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Laurearsi dopo i 40 anni é possibile?

L’età non deve essere un fattore limitante per l’apprendimento. Oggi si parla di “Life long learning”, ovvero studiare tutta la vita. L´apprendimento non é più visto come attività da relegare esclusivamente alla fase adolescenziale e giovanile della nostra vita ma puó, anzi deve, essere prolungata oltre ed accompagnarci nell'intero arco della nostra esistenza. La società odierna é mutevole e in continuo cambiamento. Questo comporta l´esigenza di specializzarsi, rinnovarsi e aggiornarsi di continuo per essere competitivo e al passo coi tempi. Varie possono essere le motivazioni che spingono a riprendere gli studi: Per aggiornarsi nel proprio lavoro Perché si ha bisogno di una determinata laurea, certificazione o attestato Per intraprendere una nuova attività lavorativa Per passione nei confronti di un determinata materia Per riprendere un studio precedentemente interrotto Qualsiasi sia il motivo se si è armati di una forte motivazione, di voglia di mettersi in gioco e padronanza delle strategie efficaci di apprendimento si potrà riuscire nell'intento ed avere grosse soddisfazioni. Superati i 40 anni non si è più´ abituati a studiare, a restare concentrati a lungo, a gestire la tensione derivante dagli esami, inoltre bisogna conciliare il tutto con gli impegni relativi a famiglia e a lavoro. Le principali difficoltà nell'affrontare lo studio in età adulta sono riconducibili al tempo limitato a disposizione per lo studio e alle energie mentali spesso carenti, poiché vengono incanalate nelle varie attività durante la giornata da “adulto”. In questa fase della vita è più complicato cercare di concentrarsi mentre i vari pensieri ronzano o aleggiano nella nostra testa rispetto a quando a vent´anni si era spensierati e ci si poteva permettere anche molte distrazioni. Lo studio a 40 anni richiede sicuramente un approccio diverso, non possiamo permetterci distrazioni e bisogna organizzare bene il proprio tempo. Premesso ciò laurearsi in età matura non solo è…

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Tecnica dei Loci Ciceroniani

Questa tecnica, a differenza delle mappe mentali, risale a più di 2000 anni fa. Porta il nome del suo inventore, Cicerone, che, senza avere a disposizione le informazioni che sono state scoperte negli ultimi anni sul funzionamento della nostra mente, si era reso conto che, facendo un certo tipo di pensieri, riusciva a ricordare le sue orazioni senza aver bisogno di alcun appunto. La tecnica da lui utilizzata era molto semplice e altrettanto efficace. Immagina che volesse parlare di quattro macroargomenti. Ovviamente, le cose che voleva dire su ciascun di questi le aveva ben presenti. Gli serviva soltanto una strategia per ricordare la giusta sequenza. Pensava semplicemente ad un tragitto: un esempio poteva essere quello che portava da casa sua al foro dove teneva le sue orazioni e, ad ogni cosa particolare che incontrava, associava un oggetto che gli ricordasse l’argomento del quale doveva parlare. Se gli argomenti dei quali voleva parlare erano Catilina, i soldi, la guerra e la memoria, associava idee che gli ricordassero questi argomenti alle cose che incontrava nel tragitto. Questo gli permetteva di ripercorrere il discorso avendo sempre il filo conduttore, senza perdersi e senza saltare da un argomento all’altro senza una logica. Possiamo usare questa tecnica per ricordare una sequenza di punti chiave di un discorso, o quello che riteniamo più opportuno. Ovviamente, possiamo prendere uno qualsiasi dei percorsi che abbiamo fatto anche senza conoscerlo nel dettaglio. Questo perché prenderemo come ganci mentali soltanto i punti che ricordiamo, ripercorrendo mentalmente quel tragitto: sono i punti che più ci hanno lasciato un’emozione e che, quindi, ci torneranno in mente ogni volta che penseremo a quel percorso. Questa tecnica a differenza delle mappe è solo mentale, quindi, non scriveremo nulla e, prima di riutilizzare uno stesso tragitto per memorizzare altri…

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Ecco le Ragioni per cui tutti i Leader sono dei grandi Lettori

Leaders Are Readers I grandi leader hanno molte abitudini eccezionali - una di queste è sorprendentemente semplice e a portata di tutti: la lettura. Harry S. Truman, celebre presidente degli Stati Uniti d'America (1945-1953), disse: "Non tutti i lettori sono leader, ma tutti i leader sono lettori". Personalmente adoro la lettura di formazioni per due valide ragioni: è un'attività divertente e fornisce un fondamentale aiuto per diventare un leader migliore. Ecco le ragioni per cui tutti i leader sono lettori: La lettura ci eleva al di sopra della nostra situazione attuale: È facile impantanarsi nelle nostre vite quotidiane e la lettura ci permetti di elevarci al di sopra della solita routine, può ispirarci attraverso storie di grandi successi, può fornirci nuove idee. Ci permette di fare un passo indietro e di vedere la foresta, mentre senza, avremmo scorto solo alcuni alberi. Mi piacciono le biografie proprio per questo motivo e di recente ho letto "Open" l'autobiografia di Andre Agassi, Steve Jobs (Italian Edition): La biografia autorizzata del fondatore di Apple e One click. La visione di Jeff Bezos e il futuro di Amazon La lettura moltiplica le nostre esperienze Ognuno ha a disposizione un tempo limitato nell'arco della propria esistenza che va dunque utilizzato con intelligenza e criterio. Costruire qualcosa di valore, in prima persona, richiede tempo ed è in genere qualcosa di impegnativo. Prendiamo ad esempio il progetto di costruire una famiglia: per crescere ed educare un bambino ci vogliono quasi 20 anni e, per metterci alla prova, abbiamo a disposizione solo un numero limitato di bambini, ovvero i nostri figli. Le coppie più longeve potranno aggiungere a questa affermazione che per costruire un matrimonio di successo ci vuole una vita intera. Ancora una volta, non possiamo che constatare che le opportunità di fare pratica sono limitate. Tuttavia la lettura ci dá…

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Consigli su Come Scrivere una Tesi di Laurea

Giungere alla tesi costituisce un momento importante della nostra carriera universitaria: l'obiettivo finale é ormai quasi raggiunto, tocca fare solo l'ultimo sforzo! Si tratta però di uno sprint finale per niente semplice da compiere poiché ci si confronta con un tipo di lavoro del tutto nuovo e molto impegnativo, ovvero scrivere di proprio pugno qualche centinaio di pagine su un determinato argomento. Un tale arduo compito può portare, soprattutto nella fase iniziale, ansia e frustrazione. Molti si bloccano per mesi interi poiché non sanno come affrontare il tutto. Quello che fa piú paura é l'incapacità di organizzare una grossa mole di lavoro alla quale non si é abituati e per questo non si riesce a capire nemmeno da dove cominciare. Il segreto per iniziare bene questo tipo di lavoro é una buona pianificazione!   Prima di iniziare ti ricordo che ho dedicato un intero capitolo alla "Tesi di Laurea" nel mio libro "Professione Studente 30 e Lode". Passi da seguire per la tua Tesi La prima fase é fondamentale poiché deve costituire delle solide fondamenta per la struttura che stiamo per costruire. Si può partire da domande semplici quali ad esempio Cosa voglio fare? una tesi su una chiesa inedita di etá tardomedioevale In che modo voglio fare ciò? attraverso la ricerca di archivio, lo studio delle fonti, lo studio dei materiali, l'analisi dellarchitettura della chiesa, il confronto con altre chiese simili, la comparazione di tutti i dati di cui dispongo e le conclusioni. Perché? Voglio datare precisamente la chiesa, ricostruirne la storia, raccogliere notizie inedite. In questo modo avrai stabilito in linea generale quali sono i punti fondamentali della ricerca che da affrontare. Sapere ciò che vuoi fare ti permetterà di risparmiare molto tempo! Bibliografia Una volta capito quello che vuoi ottenere con il tuo lavoro di tesi cominciamo…

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Procrastinare : Come smettere grazie alla Pianificazione!

Il mese di Febbraio è già iniziato e una parte diligente della popolazione avrà già impostato da tempo gli obiettivi del 2019 , tutti gli altri invece continuano a rimandare. Il lavoro, la famiglia, lo studio, la palestra, le varie attività, gli amici. La vita é frenetica e le nostre giornate sono pienissime di impegni, nessuno lo può negare. C'é sempre qualcosa da fare che ci spinge a rinviare.  Eppure più rimandiamo e maggiore é la frustrazione mista a senso di colpa che cresce in noi. Perché accade tutto ciò? Se siamo ben sicuri di non aver tempo in fondo non dovremmo sentirci così. Forse se sentiamo questa sensazione é perché le scuse che inventiamo per rimandare i nostri propositi possono convincere gli altri ma non noi stessi! L´arte del procrastinare soprattutto di questi tempi é molto diffusa. Non c´é da sentirsi soli e di scuse ne troveremo sempre. Possiamo dunque stare tranquilli. Ma siamo sicuri che vogliamo proprio questo? Ci accontentiamo delle nostre scuse che non riescono a mascherare il senso di colpa che proviamo o tentiamo di cambiare? Io preferisco pensare che vuoi considerare la seconda ipotesi! Ma come fare? Come Smettere di Procrastinare in pochi passi Il primo passo é scrivere i propri obiettivi e, visto che l'anno é da poco cominciato non può esserci un momento migliore! Verba volant scripta manent ...Scrivere i propri obiettivi é già un ottimo inizio. I nostri obiettivi devono essere realistici, chiari, stimolanti. Dobbiamo essere possibilisti ma anche realistici perché se mi pongo obiettivi impossibili proverei solo frustrazione. Con questo cosa intendo? Faccio un esempio. Voglio imparare a dipingere perché é un mio desiderio ma mi sento una frana e questo mi scoraggia. Se spero di riuscirci da solo e in un mese allo scadere dei 30 giorni mi ritroverò sconcertato e sconfortato…

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Mappe per la Scuola: il Metodo per Studiare Facile e Veloce

Cosa fa la differenza tra uno studente frustrato e apparentemente incapace di apprendere e uno brillante che riesce a studiare senza il minimo sforzo a scuola? A questa domanda si possono dare una miriade di risposte, ma forse quella che conta davvero è una sola: il metodo di studio. Migliaia di pagine sono state scritte a riguardo e negli ultimi anni sono stati introdotti concetti molto innovativi sul metodo di studio. Nonostante ciò, ancora oggi insegnanti, genitori ed educatori si ostinano a proporre sistemi di apprendimento che oltre a non adeguarsi a tali scoperte sono da considerare talvolta inattuali. In una situazione simile, le mappe per la scuola possono essere ancora ritenute efficaci come metodo di apprendimento? La risposa è: dipende. Al momento negli istituti scolastici viene imposto principalmente l’utilizzo delle classiche mappe concettuali. Tuttavia, il campo delle mappe per la scuola si è molto rinnovato negli ultimi anni. Sono nati metodi stupefacenti che permettono di creare mappe in maniera molto più creativa e stimolante. Presenteremo il nuovo metodo più avanti e spiegheremo come applicarlo per studiare in maniera facile, veloce e divertente. Prima però, un piccolo approfondimento sulle mappe concettuali è doveroso. Cosa sono le Mappe concettuali? Fin dalle elementari ci hanno insegnato a fare le mappe concettuali, strumento schematico e lineare utilizzato per studiare i più svariati argomenti. Lo scopo di una mappa concettuale è proprio quello di mettere in relazione singoli concetti unendoli insieme all’interno di uno schema razionale e facile da seguire. La mappa concettuale è utile se riesce a organizzare i concetti sulla base delle relazioni che intercorrono tra loro. Questo permette allo studente di disporre di un quadro completo dell’argomento da studiare che viene così riassunto al minimo, utilizzando soltanto i concetti chiave messi in relazione da simboli come riquadri e frecce. Dunque, la…

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Metodo di studio universitario: Ecco quello efficace

In questo articolo voglio fornirti delle preziose linee guida per affrontare al meglio lo studio universitario. Passare dalla scuola all'università costituisce un grosso salto: la mole di lavoro aumenta vertiginosamente, i professori si rivolgono ad una vasta platea di studenti e di certo non possono verificare se ognuno di loro ha compreso oppure no la lezione, per ogni esame universitario bisogna memorizzare centinaia o addirittura migliaia di pagine, spesso piene di date, parole e informazioni complesse. Tutto questo può risultare piuttosto avvilente se non si possiede il metodo giusto. L'università oltre che qualcosa di molto impegnativo é una nostra libera scelta che, se affrontata nel modo giusto, può diventare il gradino che ci permetterà di trovare il nostro lavoro dei sogni. Sarà il luogo in cui affronteremo materie per noi interessanti, seguiremo lezioni di docenti preparati e degni della nostra ammirazione, entreremo in contatto con altri studenti che hanno progetti e interessi simili ai nostri. Tutto ciò mi sembra un ottima premessa, per cui voglio fornirti le linee guida che ti serviranno a crearti un valido metodo di studio universitario affinché il tuo percorso accademico possa essere stimolante, gratificante e vincente senza che però tu debba sacrificare tutto il tuo tempo libero per lo studio. Studiare é importante ma la vera arma vincente é studiare bene. Siamo abituati a pensare che solo studiando 8-10 ore al giorno si possono ottenere ottimi risultati. Beh... sono lieto di smentire questa tesi e dimostrarti, attraverso il mio metodo che con organizzazione e metodo i tempi vengono drasticamente ridotti. Il mio obiettivo é dunque insegnarti a studiare bene di modo che oltre ad ottenere ottimi risultati potrai continuare a coltivare i tuoi interessi ed avere del meritato tempo libero! Lettura Strategica Per fare una buona lettura parti dalla fine! Quello che ho appena detto…

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Cos’è la mappa mentale – Matteo Risponde

Ciao a tutti, oggi rispondo ad Adriana, che mi chiede cosa sono le Mappe Mentali e perchè non utilizzare le Mappe Concettuali     La scuola propone le Mappe Concettuali la cui idea è stata teorizzata da Joseph D. Novak negli anni sessanta del secolo scorso. Lo scopo perseguito dalle Mappe Concettuali è quello di rappresentare il significato dei concetti mettendo in risalto le relazioni gerarchiche tra di essi. Per questi motivi le mappe concettuali costituiscono degli ottimi strumenti per favorire l’organizzazione dei concetti e la loro comprensione. La Mappa Concettuale si presenta come un insieme di parole chiave collegate tra loro da linee. Questa struttura però non è adatta alle esigenze di memorizzazione, in quanto questo tipo di rappresentazione presenta sempre un aspetto molto simile; in pratica le Mappe non assumono una forma adatta alla rappresentazione intrinseca del testo, ma sono strutture standardizzate e per questo non adatte a favorire una buona memorizzazione. Per questo scopo occorre infatti chiamare in causa anche l’emisfero destro del nostro cervello, quello che presiede alle attività collegate alla fantasia, alla creatività; in sintesi a tutti quelle capacità mentali che normalmente durante lo studio rimangono silenti. Questo è il vero problema delle Mappe Concettuali: stimolare solo l’emisfero sinistro e di conseguenza non attivare la memoria, che richiede un coinvolgimento emotivo e la creazione di strutture grafiche in grado di adattarsi alla tipologia dei concetti ed alle loro relazioni, che deve essere personalizzata dall’autore. Vantaggi di una Mappa Mentale Tutti questi obiettivi sono perfettamente realizzabili creando le Mappe Mentali, che costituiscono l’equivalente del dipinto di un pittore, in grado di adattarsi perfettamente al proprio stile di apprendimento. Le Mappe Mentali, ideate negli anni settanta del secolo scorso, dallo psicologo ed esperto di memoria inglese Tony Buzan, ottimizzano la capacità di comprensione e di sintesi logico-deduttiva…

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