delle parole che compongono l'acronimo P.A.V. PARADOSSO E’ più facile ricordare una balena grande come un pesce rosso che spruzza acqua dalla schiena per combattere dei cacciatori in miniatura piuttosto che una…

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