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Coniugazione verbi italiani

In un’epoca in cui sentiamo spesso, anche nei talk show televisivi, parlare un italiano non perfettamente corretto, conoscere la coniugazione dei verbi è importante, perché aggiunge un tassello in più al nostro personale mosaico culturale. Ecco allora una breve guida per rispolverare le vecchie memorie di scuola ed evitare di fare brutte figure. “Esci il cane”, “scendimi l’ombrello” e via dicendo sono espressioni sempre più frequenti nel linguaggio comune, anche se molti di noi, a sentirle, inorridiscono. Prima di partire in quarta contro chi strapazza la lingua italiana, però, è opportuno fare una premessa: il linguaggio, così come le mode, gli usi e i costumi, cambia nel tempo. Oggi non si parla più l’italiano di Dante e tra un centinaio di anni, molto probabilmente, tante espressioni che oggi utilizziamo nel quotidiano saranno dichiarate estinte. Il linguaggio, infatti, per sua stessa natura, è duttile: nasce per comunicare efficacemente con gli altri e, per questo, deve adattarsi a situazioni molto diverse tra loro. Cambiando il contesto, cambia anche la comunicazione; da qui, l’ineffabilità del linguaggio, l’incapacità di fissarlo in rigidi parametri immutabili nel tempo. Posto che l’italiano, come qualsiasi altra lingua, è inevitabilmente soggetto a modifiche, è comunque importante conoscerne le regole grammaticali: in fondo, anche se in futuro si parlerà un italiano diverso, oggi dobbiamo pensare al presente ed essere in grado di parlare (e scrivere) correttamente. Oggi, quindi, prenderemo in considerazione le coniugazioni dei verbi italiani, cercando di riportare la luce tra le tenebre verbali in cui tante persone, complici il poco tempo per leggere libri di qualità e mass media sempre più disattenti alle regole del linguaggio, purtroppo brancolano. Le tre tipologie di coniugazione I verbi italiani sono divisi in tre coniugazioni, con l’infinito che termina, rispettivamente, in: – ARE (es. lavorare) – ERE (es. leggere) – IRE (es.…

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Ecco la mia personale Top Ten dei cibi preferiti per il cervello

“Siamo quello che mangiamo”, “Parla come mangi”: espressioni che abbiamo sentito mille volte e che, come tutti i motti popolari, contengono sempre un fondo di verità. Esistono infatti cibi, che, oltre alla salute del corpo, contribuiscono anche al benessere del cervello, nutrendolo con i microelementi necessari a rafforzare memoria e concentrazione. Alimentare il cervello è altrettanto importante che allenare la mente per migliorare la memoria. Ecco allora la mia personale Top Ten dei dieci cibi migliori per assicurare al nostro cervello il corretto nutrimento. 1 Acqua Bere poco ha ripercussioni a livello cognitivo? Una ricerca statunitense, pubblicata sull’American Journal of Clinical Nutrition, ha cercato di rispondere alla domanda, coinvolgendo un campione di volontari in un test che prevedeva la creazione di due gruppi: nel primo i partecipanti potevano idratarsi a piacere, nel secondo no. Dopo essere stati sottoposti per 4 ore a una temperatura di 30°C, i volontari hanno dovuto affrontare un test cognitivo di un’ora. Nel gruppo dove si beveva poco, è risultata nel complesso una memoria più povera, una diminuzione di energia fisica, un aumento dei sentimenti di ansia e depressione e una minore capacità di concentrazione. Per contro, chi era stato assegnato al gruppo dove si poteva bere acqua registrava una memoria più scattante e, in generale, un miglioramento dell’umore immediatamente successivo all’assunzione del prezioso elisir. D’altra parte non c’è da stupirsi: l’organismo umano è costituito per circa il 60% di acqua, che svolge un ruolo fondamentale per il benessere dell’organismo, aiutando a trasportare ossigeno e sostanze nutritive molto importanti anche per il cervello 2. Avocado. Frutto esotico sempre più diffuso anche sulle tavole degli italiani, l’avocado è uno dei migliori cibi per il cervello. Ricco di grassi monoinsaturi, questo frutto favorisce il flusso sanguigno, abbassando la pressione (l’ipertensione, ricordiamo, costituisce un fattore di rischio per le…

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Tecniche di apprendimento

Quando si studia si ha bisogno di ogni aiuto possibile. E per trattenere dentro di noi tutte le informazioni che apprendiamo sui libri la mnemotecnica è fondamentale. In internet è possibile accedere a un’infinità di tecniche e metodi di apprendimento rapido; ma attenzione a non confondere le metodologie di studio con le tecniche di memoria. Le  metodologie di studio riguardano tutta la parte preliminare: da quando apri un libro per la prima volta fino alla completa acquisizione delle informazioni. Poi ci penseranno le tecniche di memoria a farti rimanere in testa ciò che avrai imparato.   Apprendimento e memorizzazione devono andare sempre di pari passo: memorizzare senza aver capito è inutile, così come è inutile capire e poi dimenticare.   L’apprendimento passa attraverso 3 momenti fondamentali: 1. Acquisizione dei concetti 2. Comprensione 3. Memorizzazione Le tecniche di apprendimento veloce vanno ad approfondire questi punti: pianificare i tempi di studio e di riposo in modo da avere sempre un alto rendimento mentale scegliere il tipo di lettura specifica in base al tipo di testo (può essere tutto di seguito, capitolo per capitolo, paragrafo per paragrafo, lettura generale o scremante o critica e dettagliata) selezionare i concetti chiave da ricordare estrapolare le parole chiave capaci di evocare quei concetti importare queste informazioni nella memoria a lungo termine Le tecniche di apprendimento sono imprescindibili se vuoi ottimizzare i tempi e avere la certezza di ricordare le informazioni sul lungo termine.   Libro Tecniche di Apprendimento Veloce per Ragazzi Diversi anni fa ho pubblicato un libro dedicato alle tecniche di apprendimento: "Studiare è un gioco da Ragazzi" Il libro è una guida pratica, un manuale vero e proprio per affrontare studio, interrogazioni e verifiche senza più ansia da prestazione o la paura della bocciatura.   Scarica Gratis la prima parte del libro.

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Laurearsi dopo i 40 anni é possibile?

L’età non deve essere un fattore limitante per l’apprendimento. Oggi si parla di “Life long learning”, ovvero studiare tutta la vita. L´apprendimento non é più visto come attività da relegare esclusivamente alla fase adolescenziale e giovanile della nostra vita ma puó, anzi deve, essere prolungata oltre ed accompagnarci nell'intero arco della nostra esistenza. La società odierna é mutevole e in continuo cambiamento. Questo comporta l´esigenza di specializzarsi, rinnovarsi e aggiornarsi di continuo per essere competitivo e al passo coi tempi. Varie possono essere le motivazioni che spingono a riprendere gli studi: Per aggiornarsi nel proprio lavoro Perché si ha bisogno di una determinata laurea, certificazione o attestato Per intraprendere una nuova attività lavorativa Per passione nei confronti di un determinata materia Per riprendere un studio precedentemente interrotto Qualsiasi sia il motivo se si è armati di una forte motivazione, di voglia di mettersi in gioco e padronanza delle strategie efficaci di apprendimento si potrà riuscire nell'intento ed avere grosse soddisfazioni. Superati i 40 anni non si è più´ abituati a studiare, a restare concentrati a lungo, a gestire la tensione derivante dagli esami, inoltre bisogna conciliare il tutto con gli impegni relativi a famiglia e a lavoro. Le principali difficoltà nell'affrontare lo studio in età adulta sono riconducibili al tempo limitato a disposizione per lo studio e alle energie mentali spesso carenti, poiché vengono incanalate nelle varie attività durante la giornata da “adulto”. In questa fase della vita è più complicato cercare di concentrarsi mentre i vari pensieri ronzano o aleggiano nella nostra testa rispetto a quando a vent´anni si era spensierati e ci si poteva permettere anche molte distrazioni. Lo studio a 40 anni richiede sicuramente un approccio diverso, non possiamo permetterci distrazioni e bisogna organizzare bene il proprio tempo. Premesso ciò laurearsi in età matura non solo è…

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Tecnica dei Loci Ciceroniani

Questa tecnica, a differenza delle mappe mentali, risale a più di 2000 anni fa. Porta il nome del suo inventore, Cicerone, che, senza avere a disposizione le informazioni che sono state scoperte negli ultimi anni sul funzionamento della nostra mente, si era reso conto che, facendo un certo tipo di pensieri, riusciva a ricordare le sue orazioni senza aver bisogno di alcun appunto. La tecnica da lui utilizzata era molto semplice e altrettanto efficace. Immagina che volesse parlare di quattro macroargomenti. Ovviamente, le cose che voleva dire su ciascun di questi le aveva ben presenti. Gli serviva soltanto una strategia per ricordare la giusta sequenza. Pensava semplicemente ad un tragitto: un esempio poteva essere quello che portava da casa sua al foro dove teneva le sue orazioni e, ad ogni cosa particolare che incontrava, associava un oggetto che gli ricordasse l’argomento del quale doveva parlare. Se gli argomenti dei quali voleva parlare erano Catilina, i soldi, la guerra e la memoria, associava idee che gli ricordassero questi argomenti alle cose che incontrava nel tragitto. Questo gli permetteva di ripercorrere il discorso avendo sempre il filo conduttore, senza perdersi e senza saltare da un argomento all’altro senza una logica. Possiamo usare questa tecnica per ricordare una sequenza di punti chiave di un discorso, o quello che riteniamo più opportuno. Ovviamente, possiamo prendere uno qualsiasi dei percorsi che abbiamo fatto anche senza conoscerlo nel dettaglio. Questo perché prenderemo come ganci mentali soltanto i punti che ricordiamo, ripercorrendo mentalmente quel tragitto: sono i punti che più ci hanno lasciato un’emozione e che, quindi, ci torneranno in mente ogni volta che penseremo a quel percorso. Questa tecnica a differenza delle mappe è solo mentale, quindi, non scriveremo nulla e, prima di riutilizzare uno stesso tragitto per memorizzare altri…

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Ecco le Ragioni per cui tutti i Leader sono dei grandi Lettori

Leaders Are Readers I grandi leader hanno molte abitudini eccezionali - una di queste è sorprendentemente semplice e a portata di tutti: la lettura. Harry S. Truman, celebre presidente degli Stati Uniti d'America (1945-1953), disse: "Non tutti i lettori sono leader, ma tutti i leader sono lettori". Personalmente adoro la lettura di formazioni per due valide ragioni: è un'attività divertente e fornisce un fondamentale aiuto per diventare un leader migliore. Ecco le ragioni per cui tutti i leader sono lettori: La lettura ci eleva al di sopra della nostra situazione attuale: È facile impantanarsi nelle nostre vite quotidiane e la lettura ci permetti di elevarci al di sopra della solita routine, può ispirarci attraverso storie di grandi successi, può fornirci nuove idee. Ci permette di fare un passo indietro e di vedere la foresta, mentre senza, avremmo scorto solo alcuni alberi. Mi piacciono le biografie proprio per questo motivo e di recente ho letto "Open" l'autobiografia di Andre Agassi, Steve Jobs (Italian Edition): La biografia autorizzata del fondatore di Apple e One click. La visione di Jeff Bezos e il futuro di Amazon La lettura moltiplica le nostre esperienze Ognuno ha a disposizione un tempo limitato nell'arco della propria esistenza che va dunque utilizzato con intelligenza e criterio. Costruire qualcosa di valore, in prima persona, richiede tempo ed è in genere qualcosa di impegnativo. Prendiamo ad esempio il progetto di costruire una famiglia: per crescere ed educare un bambino ci vogliono quasi 20 anni e, per metterci alla prova, abbiamo a disposizione solo un numero limitato di bambini, ovvero i nostri figli. Le coppie più longeve potranno aggiungere a questa affermazione che per costruire un matrimonio di successo ci vuole una vita intera. Ancora una volta, non possiamo che constatare che le opportunità di fare pratica sono limitate. Tuttavia la lettura ci dá…

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Consigli su Come Scrivere una Tesi di Laurea

Giungere alla tesi costituisce un momento importante della nostra carriera universitaria: l'obiettivo finale é ormai quasi raggiunto, tocca fare solo l'ultimo sforzo! Si tratta però di uno sprint finale per niente semplice da compiere poiché ci si confronta con un tipo di lavoro del tutto nuovo e molto impegnativo, ovvero scrivere di proprio pugno qualche centinaio di pagine su un determinato argomento. Un tale arduo compito può portare, soprattutto nella fase iniziale, ansia e frustrazione. Molti si bloccano per mesi interi poiché non sanno come affrontare il tutto. Quello che fa piú paura é l'incapacità di organizzare una grossa mole di lavoro alla quale non si é abituati e per questo non si riesce a capire nemmeno da dove cominciare. Il segreto per iniziare bene questo tipo di lavoro é una buona pianificazione!   Prima di iniziare ti ricordo che ho dedicato un intero capitolo alla "Tesi di Laurea" nel mio libro "Professione Studente 30 e Lode". Passi da seguire per la tua Tesi La prima fase é fondamentale poiché deve costituire delle solide fondamenta per la struttura che stiamo per costruire. Si può partire da domande semplici quali ad esempio Cosa voglio fare? una tesi su una chiesa inedita di etá tardomedioevale In che modo voglio fare ciò? attraverso la ricerca di archivio, lo studio delle fonti, lo studio dei materiali, l'analisi dellarchitettura della chiesa, il confronto con altre chiese simili, la comparazione di tutti i dati di cui dispongo e le conclusioni. Perché? Voglio datare precisamente la chiesa, ricostruirne la storia, raccogliere notizie inedite. In questo modo avrai stabilito in linea generale quali sono i punti fondamentali della ricerca che da affrontare. Sapere ciò che vuoi fare ti permetterà di risparmiare molto tempo! Bibliografia Una volta capito quello che vuoi ottenere con il tuo lavoro di tesi cominciamo…

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Procrastinare : Come smettere grazie alla Pianificazione!

Il mese di Febbraio è già iniziato e una parte diligente della popolazione avrà già impostato da tempo gli obiettivi del 2019 , tutti gli altri invece continuano a rimandare. Il lavoro, la famiglia, lo studio, la palestra, le varie attività, gli amici. La vita é frenetica e le nostre giornate sono pienissime di impegni, nessuno lo può negare. C'é sempre qualcosa da fare che ci spinge a rinviare.  Eppure più rimandiamo e maggiore é la frustrazione mista a senso di colpa che cresce in noi. Perché accade tutto ciò? Se siamo ben sicuri di non aver tempo in fondo non dovremmo sentirci così. Forse se sentiamo questa sensazione é perché le scuse che inventiamo per rimandare i nostri propositi possono convincere gli altri ma non noi stessi! L´arte del procrastinare soprattutto di questi tempi é molto diffusa. Non c´é da sentirsi soli e di scuse ne troveremo sempre. Possiamo dunque stare tranquilli. Ma siamo sicuri che vogliamo proprio questo? Ci accontentiamo delle nostre scuse che non riescono a mascherare il senso di colpa che proviamo o tentiamo di cambiare? Io preferisco pensare che vuoi considerare la seconda ipotesi! Ma come fare? Come Smettere di Procrastinare in pochi passi Il primo passo é scrivere i propri obiettivi e, visto che l'anno é da poco cominciato non può esserci un momento migliore! Verba volant scripta manent ...Scrivere i propri obiettivi é già un ottimo inizio. I nostri obiettivi devono essere realistici, chiari, stimolanti. Dobbiamo essere possibilisti ma anche realistici perché se mi pongo obiettivi impossibili proverei solo frustrazione. Con questo cosa intendo? Faccio un esempio. Voglio imparare a dipingere perché é un mio desiderio ma mi sento una frana e questo mi scoraggia. Se spero di riuscirci da solo e in un mese allo scadere dei 30 giorni mi ritroverò sconcertato e sconfortato…

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Mappe per la Scuola: il Metodo per Studiare Facile e Veloce

Cosa fa la differenza tra uno studente frustrato e apparentemente incapace di apprendere e uno brillante che riesce a studiare senza il minimo sforzo a scuola? A questa domanda si possono dare una miriade di risposte, ma forse quella che conta davvero è una sola: il metodo di studio. Migliaia di pagine sono state scritte a riguardo e negli ultimi anni sono stati introdotti concetti molto innovativi sul metodo di studio. Nonostante ciò, ancora oggi insegnanti, genitori ed educatori si ostinano a proporre sistemi di apprendimento che oltre a non adeguarsi a tali scoperte sono da considerare talvolta inattuali. In una situazione simile, le mappe per la scuola possono essere ancora ritenute efficaci come metodo di apprendimento? La risposa è: dipende. Al momento negli istituti scolastici viene imposto principalmente l’utilizzo delle classiche mappe concettuali. Tuttavia, il campo delle mappe per la scuola si è molto rinnovato negli ultimi anni. Sono nati metodi stupefacenti che permettono di creare mappe in maniera molto più creativa e stimolante. Presenteremo il nuovo metodo più avanti e spiegheremo come applicarlo per studiare in maniera facile, veloce e divertente. Prima però, un piccolo approfondimento sulle mappe concettuali è doveroso. Cosa sono le Mappe concettuali? Fin dalle elementari ci hanno insegnato a fare le mappe concettuali, strumento schematico e lineare utilizzato per studiare i più svariati argomenti. Lo scopo di una mappa concettuale è proprio quello di mettere in relazione singoli concetti unendoli insieme all’interno di uno schema razionale e facile da seguire. La mappa concettuale è utile se riesce a organizzare i concetti sulla base delle relazioni che intercorrono tra loro. Questo permette allo studente di disporre di un quadro completo dell’argomento da studiare che viene così riassunto al minimo, utilizzando soltanto i concetti chiave messi in relazione da simboli come riquadri e frecce. Dunque, la…

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Metodo di studio universitario: Ecco quello efficace

In questo articolo voglio fornirti delle preziose linee guida per affrontare al meglio lo studio universitario. Passare dalla scuola all'università costituisce un grosso salto: la mole di lavoro aumenta vertiginosamente, i professori si rivolgono ad una vasta platea di studenti e di certo non possono verificare se ognuno di loro ha compreso oppure no la lezione, per ogni esame universitario bisogna memorizzare centinaia o addirittura migliaia di pagine, spesso piene di date, parole e informazioni complesse. Tutto questo può risultare piuttosto avvilente se non si possiede il metodo giusto. L'università oltre che qualcosa di molto impegnativo é una nostra libera scelta che, se affrontata nel modo giusto, può diventare il gradino che ci permetterà di trovare il nostro lavoro dei sogni. Sarà il luogo in cui affronteremo materie per noi interessanti, seguiremo lezioni di docenti preparati e degni della nostra ammirazione, entreremo in contatto con altri studenti che hanno progetti e interessi simili ai nostri. Tutto ciò mi sembra un ottima premessa, per cui voglio fornirti le linee guida che ti serviranno a crearti un valido metodo di studio universitario affinché il tuo percorso accademico possa essere stimolante, gratificante e vincente senza che però tu debba sacrificare tutto il tuo tempo libero per lo studio. Studiare é importante ma la vera arma vincente é studiare bene. Siamo abituati a pensare che solo studiando 8-10 ore al giorno si possono ottenere ottimi risultati. Beh... sono lieto di smentire questa tesi e dimostrarti, attraverso il mio metodo che con organizzazione e metodo i tempi vengono drasticamente ridotti. Il mio obiettivo é dunque insegnarti a studiare bene di modo che oltre ad ottenere ottimi risultati potrai continuare a coltivare i tuoi interessi ed avere del meritato tempo libero! Lettura Strategica Per fare una buona lettura parti dalla fine! Quello che ho appena detto…

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Cos’è la mappa mentale – Matteo Risponde

Ciao a tutti, oggi rispondo ad Adriana, che mi chiede cosa sono le Mappe Mentali e perchè non utilizzare le Mappe Concettuali     La scuola propone le Mappe Concettuali la cui idea è stata teorizzata da Joseph D. Novak negli anni sessanta del secolo scorso. Lo scopo perseguito dalle Mappe Concettuali è quello di rappresentare il significato dei concetti mettendo in risalto le relazioni gerarchiche tra di essi. Per questi motivi le mappe concettuali costituiscono degli ottimi strumenti per favorire l’organizzazione dei concetti e la loro comprensione. La Mappa Concettuale si presenta come un insieme di parole chiave collegate tra loro da linee. Questa struttura però non è adatta alle esigenze di memorizzazione, in quanto questo tipo di rappresentazione presenta sempre un aspetto molto simile; in pratica le Mappe non assumono una forma adatta alla rappresentazione intrinseca del testo, ma sono strutture standardizzate e per questo non adatte a favorire una buona memorizzazione. Per questo scopo occorre infatti chiamare in causa anche l’emisfero destro del nostro cervello, quello che presiede alle attività collegate alla fantasia, alla creatività; in sintesi a tutti quelle capacità mentali che normalmente durante lo studio rimangono silenti. Questo è il vero problema delle Mappe Concettuali: stimolare solo l’emisfero sinistro e di conseguenza non attivare la memoria, che richiede un coinvolgimento emotivo e la creazione di strutture grafiche in grado di adattarsi alla tipologia dei concetti ed alle loro relazioni, che deve essere personalizzata dall’autore. Vantaggi di una Mappa Mentale Tutti questi obiettivi sono perfettamente realizzabili creando le Mappe Mentali, che costituiscono l’equivalente del dipinto di un pittore, in grado di adattarsi perfettamente al proprio stile di apprendimento. Le Mappe Mentali, ideate negli anni settanta del secolo scorso, dallo psicologo ed esperto di memoria inglese Tony Buzan, ottimizzano la capacità di comprensione e di sintesi logico-deduttiva…

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Il Cono dell’apprendimento

Se qualcuno mi chiedesse “Sintetizza con una frase ciò che secondo te più fa la differenza nel metodo di studio” la mia risposta sarebbe senz'altro “Smetti di studiare per imparare, studia per spiegare” Ti spiego il perché mostrandoti il Cono dell'Apprendimento di Dale. Osservandolo puoi subito constatare che paradossalmente l'attivitá di memorizzazione meno efficace é proprio quella che noi siamo più abituati ad utilizzare: la lettura. La lettura é infatti un sistema di apprendimento passivo: cioè si legge riuscendo a trattenere solo una piccola percentuale delle informazioni. Il sistema più efficace per imparare é farlo in modo attivo, trasferendo le nozioni ad altri, immaginando ad esempio di dover spiegare ciò la tua materia di studio ai tuoi compagni. Molti sono gli studenti che, pur convinti di possedere il bagaglio di informazioni necessarie nell'affrontare un concorso, un'esame o un'interrogazione, si sono ritrovati delusi nel constatare che invece si sbagliavano. Questo capita perché nello scorrere il libro si pensa di possedere le nozioni in questione ma non stanno richiamando l'informazione, non la stanno “tirando personalmente fuori” la visualizzano solo passivamente. Quindi studia per spiegare! Facendo in questo modo tratterrai il 90 per cento delle informazioni a dispetto del misero 10 per cento che ti fornisce la lettura. Ti consiglio di filmarti di modo da valutare la tua performance, puoi farlo dal tuo smartphone, visto che ormai ogni cellulare é dotato di registratore, e poi riascoltarti. Potrai in questo modo autovalutarti e migliorarti. Conoscendo il docente, di certo ti sarà abbastanza semplice capire quello che si aspetta che tu sappia e devi focalizzarti su questo! Ti sto parlando in sintesi di quello che gli americani chiamano “learning by doing”, vivere l'esperienza. Gli americani hanno anche il concetto di “switch ownership”. verifica ma credo si scrivi cosí. ovvero scambiare la proprietà intellettuale: se cioè…

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Metodi Didattici nella Scuola Italiana

Indice Articolo Questa pagina è stata pensato per tutte le persone che vogliono avere maggiori informazioni sui metodi di studio. Dopo la lettura di questa pagina ti consiglio di rivedere gratuitamente il Webinar che ho fatto sull'uso delle Mappe Mentali a Scuola Rapporto tra i Metodi Didattici e la Metodologia di Studio Individuazione delle strategie Campi applicativi della didattica Metodo Montessori Metodo Steiner Metodo delle sorelle Agazzi ⇒Rapporto tra i Metodi Didattici e la Metodologia di Studio Il termine didattica affonda le sue origini nel greco didàskein, che indica l'acquisizione della pratica dell'insegnamento e del mostrare. La didattica è quindi la scienza che si occupa della comunicazione e della relazione educativa allo scopo di ottimizzare l’apprendimento. Scopo della teoria didattica è: Migliorare l’efficacia didattica del docente Ottimizzazione dell’apprendimento da parte dell’allievo, riducendo il tempo di applicazione allo studio a parità di performance ottenuta. La didattica deve quindi sempre tenere conto dell'inseparabile interazione fra insegnamento ed apprendimento, il tutto armonizzato nel contesto educativo con gli aspetti psicologici degli allievi, della preparazione tecnica e pedagogica dei docenti, del contesto culturale e sociale, nonché degli strumenti e sussidi più efficaci. ⇒Strategie didattiche e metodi di insegnamento La didattica utilizza diverse strategie, che fanno parte dei modelli di istruzione; alcune di esse sono prevalentemente centrate sul docente, altre fanno leva principalmente sull’allievo. Vediamole in dettaglio: Lezione frontale: è la forma di didattica più utilizzata e più antica in cui l'insegnante espone in maniera unidirezionale gli argomenti; in questo caso la trasmissione dei concetti è legata all’abilità comunicativa del docente Dimostrazione: si basa sul principio dell’imitazione ed è l'insegnante che deve fornire la dimostrazione pratica di come si usa un certo strumento o di come si applica una determinata procedura Approccio tutoriale: si tratta dell’immediata verifica, con domande mirate agli studenti, inerenti alla comprensione dei…

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Come memorizzare le date storiche

Imparare le date a memoria risulta molto utile non solo in ambito scolastico, in particolare per materie come la storia, ma anche nella vita privata per ricordare i compleanni e altre ricorrenze importanti, per divertirsi e tenere in allenamento il proprio cervello. Parecchie persone hanno difficoltà a memorizzare le serie di numeri o i gruppi di date anche a causa di mancanza di metodo. Oggi vediamo come utilizzare una tecnica che ti aiuterà a fissare le date nella tua mente una volta per tutte! Per imparare le date storiche ti assicuro che basta conoscere la conversione fonetica. In caso non la conoscessi, puoi leggere questo articolo oppure guardare questi video: La conversione fonetica, prima parte   La conversione fonetica, seconda parte     Ricordare le Date prima e seconda guerra mondiale A questo punto basta creare un’immagine per l’evento e una per la conversione del numero. Immagina di voler ricordare le seguenti date storiche. Ecco come facciamo: EVENTO ANNO IMMAGINE PER L'ANNO CON CONVERSIONE FONETICA Scoppio Prima Guerra Mondiale 1915 Dando per scontato che sia successa dopo il 1000 (in questo caso l’1 non mi aiuta a trovare una conversione efficace per la data quindi lo do per scontato dal momento che lo sappiamo a priori) posso immaginare che la Prima Guerra Mondiale sia scoppiata dentro una Bottiglia (915) oppure che quando è iniziata hanno stappato una Bottiglia. Non è l’unica conversione, poteva anche essere Battello, padella, badile... scegli tu quella che più ti piace e crea un’associazione tra l’immagine dell’evento e l’immagine data dalla conversione del numero. Fine Prima Guerra Mondiale 1918 Qui posso dare per scontato anche il 9 dal momento che ho la data d’inizio e quindi immagino che quando è finita tutti i soldati sono andati a fare un TUFFO (18) Scoppio Seconda Guerra Mondiale 1939 Questa sembra fatta apposta...…

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Consigli Mappe Mentali Scuola Media

  Ciao Matteo, mio figlio frequenta la prima media, a volte gli danno una pagina da studiare. In quel caso è bene fare una mappa per quella pagina o iniziare una mappa che poi si svilupperà con i contenuti delle pagine successive, perchè comunque quella pagina è una porzione di un discorso più ampio. Grazie ancora!   Ciao Annalisa e grazie per la tua interessante domanda! L'idea è quella di partire sempre dalla fine quindi anche se assegnano solo 1-2 pagine da studiare, per avere una visione d'insieme completa conviene andare a fine capitolo e fare una mappa della sintesi e a quel punto approfondire per il momento solo il ramo specificatamente dedicato agli argomenti presenti in quella pagina assegnata da studiare. Inoltre, se si trovasse bene a creare le mappe sul software iMM11  , il mio consiglio è quello di utilizzarlo sempre, poiché ha numerosi vantaggi tra cui la rapidità e la possibilità di effettuare modifiche senza dover rifare tutta la mappa. Inoltre nel momento in cui ti rendessi conto che la mappa è troppo sovraccarica di informazioni e se dovesse esserci un ramo che si è sviluppato così tanto da poter costituire da solo una mappa a sè, potrai rapidamente suddividerla in più mappe, affinché sia più semplice la memorizzazione. In questi casi potrai utilizzare la funzione che ti permette di creare una nuova mappa direttamente da un ramo. Per farlo ti basterà cliccare sul ramo in questione, cliccare copia e poi incollarla in uno spazio vuoto sulla mappa, in questo modo si creerà automaticamente una nuova mappa che avrà appunto come idea centrale il titolo del ramo genitore appena copiato. Libro “Studiare è un gioco da ragazzi“ Una guida pratica, un manuale vero e proprio per affrontare studio, interrogazioni e verifiche senza più ansia da prestazione o…

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Dirette Facebook dai Memo Camp

In questa pagina riproponiamo le ultime dirette Facebook fatte dai Memo Camp   Diretta Aprile 2019     13 Luglio 2018   Diretta 29 Giugno 2018   Vuoi Info sui Memo Camp? Puoi scriverci utilizzando il semplice modulo che trovi qui di seguito oppure chiamare il numero verde gratuito 800642081 da tutti i telefoni sia fissi che cellulari (dal lunedì al venerdì dalle 09.00 alle 13.00 e dalle 14.00 alle 18.00) Ti ricordo Mancano pochi giorni alla data di Bologna per la serata dedicata alle "Metodologie di Studio" Durante la serata scoprirai un Metodo Rivoluzionario che renderà lo studio di tuo figlio un’attività più piacevole e il suo apprendimento più proficuo. 2 Maggio Bologna  

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Come studiare bene e meno

Come studiare bene e ricordare di più sembra la chimera irraggiungibile di studenti e studentesse di ogni età. Eppure c’è chi ce l’ha fatta. Un esame o un’interrogazione possono gettare nel panico anche gli studenti più brillanti.  Per affrontarli al meglio, una solida preparazione di base rappresenta un indubbio vantaggio. Ma come si fa a studiare bene e velocemente? Ecco alcune tecniche per memorizzare le informazioni più importanti e presentarsi agli esami senza preoccupazioni. Studiare velocemente non è sinonimo di studiare superficialmente. Al contrario, significa selezionare le informazioni più importanti contenute all'interno di un libro di testo e immagazzinarle al meglio nella nostra memoria. A questo proposito, esistono alcune tecniche specifiche per velocizzare i tempi dedicati allo studio, senza che la qualità di ciò che impariamo ne risenta. Si tratta, in sostanza, di metodi che permettono una maggiore efficienza nello studio, tenendo ben presente la differenza – fondamentale – tra studiare efficacemente e studiare in modo efficiente. Efficacia ed efficienza, infatti, anche se spesso impiegati nel linguaggio comune come sinonimi, sono in realtà due termini separati da una sottile ma sostanziale diversità: l’efficacia è la capacità di raggiungere un obiettivo, l’efficienza è riuscire a farlo impiegando le minori risorse possibili. Applicata allo studio, questa differenza risulta particolarmente chiara: chi studia efficacemente arriverà senza dubbio preparato il giorno dell’esame, ma magari per raggiungere un tale livello di preparazione ha dovuto sudare sui libri giorno e notte per parecchio tempo; chi studia in maniera efficiente, invece, sarà altrettanto ferrato sugli argomenti dell’esame, pur avendo dedicato ai testi molte meno ore. Possibile? La risposta è sì: con i metodi di studio efficaci, ottenere il massimo risultato con il minimo sforzo è un obiettivo alla portata di tutti. Scopriamo allora quali sono queste tecniche e come funzionano. 1. La tecnica della lettura veloce La…

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Chi è Tony Buzan

Tony Buzan è la persona che in assoluto ha dato il maggior contributo al campo delle metodologie di apprendimento rapido. E' uno psicologo inglese che ha intrapreso questa strada molto giovane quando, ai tempi dell'università, è andato in biblioteca in cerca di un libro che spiegasse come usare al meglio il nostro cervello. Gli era stata indicata la sezione dei libri di medicina: da quel giorno tutto è cambiato. Infatti, racconta che è nata in lui la consapevolezza che su quell'argomento non era stato detto praticamente nulla. Si trattava, invece, di una tematica ancora tutta da sviluppare. Oggi Tony Buzan è un personaggio molto noto per le sue ricerche, ama essere definito come "l'ambasciatore del cervello umano" e ha scritto 121 libri che sono stati pubblicati in 35 lingue. Ha dedicato la vita alle tecniche di apprendimento rapido, alle tecniche di memoria, alle mappe mentali e alla lettura veloce. La sua notorietà è data, soprattutto, per aver sviluppato le mappe mentali. Qui puoi vedere la mappa mentale che lo descrive costruita con il software sulle mappe mentali che lui stesso ha realizzato. E non sapete quanto io mi senta onorato di avere la prefazione della nuova edizione del mio libro Il segreto di una memoria prodigiosa scritta da lui stesso. Inoltre, è il fondatore del World Memory Championship, dove ogni anno centinaia di atleti della memoria si sfidano in dieci discipline diverse come la memorizzazione di: un codice binario un elenco di parole una sequenza di numeri una sequenza di immagini astratte un testo un mazzo di carte Tony Buzan e il software per disegnare le mappe mentali Tony Buzan ha…

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Conversione fonetica

La conversione fonetica è un sistema che fu divulgato dal filosofo matematico Leibniz e permette di immagazzinare, con estrema velocità, qualsiasi tipo di informazione numerica. Non è l’unica tecnica per memorizzare i numeri, ma di quelle conosciute è, a mio avviso, quella più efficace. Consiste nell'associare a ogni numero un certo tipo di suono ed è importante pronunciare solo il suono e non il nome della lettera: per spiegarmi meglio, il suono che assoceremo sarà solo il primo suono della parola Neo, o il primo della parola GNù. Per esempio:   Esercizi  per Ricordarsi i Numeri Conoscere bene queste associazioni è molto importante e quindi, innanzitutto, le memorizzeremo e, per interiorizzarle meglio, faremo alcuni esercizi. In alcuni trasformeremo dei numeri in parole (conversione fonetica), in altri eseguiremo il percorso inverso, trasformando le parole in numeri (chiameremo questo processo “conversione numerica”). Per semplificarne l’apprendimento, anche a livello visivo, è riportata, qui di seguito, una tabella che riassume i diversi suoni fonetici. Dal momento che si tratta di suoni, e non è così facile attraverso un testo scritto trasferire questi concetti, qui hai a disposizione 2 video. Il primo ti spiega cos'è la conversione fonetica, il secondo le regole che applicheremo.Tratto dal libro Il segreto di una memoria prodigiosa. All'inizio li avevo creati solo per i lettori del libro, oppure per chi si era già iscritto al corso, ma poi ho deciso di metterle a disposizione di tutte le persone che mi seguono sul sito. Quindi, divertiti nell'apprendere questo nuovo strumento e prenditi il tempo che ti serve: te lo ritroverai decuplicato in seguito. La conversione fonetica - prima parte  La conversione fonetica - seconda parte   SEI INTERESSATO ALLE TECNICHE DI MEMORIA? Scarica Gratuitamente il primo Capitolo di "Il segreto di una memoria prodigiosa"    

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